E se la modalità notturna / scura non vi facesse dormire meglio?

Nicola Ligas

Siamo ormai abituati da anni, su smartphone ma non solo, a varie modalità notturne (night shift), che con nomi diversi fanno un po’ tutte la stessa cosa: riducono l’ammontare di luce blu dei nostri display, virando invece su toni più caldi, allo scopo di non disturbare il sonno. L’idea di base è infatti che questo viraggio di colori riprenda quello naturale, che avviene col tramonto del sole, mentre altrimenti potreste ostacolare la tendenza a prendere sonno.

In realtà già da anni ci sono alcuni studi che mettono in dubbio questo fatto, insistendo che ciò che conta davvero sono i livelli di luminosità, piuttosto che i colori. Per di più, a parità di bassa intensità, il blu sarebbe anche più rilassante del giallo (non a caso tante “lampadine da relax” inizialmente erano blu).

LEGGI ANCHE: Il nuovo Nest Hub è utile di notte quanto di giorno

Un nuovo studio, basato su 167 soggetti tra i 18 ed i 24 anni e realizzato della Brigham Young University, afferma adesso praticamente la stessa cosa: usare o meno funzioni come night shift non avrebbe alcun reale beneficio, sebbene non utilizzare del tutto lo smartphone prima di andare a letto, potrebbe aiutare a dormire un po’ di più.

La stessa cosa dovrebbe valere anche per un PC o altri dispositivi affini. C’è poi da considerare che queste cose possono essere altamente soggettive. Se vi sentiste più riposati nell’avere un device che tende ai toni caldi la sera, continuate a farlo, così come se il tema scuro dovesse piacervi di più di notte (o anche di giorno): potrebbero non esserci benefici, ma non ci sono neanche controindicazioni, fermo restando il fatto di non abusare dei display, che un certo grado di affaticamento lo inducono sempre sui nostri occhi.

Via: 9to5Mac