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Klipsch T5 Neckband: il ritorno delle cuffie con archetto (Recensione)

Giuseppe Tripodi




Recensione Klipsch T5 Neckband

Sono passati un anno e due mesi dall’ultima volta che ho recensito un paio di auricolari Bluetooth con archetto e sapete che vi dico? Che mi era mancato.

Nonostante il mercato di sia evidentemente orientato sugli auricolari true wireless, al punto che siamo ormai letteralmente sommersi da questo genere di cuffiette, io continuo a restare un fan degli auricolari wireless vecchia scuola, quelli con l’archetto che ti circonda il collo.

Nonostante la moda dei true wireless, che offrono indubbi vantaggi di comodità in alcuni contesti, credo che gli auricolari con archetto abbiano ancora qualcosa da dire e che, per alcuni utilizzi, siano indiscutibimente meglio dei true wireless. Vediamo quindi com’è andata con questi Klipsch T5 Neckband!

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Confezione

All’interno dell’elegante confezione di vendita, oltre  gli auricolari in primo piano, troviamo un po’ di manualistica, tre gommini aggiuntivi (quattro dimensioni in totale) e un lungo cavo di ricarica.

Peccato che il cavo in questione sia microUSB: sì, ahimé esistono ancora connettori microUSB.

Un peccato anche che manchi un qualche tipo di custodia in cui riporle quando non si usano.

Costruzione e comodità

Da un punto di vista estetico, i Klipsch T5 Neckband sono sicuramente tra gli auricolari più belli e curati che mi sia mai capitato di provare. Vi basti pensare che perfino la mia ragazza, che solitamente è piuttosto disinteressata (eufemismo) ai prodotti che ricevo e testo, quando ha visto i Klipsch T5 Neckband si è avvicinata per chiedermi cosa fossero quelle cuffie, stupendosi per il design curato. Ci è anche rimasta un po’ male quando ha scoperto che non era il mio ultimo, folle acquisto, ma un prodotto in prova da restituire.

In ogni caso, è davvero difficile rimanere indifferenti al design di queste cuffiette: l’archetto è rivestito in pelle con cuciture a vista, la cordicina degli auricolari è rivestita in tessuto e la parte finale dei due archetti, in metallo con finiture in gomma, è davvero un piacere al tatto.

I pulsanti – tutti fisici, niente diavolerie come i controlli touch – sono tre (Volume-/Play/Volume+), posizionati nella parte interna dell’archetto destro. La posizione non mi convince moltissimo, ma in fondo è solo questione di abitudine.

A differenza della controparte true wireless recensita qualche settimana fa, questa variante Neckband è davvero comodissima: gli auricolari sono davvero piccoli e, grazie anche alla forma affusolata, si inseriscono benissimo nelle orecchie e non danno fastidio neanche dopo ore di utilizzo.

Per quel che riguarda la comodità generale, come forse avrete intuito dall’incipit della recensione, utilizzando queste Klipsch T5 Neckband ho riscoperto il piacere delle cuffie con archetto, che non utilizzavo da tempo.

Esempio d’uso: sto lavando il bagno, indosso i guanti (con i quali vorrei toccare meno cose possibili) e ascolto musica. La mia ragazza inizia a parlaremi non accorgendosi che indosso le cuffie e, invece di urlarle il solito Non ti sento, vieni a sfilarmi gli AirPods! (succede sempre quando ho le mani sporche o impegnate), semplicemente tolgo gli auricolari facendo leva con la testa (bloccando il cavo con un dito) e li lascio penzolare al collo. È un esempio stupido, ma per me è paradigmatico: il “problema” con gli auricolari true wireless è che sono comodissimi in tanti contesti, ma diventano una seccatura quando dovete riporli nel case per brevi momenti. O quando avete fretta di metterli via ma non ritrovate la custodia nello zaino. Insomma, ci siamo capiti.

Al contrario, gli auricolari con archetto diventano quasi un’estensione di voi, come fossero uno smartwatch: non importa che li stiate utilizzando attivamente o meno, potete tenerli sempre appesi al collo, pronti per essere infilati alle orecchie. In quest’ottica, mi dispiace che questi Klipsch T5 Neckband non abbiano i magneti per fissare i due auricolari tra loro quando non sono in uso.

Concludendo la panoramica, la qualità costruttiva è ottima, l’archetto è molto flessibile, gli auricolari sono leggerissimi e non manca la resistenza agli schizzi (con certificazione IPX4).

Funzioni e qualità audio

Proprio come la controparte true wireless, queste Klipsch T5 Neckband hanno un suono davvero fantastico, caldo e pieno di dettagli. I bassi sono vibranti e particolarmente profondi, grazie anche all’isolamento acustico (passivo) garantito dagli auricolari che bloccano il canale uditivo: chi ama i bassi intensi, amerà queste cuffie. Sebbene i bassi siano leggermente enfatizzati, anche le altre frequenze sono ottime, con una menzione particolare per i medi e soprattutto i medio-bassi, che mi hanno colpito per la resa fantastica delle voci in alcune canzoni, come ad esempio By this river di Brian Eno.

