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Telegram sfotte WhatsApp, che ribalta la situazione (foto)

Telegram sfotte WhatsApp, che ribalta la situazione (foto)
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Da anni ormai vediamo spesso il parallelismo tra WhatsApp e Telegram, due delle app di messaggistica istantanea più diffuse al mondo. Le piattaforme si distinguono poco per funzionalità e più per concetti alla loro base. Uno di questi potrebbe essere identificato nella protezione della privacy dei loro utenti, campo nel quale si sono punzecchiati ultimamente.

Tutto è iniziato quando Telegram ha preso in giro WhatsApp con il tweet che vedete qui sotto, abbastanza semplice e senza alcuna allusione alla privacy.

Poi però, un po' inaspettatamente, WhatsApp ha risposto come vedete qui sotto: la nota piattaforma di messaggistica ha citato il fatto che Telegram non abilita di default la crittografia end-to-end sulle chat dei suoi utenti. Ma Telegram ha prontamente ribattuto affermando che in realtà le chat crittografate di WhatsApp sono accessibili da Apple, perché gli utenti iOS effettuano il backup su iCloud, da Google, perché su Android il backup avviene su Drive, e da WhatsApp stessa per ripristinare i backup con il solo numero di telefono degli utenti.

Dopo quest'ultima replica però sono arrivate un paio di smentite per Telegram: il noto sviluppatore Alessandro Paluzzi ha sottolineato come in realtà le chat crittografate di WhatsApp, proprio quelle che finiscono su iCloud e Drive, non sono accessibili da parte di Apple e Google perché necessitano della chiave crittografica per essere aperte. Questo è stato confermato anche da WABetaInfo.

A rendere lo scivolone di Telegram più evidente vi è anche il fatto che WhatsApp sta per implementare la possibilità di impostare una password per l'accesso ai database di backup da parte dei singoli utenti, aggiungendo un ulteriore livello di protezione.

Via: WABetaInfo

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