Dive in The Past, un gioco italiano gratuito che ci immerge nei fondali marini a caccia di reperti archeologici

Lorenzo Delli -

Si chiama Dive in The Past ed è un nuovo gioco gratuito dedicato ai dispositivi mobili realizzato da 3D Research, un’azienda spin-off dell’Università della Calabria. L’obiettivo era quello di far diventare l’archeologia subacquea un’esperienza videoludica rivolta ai più piccoli e ai loro genitori.

Dive in The Past appartiene alla categoria dei così detti “Serious Game”, ed è stato sviluppato dalla 3D Research grazie al progetto MeDryDive finanziato dal programma COSME della Commissione Europea. Alla sua realizzazione hanno contribuito esperti di computer grafica, realtà virtuale e, ovviamente, archeologia subacquea; non solo, il progetto è stato realizzato anche in collaborazione con quattro paesi europei: Grecia, Croazia, Albania e Montenegro.

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Sono stati quindi ricostruiti in tre dimensioni in maniera iperrealistica tutta una serie di fondali con i loro reperti archeologici, la fauna e la flora che li caratterizzano. Per arrivare a questo risultato, ovvero la generazione di modelli tridimensionali ad altissima risoluzione dei fondali, sono stati sfruttati sonar multibeam e centinaia di foto scattate dai sub o da veicoli filoguidati appositamente elaborate.

“Per realizzare il gioco è stata fondamentale la collaborazione con gli Enti che tutelano i siti culturali sommersi in cui è ambientato il gioco”, spiega Fabio Bruno, presidente della 3D Research, che ha curato il progetto. “Abbiamo infatti avuto l’autorizzazione e il prezioso supporto del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dell’Istituto Centrale per il Restauro, dell’Eforato per le Antichità Subacquee del Ministero della Cultura e dello Sport della Grecia, dell’Università di Zara. Importantissima è stata, inoltre, la collaborazione con gli archeologi subacquei che ci hanno guidato nella modellazione 3D”.

“Dive in The Past si inserisce in una nuova categoria di videogame chiamata turismo video-ludico”, spiega Marco Cozza, Direttore Tecnico di 3D Research. “Il suo principale obiettivo è quello di stimolare l’interesse del pubblico nei confronti del Patrimonio Culturale Subacqueo, sensibilizzarlo all’importanza della sua valorizzazione e favorire un rilancio del turismo di settore”.

Per rendere più accattivante l’esperienza è stata realizzata una vera e propria storia, che rende l’esplorazione una sorta di avventura interattiva che inizia dal ritrovamento di un vecchio diario. A partire dal libro, da un simbolo misterioso e da una mappa del Mediterraneo, si sbloccano via via i quattro siti subacquei da esplorare:

  • La nave Oreste (Baia di Trsteno, Montenegro): una grande nave cargo, affondata dopo essere saltata su una mina, durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • Il Relitto di Gnalić (Biograd Na Moru, Croazia): una celebre nave a remi conosciuta come “la Gagliana rossa”, in rotta da Venezia a Costantinopoli, affondata in circostanze misteriose alla fine del ‘500, qualche anno dopo la battaglia di Lepanto, insieme al suo preziosissimo carico.
  • Il Ninfeo Imperiale di Punta dell’Epitaffio (Golfo di Pozzuoli, Italia): parte del ben più grande complesso del Parco Archeologico Sommerso dell’antica Baiae, città romana particolarmente nota e ricca in età imperiale, sprofondata lentamente nel mare a causa del fenomeno del bradisismo e forse il sito archeologico sottomarino più importante d’Italia.
  • Il relitto di Peristera (al largo dell’omonima isola greca): una nave commerciale, di notevoli dimensioni per l’epoca, affondata nel V secolo a.C. mentre trasportava un carico di anfore vinarie da 125 tonnellate, tuttora adagiato sul fondale a circa 25 m di profondità.

Come vi dicevamo, Dive in The Past è gratuito sia per Android che per iOS. A seguire badge per il download, immagini e trailer di presentazione.