8.3

Recensione Google Pixel Buds: le cuffiette tuttofare (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Google Pixel Buds

I Google Pixel Buds arrivano adesso in un mercato già molto affollato e maturo, quello degli auricolari true wireless, e lo fanno portando un nome che in passato non è stato proprio sinonimo di successo. Questa loro seconda incarnazione però sembra una di quelle studiate bene a tavolino, ed in effetti provarle è stato un po’ un colpo di fulmine. Sarà un’infatuazione o vero amore?

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7.0

Confezione

Confezione piccola e compatta per i Pixel Buds, all’interno della quale troviamo auricolari con custodia, 3 gommini in tutto (piccoli, medi e grandi), un cavo USB-C/USB-A ed un po’ di manualistica. La porta presente sulla custodia è una Type-C, quindi l’idea di Google è che abbiate già un caricabatterie con ingresso di tipo A. Cosa curiosa, il caricabatterie dei Pixel (smartphone) è invece un Type-C.

8.5

Costruzione e comodità

Se c’è una cosa che abbiamo apprezzato moltissimo dei Pixel Buds è la loro comodità. Date un paio di giorni ai vostri orecchi per abituarsi e li potrete indossare fino alla scarica completa della batteria (ovvero per 4-5 ore circa) senza troppi problemi. Gli auricolari di Google sono compatti e dotati di un design a suo modo iconico, ma che non sacrifica nulla sull’altare dell’usabilità, anzi. Non si sfileranno facilmente, né mangiando, né cambiandosi la T-shirt. Ciò è possibile non solo grazie ai classici gommini di tre taglie diverse (suggerimento: non è detto che dobbiate usare la stessa misura per entrambi gli orecchi), ma soprattutto per merito di un “arco stabilizzatore” che li tiene ancorati in posizione. Si tratta di una sorta di design ibrido, diverso dai semplici auricolari in-ear, che garantisce maggiore aderenza e massima comodità. E ve lo dice uno che non è affatto un fan delle soluzioni in-ear!

Entrambi gli auricolari sono dotati di controlli touch, che sono risultati sempre efficaci e precisi. Un tocco per play/pausa/rispondere alle chiamate, due tocchi per saltare traccia/riattaccare, tre per tornare al brano precedente, ed uno swipe orizzontale per regolare il volume. In più, con la pressione prolungata, parlerete direttamente con l’Assistente Google, richiamabile anche tramite la canonica hotword Ok Google. Tutte queste gesture sono accompagnate da un feedback sonoro, tranne quelle relative al volume. Non sappiamo come mai siano state escluse queste ultime, il cui effetto può sembrare evidente, ma non ci sarebbe dispiaciuto comunque avere una qualche conferma della corretta interpretazione dello swipe.

I Pixel Buds sono inoltre certificati IPX4, come molti concorrenti. Questo vuol dire resistenza a sudore e schizzi d’acqua, ma attenzione alla polvere, o magari alla sabbia, visto che siamo in piena estate.

Nota a parte per la custodia: una delle migliori del suo genere. Piacevole al tocco, ed abbastanza compatta da entrare facilmente nel taschino dei jeans. Essendo completamente bianca però, si macchia con enorme facilità. Evitate di riporla poi assieme a chiavi o altri oggetti, o la sua finitura opaca sarà facilmente graffiata. Segnaliamo inoltre che la custodia è compatibile con lo standard Qi di ricarica wireless, casomai aveste una base adatta e/o non voleste usare il cavo.

8.5

Funzioni e qualità audio

I Pixel Buds hanno un timbro tutto loro. Forti di driver dinamici da 12mm e soprattutto di un particolare design acustico, che grazie a dei fori ambientali lascia volutamente entrare un po’ dei suoni circostanti. Sia chiaro che, inseriti bene, i Buds isolano, ma non “insonorizzano”, e vi permettono di avere una migliore percezione di ciò che vi circonda, cosa che abbiamo particolarmente apprezzato durante l’uso da turisti. Ovviamente non si parla di ANC, che sarebbe impossibile da fare con una simile realizzazione. È proprio un altro tipo di approccio, ed in fondo ci piace che Google abbia voluto fare qualcosa di diverso. Per quanto efficaci siano altre soluzioni con cancellazione attiva del rumore, è un tipo di tecnologia che dà il meglio di sé più su cuffie circumaurali che non su dei semplici auricolari, e forse Google non voleva fare le cose a metà. O forse semplicemente non ci ha nemmeno provato: difficile dirlo.

