Paddle potrebbe essere il primo sistema di pagamento alternativo su App Store

Paddle potrebbe essere il primo sistema di pagamento alternativo su App Store
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

Nell'ultimo anno ha fatto molto discutere la battaglia legale tra Apple ed Epic Games: per chi si fosse perso le beghe in tribunale, Epic ha accusato Apple di abusare della propria posizione per imporre il prorpio sistema di pagamenti in-app, con commissioni eccessive per gli sviluppatori.

Dopo un tira e molla che va avanti da più di un anno, che ha visto il ban a tempo indefinito di Fortnite dall'App Store, qualche settimana fa c'è stata una svolta importante, che potrebbe cambiare l'App Store per come lo conosciamo.

Una sentenza della giudice distrettuale degli USA Yvonne Gonzalez-Rogers ha infatti stabilito che Apple

[...] non potrà più vietare agli sviluppatori di includere in app o metadati dei pulsanti, link esterni o altre call to action che rimandano i clienti a meccanismi di acquisto

La sentenza, emessa il 10 settembre, impone ad Apple di adeguarsi alla decisione entro 90 giorni.

Il primo ad approfittare di quanto stabilito dalla sentenza potrebbe essere Paddle, piattaforma di pagamenti fondata nel 2012, che ha annunciato un sistema di pagamenti in-app alternativo a quello di Apple. Al momento il sistema in questione non è ancora attivo: è possibile lasciare la propria email per entrare in wishlsit, con un lancio previsto per il 7 dicemrbe (quasi in concomitanza con lo scadere dei 90 giorni stabiliti dalla giudice.

Con un'apposita sezione del proprio sito, l'azienda invita gli sviluppatori ad adottare Paddle per gestire i pagamenti in-app, mostrando tutte le differenze con App Store. Tra i vantaggi evidenti dalla tabella riassuntiva ci sono ovviamente minori costi per i developer, ma anche qualche comodità in più, come ad esempio la possibilità di differenziare i pagamenti per paese ed offrire la possibilità di pagare con PayPal.

L'aspetto che convincerà meno gli utenti, invece, è la possibilità offerta agli sviluppatori di salvare le mail degli utenti per finalità di marketing.

Abbiamo citato questi due aspetti perché riassumono benissimo pro e contro di un sistema chiuso come quello di Apple: da un lato, commissioni alte e poca libertà, dall'altro maggiori garanzie per gli utenti.

In ogni caso, non è detto che Apple permetterà davvero una simile libertà nella gestione dei pagamenti in-app: la sentenza citata sembrerebbe lasciar intendere questa strada, ma Apple potrebbe provare a forzare l'interpretazione della decisione della giudice distrettuale.

A tal proposito, dopo che anche Stepehn Warwick, autore su iMore, aveva espresso forti dubbi sulla possibilità che Paddle possa riuscire a sviluppare una piattaforma alternativa per i pagamenti in-app, la stessa Paddle ha voluto specificare che la sentenza del caso Epic vs Apple conferma che il loro sistema sarà legittimo. Paddle ha anche invitato Apple a far sapere qual è la propria interpretazione sulla sentenza, dato che questa decisione avrà un grande impatto sugli sviluppatori iOS.

Insomma, questo primo tentativo di Paddle potrebbe essere uno spartiacque per App Store e gli sviluppatori iOS, ma non possiamo fare a meno di domandarci come reagirà Apple.

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