8.0

7 giorni con DJI Osmo Mobile 3: quando l’evoluzione non è sempre abbastanza (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione DJI Osmo Mobile 3

DJI Osmo Mobile 3 prosegue sulla strada giusta. Cala ancora il prezzo rispetto ai modelli precedenti e diminuiscono i limiti. Adesso infatti è possibile collegare facilmente un microfono allo smartphone, o ricaricare quest’ultimo durante l’uso. Tutto bene quindi? Non proprio.

8.5

Costruzione

DJI Osmo Mobile 3 raggiunge il massimo della compattezza, diventando per la prima volta pieghevole. Il meccanismo di apertura è semplice ed immediato. Basta infatti sollevare l’asta del gimbal e ruotare la base di aggancio per lo smartphone. Tutto senza premere pulsanti o altri meccanismi di sblocco. Ciò gli garantisce immediatezza e prontezza d’uso, ma non lo blocca del tutto in posizione. L’attacco per lo smartphone, in particolare, ruoterà facilmente se riposto in uno zaino o comunque fuori dalla sua custodia.

La chiusura richiede poi qualche accortezza in più. Dovrete infatti allineare due “puntine”. Una deve inserirsi in un incavo sul retro del gimbal e l’altra all’interno di uno presente sulla base ruotante, in modo che appunto non possa girare liberamente. Non potete insomma semplice piegarlo senza guardare e cavarvela così, ma dovrete sempre farci attenzione. L’abitudine velocizza senz’altro il processo, che però non sarà mai senza pensieri come l’apertura.

Nella confezione troverete anche un custodia morbida in tessuto, un cavetto Type-C per la ricarica e 4 adesivi anti-scivolo. Nella variante combo (quella che abbiamo provato), in più ci sono una custodia semi rigida ed un treppiedi. Peccato che in quest’ultima custodia non ci sia posto per il treppiedi, che invece trova spazio in quella in tessuto.

7.5

Esperienza d'uso

DJI Osmo Mobile 3 è il più semplice e compatto di tutta la serie, eppure non è detto che questo basti. Ci sono infatti alcuni limiti, sia lato hardware che lato software, che un po’ hanno compromesso la nostra esperienza d’uso.

Iniziamo dall’hardware. Bene che sia compatto, però comunque rimane abbastanza ingombrante. Per carità, è difficile chiedere di più, ma il concetto è che avevate bisogno di una borsetta/zainetto prima, e ne avrete bisogno ora. Anche perché lasciare il gimbal non protetto non è una grande idea, visto che è esposto e la base per lo smartphone ruota molto facilmente.

Inoltre, e questa è la cosa più importante, pan e tilt sono limitati. Potete ruotare il gimbal verso sinistra di circa 120° e verso destra di poco più di 90°. Perché non è possibile invece eseguire una rotazione completa? Anche l’inclinazione, sia verso l’alto che verso il basso, è piuttosto limitata (vedi video). Questo ne condiziona appunto l’impiego per riprendere alcuni dettagli, ad esempio di oggetti in movimento vicino al suolo.

Allo stesso modo, non potrete inclinare o ruotare il gimbal in qualsiasi modo. Ruotandolo eccessivamente verso destra, ad esempio, ad un certo punto lo smartphone viene ruotato di 180°, con conseguente ribaltamento dell’eventuale video che stavate registrando (vedi video recensione). E facendo qualche movimento più accentuato ci è capitato di mandarlo un po’ in crisi, facendogli perdere la centratura.

La fluidità dei filmati garantita dal gimbal è ovviamente invidiabile, così come i pan che potrete eseguire agendo sullo stick analogico: con una buona mano sembrerà come di avere un dolly. Fluidità non significa però per forza stabilità. Camminando abbiamo notato che in alcuni filmati si notava la vibrazione prodotta dai nostri stessi passi. Certo, il video era scorrevole pur facendo ampi movimenti, ma considerando la bontà della stabilizzazione degli smartphone di oggi, non è detto che notiate una grande differenza.

Lato software invece, usando l’applicazione DJI Mimo, segnaliamo che non su tutti gli smartphone potrete registrare in 4K, indipendentemente dalle capacità dello smartphone stesso (non sappiamo però fornivi una lista di quelli ufficialmente supportati). Se non supportato, vi fermerete in full HD a 30 fps. Le Storie (delle brevi clip semi-automatiche, con musica di sottofondo ed animazioni pre-impostate) sono invece sempre in 720p. Presenti inoltre il timelapse (che però in più di un’occasione ha fallito nel salvare il filmato finale), per il quale è consigliato l’uso del treppiedi, e l’hyperlapse, che invece dà buoni risultati in movimento. Abbiamo anche la modalità panorama, che scatta 9 foto automaticamente: 3 verso l’alto, 3 centrate e 3 verso il basso. L’effetto di unione però non è impeccabile, anche utilizzando un treppiedi. Nelle immagini qui sotto, osservate gli elementi statici, come il quadro sullo sfondo della prima, o la scritta Samsung nella seconda, per capire di cosa parliamo.

