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Telegram afferma di non condividere i dati degli utenti con i governi. Forse mentirebbe

Secondo Der Spiegel avrebbe adempiuto alle richieste della polizia tedesca
Telegram afferma di non condividere i dati degli utenti con i governi. Forse mentirebbe
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Telegram è una delle app di messaggistica più attente alla privacy e, a parte le questioni con il governo russo, l'azienda asserisce nelle proprie FAQ di non aver mai condiviso dati degli utenti con qualsiasi terza parte, inclusi i governi, che ne abbiano fatto richiesta. A quanto pare, non sarebbe vero (a proposito: sapete come attivare il codice blocco chat di Telegram per non essere spiati?)

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Secondo infatti un articolo di Der Spiegel, la società con sede a Dubai avrebbe condiviso dati con l'Ufficio Federale di Polizia Criminale tedesco su sospetti di terrorismo e abusi sui minori. A discolpa di Telegram, c'è da dire che nella sua pagina delle politiche sulla privacy (sezione 8.3, aggiornata al 2018), dichiara che rilascerà indirizzi IP e numeri di telefono degli utenti alle autorità quando verrà presentato un mandato per accuse relative al terrorismo.

Anche se Telegram dichiara di non aver mai acconsentito, queste richieste riguardavano in effetti gruppi di estremisti di destra che utilizzavano la piattaforma per promuoversi e coordinare le loro azioni, e la maggior parte delle domande per altri procedimenti penali sono state più o meno ignorate. In ogni caso, l'azienda avrebbe mentito almeno in un caso, quindi come possiamo sapere come si è comportata in altre situazioni? Contattata per un commento, Telegram non ha ancora risposto.

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