Gli operatori telefonici contro la privacy di iPhone (Aggiornato)

Il nuovo relay privato di iOS 15 crittografa le comunicazioni, impedendo agli operatori di raccogliere metadati sugli utenti
Gli operatori telefonici contro la privacy di iPhone (Aggiornato)
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

Il relay privato è una nuova funzione di iOS 15, attualmente ancora in beta: si tratta di una funzionalità inclusa in iCloud+ orientata alla privacy, che permette di crittografare tutto il traffico in uscita e nascondere il proprio indirizzo IP.

In linea di massima, è un servizio simile a quanto offerto da diversi provider VPN, con la particolarità che chiunque ha un iPhone (o un iPad) e un abbonamento ad iCloud+ (basta anche quello base, da 0,99€) può abilitare la funzione direttamente dalle impostazioni dello smartphone, tramite un semplice toggle.

E forse proprio questa estrema semplicità nel crittografare il traffico dati non sta andando a genio agli operatori telefonici, che stanno correndo ai ripari per cercare di contrastare la funzionalità.

Negli Stati Uniti, T-Mobile ha già inziato a bloccare il servizio ad alcuni utenti, con un rollout graduale, probabilmente per tastare il terreno: negli ultimi giorni, diversi utenti hanno visto apparire un messaggio che li avvisava che il proprio operatore telefonico non supporta il relay privato.

Anche nel Regno Unito alcuni operatori come T-Mobile ed EE hanno iniziato a bloccare il relay privato.

Anche nei paesi dell'Unione Europa sta succedendo qualcosa di simile, solo più lentamente: lo screenshot che vedete qui sopra è proprio di un utente europeo (con operatore virtuale AldiTalk, di  O2) e recentemente The Telegraph ha riportato che Vodafone, Telefonica e T-Mobile hanno firmato una lettera aperta per opporsi alla nuova funzione di iOS.

Nella lettera si parla di come il relay privato tagli fuori gli operatori, impedendo loro di accedere a "metadata e informazioni di rete di vitale importanza", di come la funzione avrà "conseguenze importanti nel minare la sovranità digitale europea" e di come avrà un impatto "sulle capacità degli operatori nel gestire efficientemente le reti di telecomunicazioni".

Pur guardando con interesse le obiezioni riguardo la "sovranità digitale europea", non vorremmo nasconderci dietro un dito: è estremamente probabile che la parola chiave qui sia metadata, ossia tutte le informazioni relative al nostro traffico web che gli operatori raccolgono e che utilizzano per fini di profilazione utente.

Potete farvi un'idea di come funziona relay privato nel video qui sotto, dal minuto 16:05.

Non è facile capire quel che succederà adesso: potremmo aspettarci un braccio di ferro tra Apple e i gestori telefonici, con la società di Cupertino che legittimamente imbraccia la questione della privacy, ma la velocità con cui si sono mossi i gestori telefonici ci fa pensare che anche le aziende di telecomunicazioni non avranno intenzione di perdere così facilmente i metadati degli utenti, fonte di profitti (e potenzialmente utili per questioni legali).

Vale la pena ricordare che il relay privato, è già vincolato a limiti geografici: come molte funzioni di Apple orientate alla privacy, anche il relay privato non è disponibile in paesi in cui i governi non vedono di buon occhio questo genere di iniziative, come Cina, Bielorussia, Colombia, Egitto, Kazakistan, Arabia Saudita, Sud Africa, Turkmenistan, Uganda e Filippine.

Tuttavia, simili limiti imposti in paesi occidentali sarebbero un precedente importante per Apple, che però questa volta potrebbe non avere il coltello dalla parte del manico. Insomma, nei prossimi mesi aspettatevi pure l'ennesimo braccio di ferro tra aziende, questa volta tra Apple e gli operatori di telefonia.

Aggiornamento 13 gennaio, 10:40

La notizia che gli operatori volessero bloccare il relay privato ha fatto il giro nel mondo negli ultimi giorni: la lettera aperta citat precedentemente conferma la preoccupazione di molti gestori telefonici ma, contrariamente a quanto potesse sembrare, spesso il blocco di relay privato non è da imputare agli operatori.

I principali operatori americani (T-Mobile, Verizon e AT&T) hanno confermato a MacRumors che non hanno bloccato il relay privato e non hanno intenzione di farlo.

Secondo quanto riferito da T-Mobile, infatti, il blocco della funzionalità non era da imputare agli operatori, bensì ad un bug di iOS 15.2.

A tal proposito, nell'ultima beta di iOS 15.3, Apple ha chiarificato il messaggio che appare quando relay privato è disattivato, specificando che è possibile che l'opzione sia disattivata da Opzioni dati cellulare.

In molti casi, infatti, il relay privato non era stato bloccato, ma semplicemente disabilitato dalle impostazioni: oltre che dal menu di iCloud, infatti, può essere abilitato o disabilitato per le singole connessioni WiFi e dati (vedi screenshot di seguito).

Mostra i commenti