Ovviamente nulla vi obbliga ad usare l’app di DJI, e potete tranquillamente impiegare l’app per la fotocamera del vostro smartphone. Quest’ultima scatterà infatti foto e video migliori, e probabilmente anche più stabili. Così facendo perderete però alcune funzioni. Non potrete utilizzare cioè tutti i pulsanti presenti su Osmo Mobile 3. In particolare non funzionano zoom, registrazione video/scatto foto ed inversione della fotocamera (posteriore/frontale). Inoltre perderete del tutto la funzione di tracciamento del volto, che come da tradizione DJI funziona davvero molto bene, e vi viene in soccorso sia nei video selfie che in quelli con la fotocamera posteriore. Entro certi limiti di distanza e velocità di movimento del soggetto, l’oggetto/persona scelta rimarrà sempre inquadrato nella scena, laddove possibile.

A proposito di questi pulsanti, sono tutti ben raggiungibili e funzionali. Il trigger sul retro è in particolare una gradita aggiunta, perché permette di bloccare la visuale, attivare la modalità sport, centrate lo smartphone e cambiare fotocamera. Tutto con un unico tasto (dovrete ricordare un po’ di combinazioni). Valido anche il supporto offerto dagli altri tasti, con i quali potrete, tra le altre cose, cambiare la posizione dello smartphone da portrait a landscape. Di default infatti, il gimbal si avvia sempre in portrait, giusto per testimoniare la sua “vena Instagram“. Lo stick analogico vi permette di muovere il gimbal in modo preciso e fluido a seconda della pressione applicata, ma tramite il software potrete anche regolarne la sensibilità.

Buono anche il grip, assicurato dall’impugnatura in gomma “vellutata”. Peccato che la base del gimbal non sia piatta ma inclinata su un lato, ragione in più per dotarsi di treppiedi. Ottima la presa sullo smartphone, che non copre eventuali pulsanti laterali. Da chiusa è larga circa 5,5 cm e da aperta non arriva ad 8,5, praticamente in linea con il precedente modello. La differenza è che ora il profilo inferiore dello smartphone è scoperto. In questo modo potrete raggiungere facilmente eventuali jack audio / porte USB. E tramite la USB-C presente sul fianco del gimbal, potrete anche ricaricare il vostro smartphone durante l’uso. La capacità della batteria di Osmo Mobile 3 è comunque di soli 2.450 mAh e gli garantisce un’ottima autonomia, superiore alle 12 ore di utilizzo, ma di certo calerà in fretta se usata come powerbank.

Se da una parte insomma Osmo Mobile 3 ha superato alcuni limiti delle precedenti generazioni (anche in tema di costo), dall’altra anche gli smartphone si sono evoluti col tempo in termini di stabilizzazione, sia ottica che digitale, e di complessità delle fotocamere, che l’app DJI Mimo non permette di sfruttare a pieno. C’è insomma un po’ il sapore di un compromesso, che potrebbe non soddisfare né il professionista, che ovviamente pretende il massimo, né l’utente casuale, che potrebbe accontentarsi del suo semplice smartphone.

8.5

Prezzo

DJI Osmo Mobile 3 costa 109€ di listino, 129€ nella versione Combo. Si tratta del prezzo più basso di sempre, probabilmente frutto anche della pressione della concorrenza. Tra le due varianti vi consigliamo la Combo solo se non avete un treppiedi, che in alcuni casi è fondamentale. Altrimenti, se già ne aveste uno, l’attacco a vite sulla base di Osmo Mobile 3 è standard e non vi darà problemi.

Foto

LE PUNTATE PRECEDENTI:

Giudizio Finale

DJI Osmo Mobile 3

8.0

DJI Osmo Mobile 3

DJI Osmo Mobile 3 impara dai suoi predecessori e riduce ancora il prezzo, pur diventando più compatto e portatile. Peccato però che non abbia guadagnato altri assi nella manica, e che anzi abbia qualche limite hardware (in termini di pan e tilt) e software (in termini di risoluzione e bug di gioventù).

di Nicola Ligas
Pro
  • Compatto
  • Autonomia molto buona
  • Active track
  • Tanti comandi a portata di mano e possibilità di mic. esterno
Contro
  • Non ruota a 360° e non si inclina molto
  • L'app non è pienamente compatibile con tutti gli Android
  • La chiusura non è immediata né inamovibile
  • Qualche problemino software (di gioventù?)

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  • Tiwi

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