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Recensione ASUS VivoWatch SP (foto)

Emanuele Cisotti -




Recensione ASUS VivoWatch SP

È da un po’ che si parla di VivoWatch SP, il nuovo sportwatch di ASUS che avevamo visto in anteprima un anno fa ad IFA di Berlino. L’orologio di ASUS è la nuova iterazione della precedente variante BP, anch’essa votata allo sport e alla salute.

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VivoWatch SP è sicuramente un orologio atipico in questa categoria di prodotti smart, ma il suo design è questa volta allineato a quello che ci aspetteremmo da un orologio con un quadrante digitale. La cassa è interamente in plastica e frontalmente c’è una cornice metallica a proteggere il display. Il cinturino in dotazione è da 22 millimetri. Lo abbiamo trovato forse un po’ troppo rigido all’inizio, ma sembra ammorbidirsi nel tempo. Ci è piaciuto il sistema di allaccio con il cinturino che si “chiuderà” a contatto con la pelle passando dentro un anello.

L’orologio ha un solo tasto fisico posizionato a destra in basso, mentre in diagonale (sinistra in basso e destra in alto) sono posizionati degli altri sensori che permettono all’orologio di misurare più del semplice battito cardiaco, grazie ai due sensori di battito cardiaco. Sulla scocca inferiore dell’orologio è presente anche il sensore necessario per il calcolo dell’ECG. L’orologio è resistente ad acqua e polvere e può essere immerso fino a 50 metri di profondità.

L’unico tasto a disposizione permette di risvegliare lo schermo e attivare la retroilluminazione. Non servono altri tasti perché lo schermo interamente touch. Il display è un 1,34 pollici in tecnologia Highly-reflective LTPS TFT con risoluzione di 320 x 320 pixel. Questo significa che durante il giorno, anche senza premere nessun tasto, è possibile leggere distintamente cosa è scritto sullo schermo. La sera vi basterà invece premere il tasto per riattivare la luminosità. Purtroppo non c’è una impostazione per riattivare lo schermo alla rotazione del polso, ma possiamo al tempo stesso garantirvi che sono veramente pochissime le volte in cui avrete davvero bisogno della maggiore visibilità data dalla retroilluminazione.

Per chiudere il capitolo dell’hardware abbiamo un processore da 1,15 GHz, 1GB di RAM, il Bluetooth 4.2 e il ricevitore GPS per la posizione. Grazie a quest’ultimo sarà possibile quindi localizzarsi durante l’attività fisica all’aperto, anche se il fix del satellite richiede comunque circa 30 secondi.

Il software di questo VivoWatch SP è proprietario ed è estremamente minimale nel funzionamento. Una volta risvegliato il software potete scorrere lateralmente fra i vari widget: lettura PTT, lettura armonia corpo, lettura SpO2, lettura pulsazioni, avvio dell’attività fisica, opzioni, sveglia, ultimi dati sul sonno, ultimi dati sul fitness. Alcuni di questi menù possono scorrere anche in verticale, anche se non c’è chiara indicazione. Indubbiamente i menù sono pochi e chiari, ma la navigazione non è delle più intuitive. Sempre dalla schermata principale si può scorrere verso l’alto per avere il conteggio delle notifiche e poi da qui lateralmente per leggere tutte le ultime notifiche ricevute. Purtroppo non è possibile rispondere a queste notifiche e non c’è un’icona di qualche sorta ad indicazione dell’app che ha generato la notifica, costringendovi quindi a leggere quantomeno il nome dell’app.

La gestione delle notifiche è, dobbiamo dirlo, abbastanza caotica. Questo perché vengono notificate tutte le notifiche generate dal sistema e non solo quelle “rilevanti”. Qualche esempio: le notifiche per l’attivazione di whatsapp web, la navigazione stradale (con una vibrazione ogni cambio di distanza dalla prossima indicazione), ogni proseguimento dell’upload o download dei file o delle app e così via. Certo, si possono disattivare le notifiche per certe app, per esempio Waze, ma in altri casi può essere un handicap, come per esempio WhatsApp.

Tornando alla home e scorrendo verso il basso accedete invece al menù di selezione dei quadranti. Sono 8 e solo uno purtroppo (per i miei gusti) è digitale.

