Ban WhatsApp: tutti i motivi per cui si rischia, come proteggersi da ban “ingiusti”

Vincenzo Ronca

WhatsApp è attualmente una delle piattaforme di messaggistica istantanea più usate al mondo, al punto che per tantissimi utenti costituisce anche un mezzo di comunicazione per lavoro e studio. Pertanto assume molta importanza conoscere i motivi per cui si può incorrere nel ban dell’account e come proteggersi da provvedimenti troppo drastici.

Ban temporaneo da WhatsApp

Andiamo a vedere quali sono le motivazione per cui WhatsApp potrebbe bannare temporaneamente gli account dalla sua piattaforma:

  • Utilizzo di una versione non ufficiale dell’app WhatsApp, comunemente note come mod di WhatsApp. Solitamente si tratta di app che permettono di accedere alla piattaforma di messaggistica con una serie di personalizzazioni aggiuntive rispetto a quelle disponibili nell’app ufficiale. Solitamente WhatsApp concede un certo tempo agli utenti bannati per adeguarsi e scaricare l’app ufficiale, se ciò non accade è previsto il ban permanente.
  • Creazione di un numero eccessivo di gruppi includendo utenti che non hanno salvato il contatto del creatore dei gruppi in rubrica.
  • Invio eccessivo di messaggi broadcast.
  • Quando l’utente inoltra con alta frequenza lo stesso messaggio a troppe persone, potrebbe incorrere in un ban temporaneo.
  • L’utente potrebbe incorrere nel ban temporaneo nel caso in cui venga bloccato da un alto numero di utenti.

Ban permanente da WhatsApp

Per azioni più gravi da parte degli utenti, WhatsApp prevede il ban permanente. Solitamente tale ban è irrevocabile, sebbene esista qualche eccezione. Andiamo a vedere le azioni che possono portare a un ban permanente:

  • In caso di azioni collettive e automatizzate è previsto il ban permanente. Si stima che WhatsApp banni per questa motivazione circa 2,5 milioni di account al mese.
  • Nel caso in cui il numero di telefono con il quale si effettua la registrazione a WhatsApp è stato segnalato per azioni sospette.
  • Nel caso in cui un contatto invia un numero eccessivo di messaggi in un ristretto intervallo di tempo. WhatsApp prevede un limite che è impossibile da raggiungere per un essere umano, quindi se viene superato significa che ad agire è un sistema automatico.
  • Nel caso in cui il contatto venga segnalato in modo rilevante da altri utenti.
  • Nel caso in cui la descrizione dei gruppi chat o il loro nome destino particolari sospetti. WhatsApp può accedere esclusivamente ai nomi e alle descrizione dei gruppi chat creati sulla sua piattaforma.

È bene considerare che WhatsApp solitamente non rilascia avvertimenti ai suoi utenti prima di applicare un ban. E a volte può anche sbagliarsi, come il caso portato alla luce da WABetaInfo nelle ultime settimane. Tale caso si riferisce a un gruppo chat in cui erano incluse una decina di persone, amici tra loro. Uno di loro ha subito il furto del proprio contatto WhatsApp e il ladro ha pensato bene di modificare le informazioni del gruppo chat di cui facevano parte. WhatsApp ha successivamente bannato permanentemente tutti gli utenti inclusi nel gruppo.

Tutti i ragazzi bannati hanno contattato per diversi mesi il supporto WhatsApp spiegando l’accaduto, provando a farsi ripristinare l’account senza successo. Per fortuna WABetaInfo ha scelto di parlare del caso e, forse per coincidenza, subito dopo aver pubblicizzato la vicenda gli utenti hanno visto i loro account tornati in vita.

Per non incorrere in casi del genere è importante gestire in modo più oculato le impostazioni dei gruppi chat in cui si è amministratori: ad esempio impostando per i soli amministratori la possibilità di modificare le informazioni del gruppo. Altra pratica molto importante da effettuare in ottica della sicurezza del proprio account consiste nell’attivare la verifica dell’accesso in due passaggi. Questa è disponibile nella sezione Account delle impostazioni dell’app WhatsApp.

Fonte: WABetaInfo
  • L0RE15

    Questo fa il paio con gli articoli letti in giro nei giorni scorsi riguardo i facili metodi con cui rubare un account WhatsApp. Penso dovrebbero prima avvisare e poi, comunque, lasciare aperta una finestra di dialogo per dare in modo all’eventuale frodato di spiegare (o coomunque all’eventuale utente che si sente nel giusto e non ritiene il ban congruo, di poter fornire delle prove a suo favore).
    La mancanza di dialogo è sempre sbagliata: proprio coloro che incitano il mondo al dialogo ed alla solidarietà reciproca, sono quelle che poi, quando tocca a loro, diventano i primi dei..dittatori.