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Recensione JBL Charge 4: un piccolo passo avanti (foto)

Giuseppe Tripodi -




Recensione JBL Charge 4

Squadra che vince non si cambia. È questo che deve aver pensato JBL nella fase di progettazione di Chage 4, ultimo arrivato della fascia media dell’azienda, che ricorda tantissimo il suo predecessore, tanto per aspetto quanto per specifiche tecniche ed esperienza utente complessiva.

Quindi possiamo dirvelo da subito: se avete un JBL Charge 3, non vale la pena acquistare il suo successore. In caso contrario, continuate a leggere: se state cercando uno speaker Bluetooth con buona qualità sonora, tanti bassi e impermeabilità, Charge 4 è proprio quello che fa per voi.

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Costruzione

La solidità è uno degli elementi che ha sempre contraddistinto la linea Charge e questo JBL Charge 4 ovviamente non fa eccezione: lo speaker è realizzato con ottimi materiali e trasmette da subtio una gran sensazione di robustezza. I bordi sono gommati e suggeriscono che lo speaker possa resistere a qualche caduta (anche se ovviamente vi sconsigliamo di farlo), ma soprattutto il rivestimento esterneo garantisce una completa impermeabilià.

JBL Charge 4, infatti, gode di certificazione IPX7: può quindi esser immerso in acqua fino ad 1 metro di profondità per mezz’ora senza problemi e questo, come sempre, lo rende lo spaeker perfetto per feste all’aperto, senza il timore che schizzi o acquazzoni possano rovinarlo. Se poi avete a disposizione una piscina, lasciatelo pure a bordo vasca e rispondete a chiunque se ne preoccupi che è tutto ok, il JBL Charge 4 è impermeabile.

I tasti, posizionati nella parte superiore, si premono bene (nonostante solo i due pulsanti centrali siano “rialzati” e abbiano un profilo intorno) e danno un ottimo feedback al clic. Alle due estremità laterali si possono ammirare i due woofer passivi, che sono uno spettacolo da guardare quando si ascolta qualche bel pezzo hip hop con i bassi pompati.

Sulla basetta troviamo una serie di LED che indicano la carica residua, mentre sul retro abbiamo uno sportellino che protegge dai liquidi tutti i connettori disponibili: jack audio, per la connessione analogica allo speaker, USB standard, per utilizzare il Charge 4 come power bank e ricaricare lo smartphone e USB-C, perché siamo nel 2019 e non vedo quale altro standard debba esser utilizzato per la ricarica dei dispositivi.

Battute a parte, finalmente qualcosa sembra muoversi in questo campo e JBL ha adottato un connettore Type-C: questo è uno dei (pochi) passi avanti rispetto al Charge 3, che – come vedremo anche più avanti – somiglia molto a questo suo successore.

Funzioni e qualità audio

Lo abbiamo accennato e lo ripetiamo: il JBL Charge 4 è davvero molto simile al suo predecessore, per funzioni, qualità audio ed esperienza utente complessiva. D’altra parte, il prezzo dei due modelli è quasi sempre allineato su Amazon, e per qualche manciata di euro in più vale la pena acquistare l’ultima versione.

Oltre l’USB-C, la principale differenza tra i due modelli è un profilo audio leggermente differente: come sempre JBL scommette molto sui bassi, che sono senza dubbio le frequenze più valorizzate dei suoi speaker, ma in questo JBL Charge 4 abbiamo un suono leggermente più equilibrato. Ma al netto delle differenze col suo predecessore (che sono minime), come suona questo speaker? Molto bene, soprattutto per gli amanti dei bassi.

Il nome di JBL è una garanzia e questo Charge 4 non delude le aspettative: il suono è ricco e pieno di dettagli, difficilmente qualcuno resterà deluso dalla qualità audio. Parlando di gusti personali, forse avrei preferito dei bassi leggermente meno marcati; ma è pur vero che poi mi lascio trascinare dal groove, rimango incanto a guardare i woofer che ballano a ritmo di musica e allora penso che tutto sommato questi bassi non mi dispiacciono mica.

Il volume raggiunge livelli molto alti e solo portandolo all’estremo si percepisce qualche (minima) distorsione. D’altra parte, in diverse settimane di utilizzo non ho mai senitto la necessità di portare il volume sopra il 75% (circa), neanche quando l’ho usato all’aperto.

A proposito di usare la cassa all’aperto, potete portarla con voi senza troppi problemi perché la durata della batteria è decisamente generosa: circa 20 ore di autonomia a volume medio, un valore decisamente ragguardevole che vi permetterà di utilizzare il JBL Charge 4 per un giorno riproduzione ininterrotta (o per settimane, se la usate come qualsiasi persona normale).

Il Bluetooth è alla versione 4.2: considerando che stiamo parlando di uno speaker di un certo livello è un po’ un peccato non trovare la versione 5.0. In termini di connessione, ovviamente quel che non manca è JBL Connect+, la tecnologia proprietaria dell’azienda che permette di collegare fino a 100 speaker JBL e riprodurre musica all’unisono.

JBL Conenct+ è una di quelle funzioni che difficilmente interessano ad un utente che sta per acquistare il suo primo speaker Bluetooth: senza troppi giri di parole, credo che per la maggior parte degli acquirenti il tasto dedicato resterà letteralmente inutilizzato. D’altra parte, se avete un altro speaker JBL o un amico che ne possiete uno, organizzate una festa e JBL Connect+ vi darà grandi soddisfazioni.

Purtroppo, nonostante la forma cillindrica, l’audio non è a 360°: il suono proviene solo dalla parte frontale.

Infine, un ultimo dettaglio: a differenza della maggior parte degli speaker sul mercato e a differenza di quanto indicato su Amazon, JBL Charge 4 non include un microfono e, di conseguenza, non può essere utilizzato per parlare al telefono in vivavoce. Personalmente parlando non credo sia una grande pecca: nonostante abbia recensito decine e decine di casse Bluetooth, non ne ho mai utilizzata una per fare una telefonata in vivavoce (eccetto che per testare il microfono), anzi, mi risulta perfino scomodo dover scollegare la cassa ogni volta che ricevo una telefonata. D’altra parte, se vi capita di ricevere spesso chiamate da mettere in vivavoce, tenete presente che con Charge 4 non potrete farlo.

Prezzo

JBL Charge è disponible in 10 colorazioni, ad un prezzo che attualmente oscilla parecchio. Il costo di listino sarebbe di 179,99€, ma al momento in cui scrivo su Amazon lo si trova a circa 155€.

Il prezzo non è basso ma, tutto sommato, è commisurato alla qualità del dispositivo, che è un prodotto resistente, duraturo e con una buona qualità sonora.

Foto

Giudizio Finale

JBL Charge 4

8.3

JBL Charge 4

JBL Charge 4 è una buona conferma: non si discosta granché dal suo predecessore, con cui condivide forma, buona qualità sonora, completa impermeabilità (IPX7) e ottima autonomia. Peccato per assenza di microfono e "vecchia" versione del Bluetooth. Ma nonostante tutto, ancora una volta, JBL porta sul mercato uno speaker che non delude, solido e destinato a durare (per fortuna c'è anche USB-C),

di Giuseppe Tripodi
Pro
  • Buona qualità audio
  • Impermeabile e resistente
  • Ottima batteria (che ricarica anche lo smartphone)
  • USB-C
Contro
  • Niente microfono
  • Bluetooth 4.2
  • L'audio non è a 360° (nonostante la forma)
  • Yafusata

    Non e’ niente male buttare 155 euro cosi’.