Recensione TicWatch Pro 3 Ultra: ritocchi al posto giusto

Emanuele Cisotti
Emanuele Cisotti

Recensione TicWatch Pro 3 Ultra

TicWatch torna sul mercato con una nuova variante di TicWatch Pro 3 per il 2021. Scopriamo quindi uno degli smartwatch Wear OS più interessanti.

PRO

  • Autonomia sopra la media
  • Hardware completo
  • Ricco di funzioni
  • Buona precisione dei rilevamenti

CONTRO

  • Wear OS 3 solo nel 2022
  • Lo schermo esterno non è personalizzabile
  • Il prezzo non è contenuto
  • Qualche bug di Google Assistant

Forse un po' per non far mancare un nuovo prodotto "Pro" nel 2021 Mobvoi ha deciso di lanciare una nuova variante Ultra. E "variante" è il termine giusto, visto che sotto la maggior parte degli aspetti questo TicWatch Pro 3 Ultra non differisce troppo dal modello provato circa un anno fa.

Non sarà, quindi almeno nella sua versione testuale, una recensione troppo dettagliata, ma avremo comunque cura di raccontarvi tutti i punti chiave dello smartwatch, mettendo in rilievo le novità.

Dal punto di vista del design ci sono dei minimi accorgimenti stilistici, ma se non ci si pone troppa attenzione potremmo tranquillamente dire che è lo stesso orologio dello scorso anno. È realizzato in acciaio inossidabile e sul lato destro troviamo due tasti fisici, con al centro il microfono, mentre dalla parte opposta un foro un po' più largo lascia spazio allo speaker.

Frontalmente troviamo la stessa soluzione dello scorso anno: un display AMOLED da 1,4 pollici con risoluzione di 454 x 454 pixel sovrastato da un pannello FSTN che da il suo meglio quando viene colpito dalla luce solare. Questa soluzione è la più interessante del parco smartwatch Wear OS perché vi permette di avere le informazioni fondamentali del vostro orologio sempre visibili, andando però ad aumentare al'utonomia. Sullo schermo esterno troviamo l'orario (con anche i secondi), il conteggio dei passi, la data e la batteria residua. Ruotando il polso si accende la retroilluminazione, che quest'anno è personalizzabile del colore che più preferite. Premendo un tasto o toccando lo schermo potrete invece riaccendere lo schermo AMOLED.

Potrete anche impostare la sua accensione alla rotazione del polso, diminuendo però l'autonomia, così come è disponibile anche l'always-on classico di Wear OS che però sfruttando proprio il display principale non porta poi molti benefici in termini di durata complessiva della batteria. Meglio lasciare attiva l'opzione di base, visto che nel caso di ricezione della notifica alla rotazione del polso viene comunque acceso lo schermo "giusto".

Il resto dell'hardware è immutato: Bluetooth 5.0, Wi-Fi n, 1 GB di RAM e 8 GB di memoria interna. Non mancano il GPS e l'NFC. Quest'anno però oltre a essere resistente alla polvere grazie allo standard IP68 è anche resistenti a urti, vibrazioni e sbalzi di temperatura grazie alla certificazione MIL-STD-810G.

L'ultima vera differenza è la presenza di un co-processore di Mobvoi in accoppiata allo Snapdraon Wear 4100 che avevamo già visto lo scorso anno. Questo permette all'orologio di ottimizzare ancora di più i consumi quando lo schermo principale non è attivo o quando si utilizza la modalità essenziale che disattiva Wear OS ma che continua a raccogliere i dati di fitness.

Non ci tratteremo troppo a parlare di software che è rimasto il Wear OS di sempre. Abbiamo quindi i pagamenti NFC con Google Pay, l'assistente Google (che però qualche bug ce l'ha) e il Play Store per installare le app che preferite. Il sistema è fluido, anche se non arriva alla fluidità dei dispositivi dotati della versione plus del processore Qualcomm.

Le app di Mobvoi per la parte fitness sono ben fatte, anche se non ci sono vere novità. Bene tutta la parte di raccolta dati, che sia GPS o il battito cardiaco. Ci sono gli avvisi di inattività e il sonno viene tracciato con discreta precisione, con anche il rilevamento dell'ossigenazione del sangue. È possibile fare chiamate al polso finché lo smartphone è connesso tramite Bluetooth. Il battito e lo stress vengono registrati durante tutto il giorno, a patto di attivare l'apposita opzione.

Peccato solo non aver trovato preinstallato Wear OS 3, ma un aggiornamento arriverà nel corso del 2022.

TicWatch Pro 3 Ultra viene lanciato allo stesso prezzo dello scorso anno: 299€. Un prezzo non certo contenuto, ma giusto per quello che questo prodotto ha da offrire, in termini di hardware e software.

Giudizio Finale

TicWatch Pro 3 Ultra

TicWatch Pro 3 Ultra a prima vista sembra il modello dello scorso anno, il che non è un male. Abbiamo però apprezzato i piccoli cambiamenti: il co-processore a basso consumo, la retroilluminazione RGB e la resistenza di standard militare. Qui la vera differenza è ancora una volta la presenza di Wear OS e del secondo display a basso consumo. Con Wear OS 3 sarà quasi perfetto.

Voto finale

TicWatch Pro 3 Ultra

Pro

  • Autonomia sopra la media
  • Hardware completo
  • Ricco di funzioni
  • Buona precisione dei rilevamenti

Contro

  • Wear OS 3 solo nel 2022
  • Lo schermo esterno non è personalizzabile
  • Il prezzo non è contenuto
  • Qualche bug di Google Assistant

Emanuele Cisotti
Emanuele Cisotti Vive nel mondo della telefonia dal Nokia 3210 e nel mondo di linux da Ubuntu 5.04. Se potesse vivrebbe anche in un mondo di Lego e in uno di musica elettronica.

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