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Come funziona l'audio spaziale su Clubhouse

Come funziona l'audio spaziale su Clubhouse
SmartWorld team
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L'audio spaziale è arrivato anche su Clubhouse. E lo ha fatto con la convinzione di poter migliorare notevolmente l'esperienza di ascolto nelle stanze vocali, puntando soprattutto su conversazioni maggiormente realistiche. Dalla fine di agosto, il social network fondato da Paul Davison e Rohan Seth è infatti tornato a far parlar di sé: dopo l'enorme successo raccolto in piena pandemia, la piattaforma basata sulle conversazioni audio ha sperimentato modi nuovi per rintuzzare le novità dei social network concorrenti, che hanno fatto calare drasticamente di interesse e oscurato l'affermazione delle chat vocali: è arrivata finalmente l'app Clubhouse su Android, sono stati introdotti i messaggi diretti nelle stanze, eliminato il controverso meccanismo a inviti e adesso – o meglio, da qualche settimana – è pure possibile sfruttare la piena compatibilità con l'audio spaziale.

Per il momento si parte soltanto su iOS, mentre per il "robottino verde" di Google bisognerà pazientare almeno per diverso "altro tempo". Come al solito.

Con la nuova aggiunta, Clubhouse ha voluto portare tutti i benefici dello "spatial audio" al di fuori dei naturali confini dei contenuti in streaming, come possono essere la musica e i film, volendo ad esempio richiamare la sussistenza della funzione dell'audio spaziale introdotta di recente su alcune piattaforme terze, tra cui anche Netflix e Disney+.

È tra le prime a farlo, con un approccio che ricorda vagamente l'analoga funzione di Horizon Workrooms di Facebook, ma con alcuni importanti distinguo. Mentre per quest'ultima è infatti necessario l'abbinamento con il visore Oculus Quest 2, per attivare l'audio spaziale su Clubhouse occorrerà invece solamente aver scaricato l'app iOS e, in futuro (speriamo non così tardi come il debutto dell'applicazione progettata appositamente per il "robottino verde"), la controparte software per i dispositivi Android. Aggiungendo poi delle cuffie o auricolari (wireless o cablate) con specifiche di fascia "medio-alta", ecco che i benefici della nuova aggiunta saranno ancor più marcati, per effetto della riproduzione degli effetti sonori attraverso l'audio stereo a due canali.

Audio spaziale su Clubhouse, perché è importante

L'obiettivo di Clubhouse è migliorare le conversazioni di gruppo. Mediante la spazializzazione dell'audio in 3D, i partecipanti nelle stanze vocali avranno infatti la percezione di essere presenti dal vivo, occupando spazi diversi dentro al medesimo luogo fisico. Una caratteristica insita nello stesso "spatial audio", che ha l'effetto di far suonare diversi altoparlanti come se fossero dislocati in tanti spazi differenti. Laddove attivata, le nostre orecchie saranno perciò abituate ad ascoltare un suono aperto e pieno, anziché "piatto".

Come spiegato da Justin Uberti, entrato in Clubhouse dopo la decennale esperienza maturata in sella a Google (e in particolar modo nei progetti Duo, Hangouts e Stadia), la piattaforma creata da Paul Davison e Rohan Seth ha deciso di integrare le API basate sulle tecnologie HRTF (l'acronimo di Head Related Transfer Function) di proprietà della società di audio spaziale High Fidelity, poi customizzate ad-hoc dalla stessa Clubhouse per fondersi meglio nell'app del social network (innanzitutto quella per iOS). "Esperienza più piacevole e maggiore immersione" è d'altronde lo slogan utilizzato da Uberti per presentare la nuova funzione dell'applicazione per dispositivi Apple.

La tecnologia HRTF, impiegata diffusamente nella realtà virtuale, ha il compito di mappare il parlato in diversi luoghi virtuali, applicando un labile ritardo temporale tra i canali stereo e simulando perciò il modo in cui le alte e le basse frequenze suonerebbero una volta entrate nell'orecchio in base alla diversa provenienza del suono.

Clubhouse e l'audio spaziale: cosa occorre

Attraverso il senso di presenza fisica nella stanza, Clubhouse vuole quindi rendere meno virtuali e maggiormente realistiche le conversazioni vocali. E lo dimostra, in fondo, un altro aspetto intrinseco e indiretto: l'audio spaziale sarà attivato di default nell'app per iOS, pur offrendo all'utente la possibilità di disattivarlo in qualunque momento e in pochi semplici tap sullo schermo. È consigliato comunque lasciare attiva l'impostazione, anche perché in questo modo sarà più facile per l'utente comprendere chi sta parlando in quello specifico momento, agevolando così l'identificazione dell'oratore.

Come detto a inizio articolo, la nuova funzione di Clubhouse sarà soprattutto apprezzata indossando le cuffie, sia cablate che wireless. Non occorrerà invece avere uno specifico hardware per farla funzionare, contrariamente a quanto accade, ad esempio, su Apple Music, dove invece è richiesto, ai fini dell'attivazione dell'audio spaziale, che il dispositivo in uso abbia internamente l'accelerometro (si prenda, a titolo esemplificativo, il caso delle AirPods Pro).

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