Il Governo apre all’innalzamento dei limiti di emissione del 5G, ma le proteste non mancano

Filippo Morgante -

Dalla IX Commissione della Camera dei Deputati sono arrivati i primi segnali di apertura riguardo all’innalzamento dei limiti di emissione della tecnologia 5G sul territorio italiano. Questa mossa porterebbe verso l’avvicinamento ai limiti attualmente imposti nel quadro generale europeo, che si attestano sui 60 V/m (visibili dall’immagine a fondo articolo). Il valore della media europea è infatti 10 volte superiore a quello imposto in Italia, di 6 V/m.

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Un primo, anche se timido, segnale di apertura arriva proprio dal Governo, che potrebbe decidere di accelerare i tempi dando un definitivo parere favorevole già nel corso delle prossime settimane. L’alternativa è invece quella di rimandare fino a quando non si saranno calmate un po’ le acque, visto che il gruppo dei No-5G ha già annunciato lo sciopero della fame.

Se la manovra venisse infatti approvata anche dal Parlamento e/o dal Governo, su tutta Italia verrebbe ad abbattersi un vero e proprio tsunami elettromagnetico senza precedenti, aumentando l’overdose elettromagnetica di un valore arbitrario pari a ben 10 volte più alto di quello di oggi (in fisica un ordine di grandezza più alto di 110 volte), il tutto per favorire il 5G nell’installazione di milioni di nuove antenne via terra e del Wi- Fi dallo spazio.

Portavoce NO 5G

Tutti gli operatori telefonici attivi sul territorio italiano si sono ovviamente dichiarati favorevoli già durante i mesi passati, spingendo verso l’innalzamento delle soglie massime per avvicinarsi almeno ai valori medi europei. La soglia di 6 V/m attualmente valida in Italia ha infatti pesantemente condizionato la creazione delle infrastrutture per la connettività 5G. Il numero di antenne necessarie per garantire la copertura di una determinata area è infatti molto più elevato rispetto agli altri paesi europei.

Via: Tariffando
  • Ugo

    io tifo per lo sciopero della fame…