Ericsson dà una brutta idea agli operatori: connessioni temporaneamente più veloci, a pagamento

Ericsson lancia un'app per "potenziare la connettività 4G e 5G", ma solo dietro compenso
Ericsson dà una brutta idea agli operatori: connessioni temporaneamente più veloci, a pagamento
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Ericsson lancia oggi Dynamic End-user Boost, un'app destinata al mercato enterprise ed agli operatori di telefonia (che potranno quindi preinstallare su qualsiasi dispositivo consumer), che permetterà di avere un aumento di velocità on-demand della propria connessione mobile 4G e 5G. Attenzione: non parliamo del solito ottimizzatore che promette faville e poi non fa nulla, ma di un vero e proprio aumento di performance certificato, e pertanto a pagamento.

Secondo una recente ricerca di Ericsson infatti, il 50% degli utenti aziendali ed il 40% dei consumatori sarebbero disposti a pagare per avere "un miglior controllo della loro esperienza utente durante le sessioni mobili più critiche".

Ericsson Dynamic End-user Boost massimizza istantaneamente i contenuti e l'esperienza utente in un modo dinamico come non è stato possibile fino ad oggi. Sia che si stia scaricando o caricando un file in movimento, sia che si debba fare una videoconferenza, interagire con un'applicazione aziendale o giocare dal proprio cellulare, tutto funziona senza alcun problema. L'applicazione mobile permetterà agli operatori di sfruttare al meglio le capacità inutilizzate delle loro reti. Questo è un grande esempio di come innoviamo per aiutare le aziende di telefonia a monetizzare i loro investimenti nelle reti 4G e 5G a vantaggio dei consumatori, degli utenti business e delle imprese.

L'idea insomma è semplice: fornire maggiore velocità solo quando l'utente sente di averne davvero bisogno, e pertanto sia disposto anche a pagare di più per averla.

Tutto bello in teoria, basta che non diventi una scusa per declassare la velocità media delle connessioni mobili (senza un corrispondente calo del costo di abbonamento), con la scusa di offrire l'esperienza premium solo dietro compenso aggiuntivo, una "tentazione" nella quale sarebbe facile cadere per molti operatori. Ma forse siamo solo maliziosi noi a pensarlo.

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