Il secondo sensore di battito cardiaco posto sulla scocca esterna si utilizza “chiudendo il circuito” con il secondo sensore all’angolo opposto della scocca. Abbiamo notato come la misurazione della PTT sia più “schizzinosa” rispetto alle altre misurazioni e in certi casi sono necessari più tentativi, ma alla fine la misurazione scorre fluida e senza intoppi. Nei nostri test è risultato come il posizionamento asimmetrico di questi sensori favorisca un utilizzo sul polso sinistro, andando così a “chiudere” il circuito con la mano destra.

VivoWatch SP raccoglie quindi, come avrete capito, un gran numero di dati sulla salute, molto utili per chi ha necessità o voglia di tenere costantemente monitorato il suo stato fisico. Ovviamente l’orologio traccia anche il sonno, sfruttando in modo continuativo di notte anche il monitoraggio dell’ossigenazione del sangue.

Peccato solo che il tracciamento dell’attività fisica sia solo genericamente divisa fra indoor e outdoor, riducendo quindi il numero di dati specifici che si potrebbero raccogliere per ciascuno sport.

Tutti i dati raccolti possono essere rivisti ed analizzati dall’applicazione gratuita per iOS e Android, che è anche lo strumento per aggiornare il firmware dell’orologio (noi abbiamo ricevuto 2 aggiornamenti nel periodo della prova!). L’applicazione è estremamente chiara e mostra istantaneamente tutto il riepilogo dei dati per i valori registrati, fra cui anche il PTT ovvero un indice di tempo di transito dell’impulso, che misura la velocità del flusso sanguigno e serve anche a misurare, agitazione, rabbia o stress. Abbiamo poi il battito cardiaco, l’ossigenazione del sangue, il livello di rilassamento, i passi, il sonno, l’esercizio fisico e un valore HealthAI che genera (dopo almeno 7 giorni di utilizzo) un’analisi personalizzato sullo stato di attività fisica.

Proseguendo abbiamo poi le calorie e, seppur con tracciatura da fare manualmente: il ciclo mestruale, la glicemia, il peso, l’assunzione di farmaci e la pressione sanguigna. L’app ASUS HealthConnect vuole quindi diventare il vostro unico hub per la vostra salute. I dati raccolti sono tantissimi e sono divisi per giorno o settimana. Spesso ci sono anche dei grafici ad accompagnare i dati numerici, ma l’elaborazione dei dati non si spinge molto oltre, lasciando spesso questi dati mostrati in modo un po’ grezzo e spesso non accompagnati da consigli pratici su come migliorare il proprio stato di salute. Comodissima la possibilità di realizzare un ECG, peccato però che non si possa esportare il dato in alcun modo, costringendovi quindi ad inviare uno screenshot al vostro medico se ce ne fosse bisogno. ASUS sta lavorando molto sul firmware e sull’app di “accompagnamento”, ma indubbiamente c’è ancora del lavoro da fare.

ASUS VivoWatch SP viene venduto a 299€ e sarà disponibile dal 15 settembre su tutti i canali di vendita ASUS.

Giudizio Finale

ASUS VivoWatch SP

7.0

ASUS VivoWatch SP

ASUS VivoWatch SP è uno smartwatch abbastanza unico: sono pochi i prodotti che alle più comuni funzioni smart ci associano una tale attenzione al raccoglimento di dati riguardanti la salute. Il software (sia sull'orologio che sull'app) ha però bisogno ancora di affinamento. Gli aggiornamenti ricevuti ci fanno ben sperare, ma ad oggi il prezzo di vendita rende l'orologio non per tutti.

di Emanuele Cisotti
Pro
  • Schermo sempre visibile
  • Lettura ECG
  • Ottima autonomia
  • Connessione stabile
Contro
  • Scarsa gestione delle notifiche
  • Software per smartphone un po' grezzo
  • Poche opzioni per l'attività fisica
  • Prezzo non contenuto
  • Tiwi

    per me è no, c’è di meglio a questo prezzo

  • Roberto Martuscelli

    Dopo lo Zenwatch3 MAI PIÙ uno smartwatch di Asus, e probabilmente neanche tablet e smartphone dopo i 2 transformer posseduti.

  • GoodSpeed

    Nessun orologio smart vale più di 100 euro. Adios