Microsoft Defender Endpoint aumenta la sicurezza di iOS e Android: i furbetti del jailbreak sono avvisati

Filippo Morgante

Per quanto riguarda il mondo Microsoft, la fuga di notizie riguardante Windows 11 ha sicuramente rubato la scena a tutte le altre notizie di questa settimana, attirando su di sé la maggior parte delle attenzioni. A passare in secondo piano sono state, tra le altre, le migliorie che il colosso di Redmond ha apportato al suo Microsoft Defender Endpoint. Ora, sia Android che iOS possono essere un po’ più sicure.

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Il changelog dell’aggiornamento di quest’applicazione non è molto ampio, ma ogni miglioramento apportato in tema sicurezza è sempre ben accetto. Le principali funzionalità introdotte sono le seguenti:

  • Supporto per la gestione delle applicazioni mobili per i dispositivi non iscritti a Intune
  • Rilevamento del jailbreak disponibile per iOS
  • Onboarding semplificato per gli utenti iOS
  • Integrazione Microsoft Tunnel VPN

Le novità introdotte all’interno dell’aggiornamento sono però significative. Ad esempio, il rilevamento del jailbreak significa che potrete controllare e sapere con certezza se un iPhone ha avuto l’accesso ai permessi di root, fattore che potrebbe comportare una potenziale minaccia alla sicurezza delle risorse aziendali. Con questo aggiornamento, sarà possibile rilevare quel dispositivo e bloccarlo prima che possa fare qualsiasi danno.

Oltre a quello che riguarda i quattro principali cambiamenti di funzionalità, c’è anche un rinnovato aspetto estetico dell’applicazione mobile di Microsoft Defender Endpoint. Microsoft dice che le modifiche al design sono state progettate per rendere l’app e le sue caratteristiche più comprensibili e utili agli utenti.

Via: Windows Central
  • Cesare Vitali

    L’accesso ai permessi di root è un diritto degli utenti!
    Basta disinformazione e basta ai soprusi da parte di produttori e di aziende che non vogliono fare la loro parte nel rendere più funzionali e sicure applicazioni e sistemi operativi.

    • C’è scritto “Endpoint”, è software Microsoft per le aziende che forniscono dispositivi e software ai dipendenti.

      Di conseguenza no, il root o il jailbreak non sono un diritto dell’utente se il dispositivo è fornito dall’azienda. Sarebbe come montare un’alettone posteriore sull’auto aziendale.

      • Cesare Vitali

        Se il dispositivo è fornito dall’azienda, concordo.
        Ma non è sempre cosi.

    • maurizio

      Come disse un vecchio saggio “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, quindi ok il root ma bisogna essere consapevoli di quello che si fa e dubito che il più lo sappiano veramente. Ovviamente sul vecchio saggio scherzavo

      • Cesare Vitali

        Per effettuare il root devi sbloccare il bootloader (con reset dello smartphone) e installare Magisk o altro software. E entrambe le procedure richiedono un minimo di conoscenza di cosa si sta facendo (poca ma ci vuole), nessuno ti costringe e se lo fai non puoi aggiornare via OTA il device.
        A questo punto sai cosa stai facendo (se non lo sai e sbagli è giusto che paghi) e, comunque, è sempre un discorso di libertà di utilizzo di un dispositivo di propria proprietà.
        I comportamenti di certe app (o di certe aziende) che impediscono tali azioni lo considero un abuso.