La RAM del nuovo iPad è l'annuncio più importante fatto da Apple (opinione)

La RAM del nuovo iPad è l'annuncio più importante fatto da Apple (opinione)
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Durante la presentazione di ieri, Apple ha fatto una cosa anomala per i suoi canoni: ha parlato di RAM in relazione ad un iPad. Lo ha proprio scritto, nero su bianco (rosa su nero, ma non formalizziamoci), in una slide riassuntiva, assieme anche al quantitativo massimo di storage, che sul nuovo tablet della mela arriva fino a ben 2 terabyte. E se questo non bastasse a convincervi, per la prima volta la trovate indicata chiaramente nelle specifiche presenti sul sito ufficiale: 8GB di RAM sui modelli di iPad Pro da 128, 256 e 512 GB, 16GB di RAM su quelli da 1TB e 2TB.

Ad Apple non piace parlare di numeri dell'hardware, preferisce mostrare i risultati o sbandierare sigle, nomi e slogan altisonanti (che non sempre convincono tutti), ed in parte l'ha fatto anche ieri (Liquid Retina Display XDR), ma solo in minima parte. Dunque cos'è cambiato rispetto al passato? Cos'ha il nuovo iPad Pro 2021 di così diverso da doverlo portare fino ad un massimo di 16 GB di RAM (come un MacBook), laddove i precedenti iPad si fermavano a 6 GB? Per ora nulla, in realtà.

Per ora.

Negli anni passati il paragone iPad-PC è stato fatto più volte, in parte anche da Apple stessa, ma mentre finora la risposta era soggettiva, adesso è diventata oggettiva: il nuovo iPad è un MacBook, anzi è anche meglio perché ha un display di qualità superiore. È di fatto l'unico convertibile di Apple, un detachable se vi piacciono i termini inglesi. Ha lo stesso processore, lo stesso quantitativo di RAM (e lo stesso spazio di archiviazione di un MacBook Air/Pro 13, l'unica cosa che cambia davvero è il software.

iPadOS rimane iPadOS, e macOS rimane macOS. Il primo è un sistema touch-friendly basato su app pensate appunto per l'input tramite dita, il secondo è un sistema operativo desktop oriented e senza supporto touch screen, né come impostazione dell'OS né come applicazioni. Apple ha insomma sovrapposto i due mondi lato hardware, ma non sembra avere alcuna intenzione di farlo lato software, quantomeno non a così basso livello.

Si perché avere proprio lo stesso identico processore su tutta la linea (quanto mancherà ad un iPhone con M1?) semplifica non poco le cose per Apple, sia a livello produttivo che di ottimizzazione hardware/software, che potrà essere ancora più profonda del passato. Ma allora cosa se ne farà iPad Pro di cotanta RAM, se tanto devono girarci app che finora giravano bene con 10 GB di memoria in meno?

Allo stesso modo in cui su Big Sur con SoC M1 girano le app per iPhone ed iPad (ma non tutte e non altrettanto bene), adesso che molte applicazioni per macOS sono state riscritte per architettura ARM queste potranno girare più facilmente sugli iPad con SoC M1, ed è proprio ciò che pensiamo succederà nel prossimo futuro.

Apple per ora ha mostrato iMovie tra gli esempi d'uso del nuovo iPad Pro, ma quanto tempo ci vorrà prima di avere un Final Cut su iPad? E dopo di lui a quanti altri software di produttività e non solo toccherà? Dopo aver condiviso l'hardware, a macOS ed iPadOS insomma non rimane che condividere anche il software, mantenendo ciascuno la sua identità di base. E tra i due, forse, è proprio iPad quello che ha più da guadagnarci, perché i suoi utenti da anni si (s)forzano di usarlo come un notebook, ed in futuro lo sforzo potrebbe davvero essere minimo.

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