9 centesimi a pagina: tanto hanno pagato alcuni clienti raggirati dai partner di Wind

Con un tetto di 1 euro a cliente, era facile non accorgersene, e su grandi numeri erano comunque grandi guadagni.
9 centesimi a pagina: tanto hanno pagato alcuni clienti raggirati dai partner di Wind
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Probabilmente vi ricorderete di una vecchia "piaga" che affliggeva la navigazione da mobile: l'iscrizione, praticamente in sordina, a servizi di suonerie, oroscopo o giochini vari, che ha vessato a lungo i conti di molti utenti, prima che questi "servizi" venissero disattivati di default, e diventassero disponibili solo dietro espressa richiesta del cliente. Ebbene, a quanto pare c'era un altro trucco con il quale è stato sottratto del credito ad insaputa degli utenti.

9 centesimi scalati al semplice passaggio su determinate pagine internet, con un tetto massimo di 1 euro al mese, in modo che non fosse una cosa tanto plateale da diventare facilmente evidente.

Moltiplicate comunque "quell'eurino" per migliaia di clienti, e avrete comunque migliaia di euro incassati senza colpo ferire.

A rivelare il raggiro è stato un ingegnere ex consulente di Accenture (già partner di Wind da febbraio a giugno 2020), affermando che la richiesta fosse arrivata da dei dirigenti di Vetrya (società subentrata dal 27 dicembre 2019 a Pure Bros, finita sotto indagine). Ciò ha già portato a numerosi sequestri: 21 milioni di euro da Wind come percentuali sui servizi attivati in modo fraudolento tramite Pure Bros, 204.000 euro sui conti di Accenture e 109.000 euro su quelli di Vetrya.

Ma la cifra impressionante è un'altra.

Su 8.278.000 clienti Wind che avevano ricevuto l'attivazione del barring (il blocco automatico dei servizi a pagamento), solo 390 (trecentonovanta) hanno richiesto la rimozione di tale blocco. E dalle 30/40.000 attivazioni al giorno ad aprile 2020 siamo passati a zero nel luglio dello scorso anno. Giusto per ribadire l'ovvio: cioè che chi voleva davvero questi "servizi" era una minoranza esigua del totale.

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