Come Instagram decide quali post mostrarci (e perché)

Nicola Ligas

Adam Mosseri, capo di Instagram, ha pubblicato un blog post nel quale spiega abbastanza nel dettaglio come funziona l’algoritmo della celebre app, un argomento sul quale finora non sapevamo troppi dettagli.

Anzitutto un chiarimento importante: ogni parte dell’applicazione, Feed, Esplora, e Reels, usa i suoi algoritmi, ciascuno basato proprio su come il pubblico usa quella specifica funzione. Ovvero, nelle Storie tendenzialmente troviamo gli amici più stretti, mentre in Esplora cerchiamo qualcosa di nuovo. Pertanto Instagram classifica i contenuti in modo diverso a seconda delle diverse sezioni dell’app.

In questo senso vengono chiaramente prese in considerazione le interazioni dell’utente, cioè se cliccherete su un contenuto in Esplora e selezionerete che non vi interessa, ed Instagram di conseguenza si adatterà, anche su contenuti simili a quello.

Un elemento importante sono “i segnali“. Cosa sono? Una raccolta di tutte le informazioni di vario genere, usate sia nel Feed che in Esplora che nei Reels, sebbene in modi e con pesi diversi.

  • Informazioni sul post. Ad esempio quanto popolare sia un certo post, ed altre info più generiche, come l’orario di pubblicazione, quanto è lungo, se c’è un video, una posizione o altro.
  • Informazioni sulla persona che ha pubblicato il post. Un elemento molto importante in questo senso è lo storico delle interazioni tra l’utente e la persona che ha fatto quel post.
  • L’attività dell’utente.

In base a questi elementi, avvengono le predizioni di Instagram, ma indipendentemente da quanto siate affini con un altro utente, l’idea di base è di non mostrare troppi post della stessa persona nel Feed.

Oppure, sempre in generale, le Storie ricondivise dai Feed vengono valutate mano, ma in momenti particolari questo può non essere vero, come per esempio durante una manifestazione sportiva, o in seguito ad un importante fatto di cronaca.

In Esplora invece hanno particolare importanza i post sui quali avete fatto like in passato, quelli che avete salvato, o quelli commentati, in modo da proporre contenuti affini.

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Infine, Instagram ha parlato dello “shadowbanning”, ovvero di persone che si sono sentite penalizzate dall’algoritmo stesso, in seguito ad un calo di popolarità dei propri post. E sebbene Mosseri sia chiaro sul fatto di non poter promettere che ogni post raggiunga sempre lo stesso ammontare di persone, “la verità è che la maggior parte degli utenti guarda meno della metà dei loro feed“, e per questa semplice ragione non è detto che veda sempre tutti i post che vengono proposti.

In ogni caso ci sono anche delle semplici regole da seguire per influenzare meglio ciò che vedrete.

  • Scegliere gli amici più stretti. Potete selezionarli ad esempio per le Storie. In questo modo quegli amici avranno priorità anche nel Feed, oltre che nelle Storie stesse.
  • Silenziare le persone che non vi interessano. Un buon modo per non vedere cosa postano, continuando a seguirli, dato che non sapranno di essere stati mutati.
  • Cliccare su “non mi interessa” nei post suggeriti, sia in Esplora che nel Feed.

La lettura del post di Mosseri è comunque interessante per tutti coloro che vogliano approfondire il funzionamento di Instagram, per quanto scalfendone solo una minima parte.