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Recensione AirPods 2: nuovo modello, solita eccellenza (foto e video)

Giuseppe Tripodi




Recensione AirPods (2a generazione)

Recensione AirPods 2 – Gli AirPods non hanno bisogno di presentazione. È un modo di dire che ormai sembra quasi retorico, ma in questo caso è più che mai vero: con le sue iconiche cuffiette true wireless, il cui primo modello è stato lanciato nel 2016, Apple ha segnato un settore, dando il via ad un mercato che negli anni successivi è esploso. Potete non concordare, possono non piacervi, potete odiare Apple e i suoi prezzi. Ma poi ci sono i numeri: 35 milioni di unità vendute nell’ultimo anno (stime di Counterpoint Research).

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Con cifre del genere, non c’è da stupirsi di vender pendere quei bastoncini bianchi dalle orecchie di così tanta gente. Quindi andiamo direttamente nel vivo di questa recensione, senza troppi altri preamboli.

Confezione

La confezione è praticamente immutata rispetto alla prima versione: un parallelepipedo bianco, al cui interno troviamo gli AirPods (già inseriti nel loro case), un cavetto USB-Lightning per la ricarica abbastanza lungo e la consueta manualistica.

Ovviamente, a seconda del modello acquistato, il case incluso nella confezione può essere o meno provvisto di ricarica wireless: la versione che include il supporto allo standard Qi per la ricarica senza fili costa 50€ in più del modello “base” (179€ vs 229€).

Per questa recensione abbiamo testato la versione con ricarica wireless.

Costruzione e comodità

Per aspetto estetico e design, i nuovi AirPods sono praticamente identiche alle precedenti. L’unica differenza percepibile, dal punto di vista estetico, è il piccolo LED sulla parte frontale del case, che si illumina di arancione per indicare quando è iniziata la ricarica (ma attenzione, perché non rimane acceso durante la carica e si spegne dopo alcuni secondi).

Il resto della storia, probabilmente, lo conoscete già: tanto il case quanto le cuffiette sono bianchi e lucidi, ben costruiti e davvero solidi, con quel senso di perfetta attenzione ai dettagli che caratterizza i prodotti Apple.

La prima cosa che mi lascia sempre sorpreso quando (ri)prendo in mano un paio di AirPods, è quanto sia piccolo il case: tanto in larghezza quanto in lunghezza non supera le dimensioni del mio pollice e riesco a portarlo comodamente in qualsiasi tasca. Nessuno è riuscito ad avvicinarsi neanche lontanamente a quanto fatto da Apple con questa custodia che, pur essendo piccolissima, riesce a fornire quattro ricariche complete, garantendo un’autonomia dichiarata di quasi 25 ore.

Anche gli AirPods sono gli stessi, con tutti i pregi e i difetti del caso. Dal punto di vista costruttivo, la più grande pecca è l’assenza di qualsiasi certificazione contro i liquidi: probabilmente sono in grado di resistere al sudore e online è pieno di recensioni che ne mostrano un uso “sportivo”, ma state certi che la garanzia non corprirà eventuali danni causati da liqidi.

E poi c’è la – legittima – domanda che tutti si fanno: ma non cadono? È quel che mi ha chiesto anche un caro amico quando mi ha visto che le avevo alle orecchie. L’ho invitato a provarlo lui stesso: me li sono sfilati e glieli ho passati. Lui li ha indossati e ha iniziato a scuotere energicamente la testa. Gli AirPods sono rimasti al loro posto, e il suo sguardo è passato dall’essere dubbioso e preoccupato all’essere sorpreso e soddisfato.

Ecco, questo passaggio è quel che tutti provano quando indossano gli AirPods. D’altra parte è comprensibile: le cuffiette di Apple non si infilano in profondità come la maggior parte degli auricolari moderni (volgermente detti in ear) e stanno appesi alle orecchie per qualche magico form factor studiato alla perfezione. A tal proposito, ho qualche precisazione da fare.