A parte questo, c’è comunque tutto il volume che serve per farvi ascoltare la vostra musica senza fastidi, tanto più che, grazie al suono adattivo, saranno proprio gli auricolari stessi a gestire il volume in modo automatico. Abbiamo trovato molto utile questa funzione, che non vi costringe a continui aggiustamenti. La regolazione avviene in modo graduale, tanto che non la noterete subito, ma in ogni caso vi accorgerete di non dover alzare da soli il volume quando ad esempio guiderete con i finestrini abbassati. Abbiamo notato la differenza più facilmente passando da un ambiente rumoroso ad un silenzioso che non il contrario. Ed in generale l’algoritmo è anche ben tarato, nel senso che non spara al massimo il volume degli auricolari nel caso di un forte rumore improvviso, ma agisce solo sui rumori prolungati, ed in generale senza esagerare troppo con il volume. Se poi voleste comunque fare delle variazioni, la funzionalità si disattiverà da sola per qualche tempo, per evitare che il volume cambi nuovamente.

Riguardo la mera qualità audio, Google qui ha forse fatto il passo più lungo della gamba, parlando di suono eccezionale. Si tratta di una buona esperienza d’ascolto, ma non da primato. L’audio ha una gamma sufficientemente ampia, ed anche i bassi, per quanto non troppo pieni, ci sono tutti. La cosa più evidente è l’audio molto cristallino; anche troppo in realtà. È come se Google avesse voluto applicare un filtro nitidezza al suono, con un risultato alle volte un po’ artefatto. Questo toglie anche un po’ di corpo al suono, che a volte avrebbe giovato dall’essere più “sporco” e meno dettagliato.

L’audio in chiamata gode inoltre di una buona pulizia dei rumori di fondo, in particolare di suoni quali le auto che passano, garantendovi di essere capiti facilmente dal vostro interlocutore, rete permettendo. A questo proposito trovate un esempio qui pronto da scaricare. La qualità della voce però un po’ ne risente, e non è delle migliori in generale.

Non mancano ovviamente i comandi vocali “Ok Google“, che ogni tanto vi guideranno direttamente nell’uso di alcune funzioni, come la possibilità di rispondere direttamente a voce alle chat di WhatsApp, o la lettura delle notifiche in arrivo (potete abilitare le singole app che volete). Particolarmente interessante la funzione di traduzione istantanea, che in pratica avvia Google Traduttore in modalità conversazione sul telefono, permettendovi di usare i Pixel Buds come microfoni per dialogare. Sarebbe stato bello provarlo davvero durante un viaggio all’estero, ma non è questo il periodo adatto.

Riguardo infine i controlli touch, segnaliamo di averli trovati ben realizzati, anche se ogni tanto ci è capitato che l’audio andasse in pausa senza aver premuto nulla. Il problema si è verificato soprattutto in congiunzione con il navigatore di Maps, quindi può in qualche modo essere anche colpa di quest’ultimo. Basta un tocco sugli auricolari e la musica riparte.

Funziona invece molto bene il rilevamento in-ear, che mette automaticamente la musica in pausa se vi toglierete anche solo uno dei due auricolari. La funzione può essere disattivata, ma l’abbiamo trovata così ben implementata da lasciarla sempre attiva. Reinserendo la cuffietta l’audio ripartirà automaticamente.

L’autonomia infine è di circa 4 ore e mezzo, più che le cinque dichiarate da Google, con la custodia in grado di fornirvi 5 ricariche. La scarica dei due auricolari è però particolarmente non omogenea, con differenze tra destra e sinistra che arrivano anche al 30%.

Al lancio dei Pixel Buds negli USA si era parlato molto di problemi di disconnessione e audio intermittente, nelle nostre prove abbiamo avuto una sola vera criticità, con gli auricolari completamente muti, pur non essendo scarichi. Una volta inseriti nella loro custodia hanno poi ripreso a funzionare. Di audio intermittente non ne abbiamo mai sperimentato. Diciamo che, conoscendo “l’instabilità” del Bluetooth, una cosa del genere non ci ha stupito, ma se nel corso del tempo dovessimo notare il ripetersi di simili problemi aggiorneremo la recensione; purtroppo li stiamo provando solo dalla scorsa settimana.

