7.8

Motorola Verve Buds 500: quei tasti sono un’ottima idea! (foto)

Giuseppe Tripodi -




Recensione Motorola Verve Buds 500

Negli ultimi due anni il numero di auricolari true wireless disponibili sul mercato è aumentato a dismisura: ne abbiamo per ogni fascia di prezzo e per tutte le esigenze, tanto che ormai è difficile trovare qualche novità, qualcosa di interessante che non fosse già stato visto.

Proprio per questo, le Motorola Verve Buds 500 mi hanno sorpreso, perché introducono un’innovazione semplice ma geniale, che mi auguro di veder diffondersi. Ma andiamo con ordine.

Confezione

All’interno della colorata confezione di vendita, oltre agli auricolari e al case di ricarica, troviamo ben quattro paia di gommini aggiuntivi (che vanno da XS a XL) e un cavetto microUSB per la ricarica (fin troppo corto).

Costruzione e comodità

A primo acchito le Verve Buds 500 si presentano con un form factor che sembra l’ennesimo clone delle AirPods: sono bianche e con l’astina che si allunga sulla guancia. Il corpo è interamene in plastica: il primo impatto non gioca a loro favore (sembrano un po’ troppo plasticose), ma questo permette loro di essere molto leggere e, di conseguenza, di non affaticare troppo l’orecchio.

Anche il case di ricarica è interamente in plastica, e presenta 4 LED sulla parte frontale, che mostrano la batteria residua. Anche la custodia è piuttosto leggera, ma anche parecchio ingrombrante (un po’ troppo ingombrante, considerando che fornisce “solo” 6 ore di autonomia aggiuntiva). Per dare qualche riferimento: sta comodamente nella tasca interna di un giaccone, ma se lo mettete nella tasca dei jeans ingombrerà non poco. Purtroppo il connettore di ricarica è microUSB, uno standard che fatica a morire.

Con il gommino di default gli auricolari sono un po’ troppo instabili: in generale, non sono le cuffiette più “salde” che mi sia capitato di provare, ma con i gommini L ed XL non dovreste troppi problemi nella vita quotidiana. Al contrario, non le consiglierei a chi fa attività fisica: non solo perché l’eccessivo movimento potrebbe farle cadere, ma anche perché non ho trovato alcuna informazione in merito a certificazione IP (e quindi il troppo sudore potrebbe danneggiarle).

Infine, parlando di comodità, è giunta l’ora di svelare l’ottima idea che mi ha colpito: il tasto multifunzione al termine dell’archetto. È un’idea tanto banale quanto funzionale: porta con sé tutta l’immediatezza del tasto fisico (che funziona sempre e ha un feedback meccanico: altro che touch!) ma senza il fastidioso svantaggio di spingere gli auricolari verso l’interno dell’orecchio (come avviene nella maggior parte delle cuffiette con pulsante fisico). Davvero, mi son trovato così bene con i controlli di queste Verve Buds 500 che spero che questa idea del tasto alla fine dell’archetto diventi uno standard.

Funzioni e qualità audio

Iniziamo questo paragrafo parlando di audio: la qualità sonora è niente male. Niente che consiglierei ad un audiofilo che cerca il miglior suono possibile, ma complessivamente l’audio di queste Verve Buds 500 è dignitoso, considerando il costo di 99€. Il suono manca un po’ di mordente e non c’è spazialità: con alcune tracce (specialmente quelle molto elaborate) risulta un po’ sottotono, ma gli alti sono sorprendentemente buoni e anche i medi e medio-bassi si difendono bene.

I microfoni (e la qualità in chiamata) sono abbastanza buoni: non siamo ai livelli delle AirPods ma (grazie anche alle astine che avvicinano i microfoni alla bocca), queste Verve Buds 500 garantiscono conversazioni nettamente migliori di molti altri modelli più blasonati, specialmente quando ci troviamo all’esterno. Anche in condizioni piuttosto difficili, il mio interlocutore riusciva (sorprendentemente) a sentirmi.