Per prima cosa, non è detto che gli AirPods vadano bene per tutte le orecchie. Credo che la maggior parte degli utenti non avrà troppi problemi, ma inevitabilmente ci sarà chi si troverà meglio e chi peggio, a seceonda della forma dell’orecchio: non avendo gommini o qualsiasi altro genere di appendici con grandezze variabili, non c’è modo di adattare gli auricolari. Durante le settimane di utilizzo, personalmente mi son trovato molto bene e non ho avuto grossi problemi, ma c’è un fattore che dovreste tenere in considerazione quando indossate gli AirPods, ossia se c’è qualcosa che potrebbe andare a smuoverli. Qualche esempio: durante un lungo viaggio in pullman (di quelli dove di tanto in tanto ti viene inevitabilmente sonno) non li ho utilizzati, perché poggiando la testa sul cuscino da viaggio che mi ero portato, gli AirPods cadevano (ovviamente); un altro contesto in cui sto preferendo altri auricolari è quando vado in bici: i laccetti del caschetto che indosso sono pericolosamente vicini le orecchie, e far cadere una cuffietta in mezzo al traffico non sarebbe il massimo.

D’altra parte, fatte le dovute eccezioni, nella vita urbana gli AirPods sono di una comodità davvero unica. Sui mezzi pubblici o per strada, basta sfilarli dal case e sono subito pronti e connessi: ci si dimentica di averli addosso e diventano quasi un’estensione del proprio corpo, al pari dello smartphone.

Funzioni e qualità audio

Prima di parlare delle novità di questi nuovi AirPods 2, parliamo un po’ di audio. In termini di qualità del suono, Apple non ha apportato grandi modifiche a questa seconda generazione e i brani suoneranno più o meno allo stesso modo con i vecchi o i nuovi AirPods. Come sempre, quindi, i medi sono il punto di forza di queste cuffiette: veramente ottimi e, nel cantato, si riesce a sentire la differenza rispetto ad altri auricolari anche senza avere un orecchio allenato. Molto buoni anche gli alti, che sono davvero squillanti, mentre il discorso è un po’ più complesso per quel che riguarda le frequenze più basse.

I bassi ci sono, sono corposi e hanno anche una buona estensione ma, considerando anche la forma degli AirPods e lo scarisssimo isolamento acustico, è più difficile ottenere un certo tipo di groove anche ascoltando musica con molti bassi.

Ma non fraintendetemi: l’esperienza d’ascolto complessiva è veramente buona, gli AirPods hanno un suono gradevole e bilanciato che, tra le altre cose, farà felici (anche) chi ascolta podcast e audiolibri, grazie alle ottime frequenze medie.

Tra le altre funzioni che avevamo apprezzato nella prima versione e che ritroviamo anche qui c’è il controllo della musica automatico: basta rimuovere anche un solo auricolare per mettere in pausa, e reinfilarlo all’orecchio per far ripartire (di default, questo non funziona con Android). Il tutto avviene con una fluidità e una precisione assoluta: gli AirPods non sbagliano davvero un colpo. Ho trovato veramente comoda questa funzione nella vita quotidiana, ad esempio per mettere immediatamente (e “istintivamente”) in pausa quando qualcuno sta parlando.

Inutile precisare che la stessa affidabilità la si trova nell’accoppiamento, che è a dir poco istantaneo: aprendo il case gli AirPods si associano all’iPhone e, ancor prima di portarle alle orecchie, è già tutto pronto.

L’autonomia rimane uno dei grandi punti di forza e riesce ancora una volta a sorprendermi: parliamo di 5 ore con una singola ricarica, a cui si aggiungono circa 4 cariche aggiuntive fornite dal case, per un totale di oltre 20 ore di ascolto. Sotto questo punto di vista, rimangono a mani basse i migliori auricolari true wireless che possiate acquistare, anche considerando che Apple dichiara che questa seconda generazione dovrebbe durare il 50% in più in chiamata (da 2 ore a 3 ore).