Aggiornamento16/07/2020

La funzione “suono adattivo” è colpevole dello scaricamento non omogeneo dei due auricolari. Disattivandola non solo la differenza tra i due scende sotto il 10% ma guadagnerete una mezz’ora buona di utilizzo, arrivando alle fatidiche 5 ore che non riuscivamo a raggiungere altrimenti. Va detto che suono adattivo funziona davvero bene, e se lo scotto da pagare per averla è una mezz’ora in meno di autonomia, a nostra parere li vale tutti.

Segnaliamo anche però che, purtroppo, continuano le occasionali disconnessioni, col ritmo di circa una a settimana. L’unico modo che abbiamo trovato per ripristinare la connessione in questi casi è lasciare gli auricolari nella custodia per qualche secondo, e poi riaprire quest’ultima: sullo smartphone dovrebbe comparire dopo poco la notifica con il livello di volume dei Pixel Buds, ed a quel punto potrete continuare ad usarli.

Una volta a settimana non è un ritmo tragico, basta che le cose non peggiorino, ed in ogni caso ci auguriamo che un successivo update possa risolvere del tutto la questione.

E sempre a proposito di problemi, anche se quest’ultimo non è davvero tale a nostro parere, c’è un po’ di statica di sottofondo, udibile però solo in ambiente silenzioso, a volume minimo e con audio vocale piuttosto che musicale. Un “problema” comune a moltissime cuffie/auricolari, che non va minimamente a penalizzare l’esperienza d’uso. Alcuni utenti che se ne erano lamentati parlavano di ronzii ben più forti.

Segnaliamo infine che se aveste uno smartphone Pixel, i Buds sono integrati a livello di sistema, con le impostazioni relative presenti nel menu del Bluetooth. In caso contrario c’è un’app dedicata (anche per iOS) che è completamente identica. Qui sotto trovate una serie di screenshot che illustrano bene le varie opzioni disponibili.

 

6.5

Prezzo

199€ è un prezzo importante per questi Pixel Buds, perché li colloca in piena zona AirPods. Visto il lancio a 179$ negli USA, avremmo sperato in qualcosa di meno, perché, a dispetto della loro qualità, non sarà facile imporsi a questa cifra in un mercato già così pieno di alternative di qualità a prezzi inferiori. Non resta che sperare nei saltuari sconti del Google Store, anche se ci sarà da aspettare. Non confidiamo di vederli facilmente presso rivenditori di terze parti, purtroppo, ma se dovessimo mettere gli occhi su qualche offerta nel corso del tempo non esiteremo come sempre a segnalarvela.

Foto

Giudizio Finale

Google Pixel Buds

8.3

Google Pixel Buds

I Pixel Buds hanno carattere da vendere. Non era facile arrivare nel 2020, in un mercato già pieno di alternative, e proporre qualcosa che si distinguesse dalla concorrenza sotto vari profili. Il design, la comodità indosso, ed anche la particolare resa sonora, data non solo da un audio (fin troppo) cristallino, ma anche dal fatto che gli auricolari lasciano percepire una giusta quantità di suoni circostanti. E poi ci sono varie funzioni smart, dal rilevamento in-ear, alla regolazione automatica del volume, alla pulizia dell'audio in chiamata, fino all'integrazione con l'assistente Google. L'autonomia non è da primato, ma più che sufficiente per la maggior parte degli utilizzi, e con la bellissima custodia in dotazione (la aprirete e chiuderete in continuazione, come con certi Zippo!) avrete a disposizione tutte le ricariche che servono.

di Nicola Ligas
Pro
  • Comodità
  • Pulizia Audio (in chiamata)
  • Regolazione automatica del volume
  • Integrazione con Assistant
Contro
  • Prezzo
  • Autonomia non troppo elevata
  • Custodia facilmente macchiabile/rigabile
  • Non isolano troppo (anche se potrebbe essere un bene) e non hanno ANC
  • Cesare Vitali

    Due domande:
    per attività sportiva tipo corsa o bicicletta potrebbero andare bene, sopratutto come stabilità,visto che permettono di non essere completamente isolati?
    supportano il collegamento di due telefoni contemporanei o solo di uno?
    Grazie.

    • Max

      Lascerei perdere gli in ear per andare in bici…. Troppo rischiosi.

    • solo un telefono alla volta, e come attività vanno benissimo: una volta inserite a dovere sono ancorate all’orecchio, ed essendo IPX4 non temono il sudore

  • GoodSpeed

    “date un paio di giorni ai vostri orecchi” eh?😁