Prendiamo proprio questo brano per accennare anche altri due dettagli degni di nota di queste cuffie: la separazione dei suoni e il soundstage. By this river è una canzone apparentemente semplice, con il piano come (quasi) unico strumento che apre la strada al vero protagonista della tracia, ossia la voce di Brian Eno, calda e melodiosa. Eppure, come ci si aspetta da Eno, la cura nei dettagli è maniacale e, con un po’ di attenzione, ci si accorge del suono di un sintetizzatore (credo, ammetto di non esser certo dello strumento) che periodicamente fa eco, lontanissimo: lo si sente “bene” da 2.03 in poi. Ecco, con le Klipsch T5 Neckband questo dettaglio si percepisce molto bene pur rimanendo nettamente distante dagli altri strumenti. E non è banale riuscire a restituire così bene questio particolare: con molti altri auricolari, il suono viene o coperto dalla voce e dal piano (risultando quasi inudibile), oppure completamente appiattito, eliminando l’effetto di eco in lontananza. Riuscire a riprodurre questi dettagli con fedeltà è un segno di ottima qualità.

Peccato che non ci sia possibilità di giocare un po’ con l’equalizzatore: Klipsch aveva promesso (già da tempo) il supporto tramite l’app Klipsch Connect, ma ad oggi questo software non riconosce le T5 Neckband.

A confermare l’ottima qualità audio troviamo il supporto ai codec AAC e aptX HD: tuttavia, probabilmente anche a causa dei codec utilizzati che richiedono un’elevata trasmissione di dati, le cuffie diventano instabili quando ci si allontana un po’, ad esempio cambiando stanza. Il Bluetooth è in versione 5.0 e non ci sono ritardi nel segnale: potete utilizzare queste cuffie per guardare film o serie tv senza problemi.

I pulsanti si riconoscono facilmente al tatto e si cliccano bene: un doppio clic su Play/Pausa richiama l’assitente vocale, mentre tener premuto Volume+ o Volume- va avanti o indietro tra i brani. Infine, tener premuti insieme i tasti Volume+ e Play/Pausa disattiva la vibrazione.

Sì, perché questi auricolari sono dotati di vibrazione, che vi avvisa di accensione e spegnimento, ma soprattutto delle chiamate in entrata. Personalmente apprezzo sempre molto la presenza della vibraizone sugli auricolari con archetto, anche se devo dire che su queste Klipsch T5 Neckband è davvero troppo intensa. Tanto intensa che un giorno, dopo aver ricevuto due chiamate a brevissima distanza, ho deciso di disattivarla perché piuttosto fastidiosa. Ovviamente nessuno mi ha più chiamato quel giorno.

Anche l’autonomia è molto buona: 15 ore con una singola ricarica, dice Klipsch. Personlamente mi è sembrato durassero un po’ meno (intorno alle 13 ore), ma alla fine siamo lì, e molto dipende anche dal livello di volume.

I microfoni sono ok in termini di qualità, ma il volume è davvero molto basso: insomma sono giusto sufficienti per farsi sentire in chiamata se non c’è troppo rumore intorno, e a patto che alziate un po’ la voce. Di seguito una sample audio, registrato sul balcone di casa.

Prezzo

Attualmente le Klipsch T5 Neckband costano 129€ su Amazon. Il costo non è male di per sé (la qualtià audio è davvero ottima e l’autonomia molto buona), ma le consiglierei solo se siete proprio sicuri di voler questo tipo di prodotto. Il boom del mercato true wireless, infatti, ha quasi azzerato la concorrenza in questo settore e i prezzi ne hanno risentito.

Per intenderci, allo stesso prezzo potete prendere ottimi auricolari true wireless, ottime cuffie a padiglione, o perfino spendere la stessa cifra per avere sia auricolatri (true wireless o no) e sia cuffie a padiglione di qualità decente. Ma che probabilmente suonano peggio di queste Klipsch T5 Neckband.

Insomma, le Klipsch T5 Neckband non vi deluderanno, ma siate certi di volerne un paio prima di effettuare l’acquisto.

Giudizio Finale

Klipsch T5 Neckband

8.0

Klipsch T5 Neckband

Le Klipsch T5 Neckband sono delle cuffie con archetto davvero ottime, sopratuttto per quel che riguarda qualità audio e autonomia. E sono anche belle da vedere, con quei profili in pelle e le finiture in metallo. I microfoni non sono all'altezza del resto e il connettore purtroppo è ancora microUSB (sigh), ma ne consiglierei comunque l'acquisto a chi cerca auricolari con questo form factor: il costo non è molto economico, ma se cercate auricolari con archetto ben fatti, questi non vi deluderanno.

di Giuseppe Tripodi
Pro
  • Ottima qualità audio
  • Autonomia molto buona
  • Ottima qualità costruttiva e certificazione IPX4
  • C'è la vibrazione, ma...
Contro
  • Microfoni mediocri
  • microUSB
  • Connessione instabile quando ci si allontana dallo smartphone
  • Ancora niente supporto con l'app Klipsch Connect
  • ...vibrazione troppo forte!

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina MobileWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato.

  • TomTorino

    Interessante la possibilità offerta dal mercato cinese di scegliersi un modulo bluetooth generico ad erchetto e due capsule tra le decine di validissimi modelli che partono dai 20 euro in su, con una qualità audio inarrivabile a parità di prezzo.

  • Teresa1kiss

    seguendo i tuoi consifli alla fine mi ero decisa di prendere le Jabra 75t. Effettivamente qualità molto alta, ma per una come me che ha usato per anni le cuffie al collo è stato impossibile adattarsi per la sola questione praticità, quindi le ho resituite e ho preso nuovamente delle banalissime Aukey Wireless con il filo dietro il collo e calamita. Peccato, ma quello delle true wirless era un esperimento che andava fatto 🙂
    Spero in più recensioni di cuffie wirless con archetto o filo