Ma la novità più importante sul fronte batteria è il supporto alla ricarica wireless, anche se per avere il case compatibile con lo standard Qi dovreste spendere 50€ in più. La ricarica wireless è certamente una gran comodità, ma è anche sensibilmente più lenta della ricarica via cavo: per questa ragione, considerando la differenza di prezzo tutt’altro che irrisoria, vi consiglio di acquistare la versione con ricarica wireless solo se siete certi che ne farete un uso costante.

Allo stato attuale delle cose, la ricarica wireless non ha cambiato la mia (personalissima) esperienza d’uso con gli AirPods, anche considerando che caricandole col cavetto impiegano circa un’ora in meno per arrivare da 0 a 100 (circa 2 ore, contro le oltre 3 ore impiegate con la ricarica senza fili).

D’altra parte, è probabile che i prossimi iPhone 2019 introducano un qualche tipo di ricarica wireless inversa e, a quel punto, ricaricare le cuffie direttamente dall’iPhone sarà una di quelle sciccherie che vi darano una certa soddisfazione. Poi non dite che non ve l’avevamo detto.

Ma già che parliamo di novità di questo secondo modello, ricordiamo anche qual è il più grande cambiamento hardware, ossia il nuovo chip H1 (e l’introduzione del Bluetooth 5.0). Questo permette di passare più rapidamente da un dispositivo all’altro: la differenza di tempo è sensibile e, sebbene uno o due secondi in meno per passare da iPhone a Mac non cambino granché, si tratta comunque di una novità apprezzata. Specialmente se avete più di un prodotto Apple e vi ritrovate immediatamente gli AirPods associati ad ogni cosa (grazie, sincronizzazione iCloud). Peccato però che non sia ancora possibile collegare gli AirPods a due dispositivi contemporaneamente.

In ogni caso, quel che fa davvero la differenza nell’avere il nuovo chip è il supporto continuo ad Hey Siri. Avere l’assistente vocale ad una frase di distanza, in qualsiasi momento, è davvero incredibilmente comodo. Specialmente perché funziona in qualsiasi condizione: in bici controvento, al supermercato, passando l’aspirapolvere, non c’è rumore di fondo che impedisca agli AirPods 2 di sentire Hey Siri (e questo è ovviamente anche degli ottimi microfoni, su cui torneremo in seguito).

Il primo giorno che ho iniziato ad usare gli AirPods per la recensione, tornato a casa mi son dedicato ad un po’ di pulizie: ho messo su le cuffiette, fatto partire un podcast, indossato i guanti e imbracciato spugne e ramazze. Non potete immaginare la soddisfazione nel non dover sfilare i guanti (bagnati, sporchi) per controllare riproduzione multimediale, chiamate e tutto il resto. Hey Siri, porta il volume al 75%. Hey Siri, chiama Laura. Hey Siri, riproduci Trappist.

Chi ha il primo modello di AirPods ancora funzionante non ha troppi motivi per passare ad AirPods 2, ma per me la vera killer feature di questo nuovo modello, quella che fa davvero la differenza rispetto alla prima generazione, è proprio Hey Siri.

A propsoito di microfoni, gli AirPods rimangono i migliori auricolari true wireless con cui fare telefonate: la qualità delle chiamate, anche in condizioni audio difficili (vento, rumori di fondo) è sensibilmente superiore alla concorrenza (complice anche la posizione dei microfoni e il sistema di cancellazione del rumore)..

Infine, anche i controlli rimangono gli stessi e possono essere personalizzati, ma solo su iPhone:  un doppio tap su un auiroclare può attivare uno dei seguenti comandi: Siri, Riproduci/Pausa, Traccia successiva o Traccia precedente. Personalmente li trovo molto comodi, poiché non si basano su un qualche tipo di touch ma su un accelerometro che percepisce il movimento: la risposta è sempre molto rapida e basta un doppio tap ovunque per attivare il comando.

Prezzo

Gli AirPods costano 179€ nella versione senza ricarica wireless o 229€ nella variante che supporta la ricarica senza fili. La custodia di ricarica wireless (che ha anche il pregio di avere il LED esterno) può anche essere acquistata separatamente, per ben 89€.