Sul fronte dell’autonomia, invece, si poteva fare molto di meglio: le cuffiette hanno un’autonomia di circa 3 ore e il case aggiunge altre due ricariche, per un totale di circa 9 ore di autonomia complessiva. Questo vuol dire che se le indossate la mattina uscendo di casa per andare a lavoro, prima dell’ora di pranzo dovrete sicuramente ricaricarle. Inoltre, c’è anche un fastidioso problema legato al case: quando quest’ultimo si scarica, gli auricolari (non più in carica) si accendono automaticamente. Questo significa che probabilmente si accoppieranno automaticamente al vostro smartphone (e quindi l’audio del dispositivo andrà alle cuffiette) e si scaricheranno senza che ve ne accorgiate. Intendiamoci: non è una cosa che succede tutti i giorni, ma se vi dimenticate di ricaricare il case può accadere, ed è piuttosto irritante.

Il Bluetooth è in versione 5.0, il che garantisce di avere audio e video sincronizzati e permette di utilizzare gli auricolari anche per guardare film o serie TV senza temere ritardi nell’audio.

Entrambi gli auricolari possono essere usati in mono e i tasti funzionano in maniera esattamente identica su entrambe le cuffiette:

  • Un clic: Play/Pausa
  • Doppio clic: Canzone successiva
  • Doppio clic (con musica in pausa): Richiama assistente vocale
  • Clic prolungato: Spegnimento (e accensione) cuffia

A proposito dei controlli: ovviamente gli auricoalri si accendono e spengono automaticamente quando li sfilate e inserite nel case, ma volendo è possibile forzarne lo spegnimento (e l’accensione). A parte questo, l’idea di poter richiamare l’assistente vocale solo quando la musica è in pausa non è così terribile come sembra: è solo un clic in più rispetto al solito, ma questo permette di aver Google Assistant, Siri o Alexa a portata di mano su entrambi gli auricolari anche quando li si usa in mono.

A proposito di assistenti vocali, di queste Verve Buds 500 Motorola promuove molto il supporto ad Alexa e le relative skill grazie all’app Hubble Connect for VerveLife, ma in realtà è meglio dimenticarsi dia dell’app, che di Alexa. VerveLife, disponibile per Android e iOS, non aggiunge praticamente nulla all’esperienza d’uso, eccetto la possibilità di vedere l’ultima posizione delle cuffie (o meglio, l’ultima posizione registrata quando avete aperto l’app). Nota di (de)merito per il PDF di istruzioni, che è un unico file con tutti i modelli di auricolari Motorola mai lanciati.

Detto ciò, Alexa non è ancora utilizzabile in italiano: probabilmente con un aggiornamento dell’app sarà possibile (prima o poi) utilizzare l’assistente nella nostra lingua, ma attualmente è piuttosto inutile, considerando che per utilizzarla comodamente su Android (richiamandola con un doppio tap) bisogna fare a meno di Google Assistant. Su iPhone, invece, non è possibile sostituire Siri come assistente di default, quindi l’unico modo per usare Alexa è tenere l’app avviata.

Prezzo

Le Motorola Verve Buds 500 hanno un costo di 99€: il prezzo, seppur non bassissimo, è interessante e potrebbe far gola a chi cerca degli auricolari true wireless discreti che garantiscano una buona qualità in chiamata.

Foto

Giudizio Finale

Motorola Verve Buds 500

7.8

Motorola Verve Buds 500

Le Motorola Verve Buds 500 sono una piacevole sorpresa sotto tanti punti di vista: hanno una qualità audio accettabile, i pulsanti fisici alla fine delle astine sono comodissimi e i microfoni in chiamata funzionano meglio di molti auricolari più blasonati. Peccato che l'autonomia sia un po' sottotono e che manchi un qualsiasi tipo di certificazione per la protezione dai liquidi.

di Giuseppe Tripodi
Pro
  • Qualità audio discreta
  • Buona qualità dei microfoni
  • Ottimo sistema di controllo
Contro
  • Autonomia sottotono
  • App quasi inutile
  • Nessuna certificazione contro i liquidi