Foto

Giudizio Finale

AirPods (2a generazione)

8.5

AirPods (2a generazione)

Gli AirPods sono uno dei prodotti più riusicti di Apple e questa seconda versione, pur con pochi cambiamenti, è un'importante conferma. Ritroviamo tutti i difetti e i pregi del primo modello, con la grande aggiunta del supporto continuo ad "Hey Siri" e la ricarica wireless (opzionale). Ancora una volta gli AirPods non sono per tutti, non sono economici e non stanno comodi a tutti. Ma se usate un iPhone sono di gran lunga i migliori auricolari true wireless che possiate avere.

di Giuseppe Tripodi
Pro
  • Esperienza d'uso sempre impeccabile
  • Buona qualità audio
  • Hey Siri è una comodità unica
  • Ottima autonomia
Contro
  • Per alcune orecchie, semplicemente non vanno bene
  • Isolamento acustico praticamente nullo
  • Nessuna resistenza ai liquidi
  • Condiloma Peperlizia

    Zero isolamento, cadono continuamente dalle orecchie, nemmeno in-ear e il tutto ad un prezzo assurdo. Porcheria utile solo ai deflorati dal marketing!

  • Adrian

    Mai letto una recensione meno obiettiva e così tanto lechina come questa. Ancora una volta le Galaxy Buds vincono a mani basse.

    • peppeuz

      Ho detto che gli AirPods:
      – possono cadere
      – non sono impermeabili
      – non hanno isolamento acustico
      – hanno un sovrapprezzo irragionevole per la ricarica wireless

      > recensione poco obiettiva.

      Vabbè, ma c’hai sicuramente ragione te. Che d’altra parte sono sicuro avrai provato a lungo tanto gli AirPods quanto i Galaxy Buds.

      • Adrian

        Migliori chiamate? Migliore durata della batteria? Mi sa che sei te piuttosto a non aver provato mai le Buds.

  • Nicola

    Sarebbe il caso di provarle prima di parlarne male, capisco che per molti qui dentro apple sia il diavolo ma dopo averle provate le le buds le butterete via, queste sono meglio in tutto, praticità, suono, insomma come sempre un altro pianeta. E stranamente vanno molto bene anche con android nonostante le ovvie limitazioni.

    • peppeuz

      Non credo siano meglio in tutto dei Galaxy Buds, ma sono innegabilmente un ottimo prodotto. IMHO uno dei più riusciti prodotti Apple, tra l’altro.
      Paticolarmente indicati per chi ha iPhone, senza alcun dubbio.

    • Adrian

      Hai proprio ragione. Sarebbe il caso di provare le Buds però, per te. Perché io provando più tipi di true wireless compreso le Airpods avendo un Iphone 7 buttato nel cassetto, oltre al Galaxy s8, mi sono ritrovato con 2 Buds a casa. Sai. Non c’è paragone. Buone le Airpods 2 ma a pagarle si e no 100 euro. Non di più.

      • Nicola

        Le buds mi sono durate 5gg, prese usate per fortuna, vendute a poco meno, e le ho date a uno che le doveva usare con un note. 1 mese dopo le ha vendute anche lui perché non soddisfacenti

  • marco

    Le AirPods 2 (seconda generazione) non sono compatibili con Android. All’accensione il volume dell’audio si alza al massimo da spaccare i timpani. Chi possiede Android non ci sono problemi invece con gli AirPods di prima generazione. Verificato di persona.

    • peppeuz

      Non mi risulta: le abbiamo provate anche con Android e non abbiamo riscontrato problemi con i volumi.

      • marco

        Non so su quali modelli Android voi li avete testati , Ma sul Samsung Note 8 ha quel problema che ho citato nel mio commento. Ma non ci sono problemi con l’AirPods di 1a generazione.

        Il giorno mer 8 mag 2019 alle ore 09:10 Disqus ha scritto:

      • marco

        Non so su quali modelli Android voi li avete testati , Ma sul Samsung
        Note 8 l’ AirPods 2 ha quel problema che ho citato nel mio commento. Ma non ci sono
        problemi con l’AirPods di 1a generazione.