Ricerche sul 5G: "lo scetticismo scorre potente negli italiani"

Ricerche sul 5G: "lo scetticismo scorre potente negli italiani"
Enrico Gargiulo
Enrico Gargiulo

Ci permettiamo di parafrasare una delle più belle frasi del Maestro Yoda di Star Wars per sintetizzare il risultato di uno studio portato avanti da Profilic Testing in materia di 5G e l'impatto psicologico che la sua implementazione ha avuto e continua ad avere sull'umanità.

Nonostante ancora non ci siano dimostrazioni scientifiche che ne riscontrino la pericolosità, ancor prima che tale tecnologia cominciasse ad essere diffusa e utilizzata su scala mondiale (in Italia sono ancora poche le città a usufruirne), hanno cominciato a circolare sul web una serie di fake news che vedevano questa nuova rete come causa di problemi alla salute, tra cui i tumori e la propagazione del coronavirus.

Tramite lo strumento di online analytics Ahrefs, dopo aver individuato e raggruppato una serie di ricerche ricorrenti tra le quali: “Il 5G è pericoloso?”, “Il 5G è sicuro?”, “Il 5G provoca danni?”, “Il 5G fa male alla salute?” e anche “Il 5G causa/diffonde il coronavirus?”, Profilic Testing ha stilato una classifica degli stati più scettici e l'Italia si è classificata 9ª sui 155 presi in esame. Al primo posto gli Stati Uniti, con ben 374.700 ricerche mensili, oltre le 1.000 per giorno, seguiti dal Regno Unito con le sue 93.400 ricerche.

Percorrendo la classifica al contrario, però, è possibile capire anche quali popolazioni siano più serene e pronte a beneficiare dei vantaggi che questa nuova rete comporterà: è prima la Danimarca, con una media di 1.410 ricerche mensili, e a seguire Austria, Messico, Belgio, Nuova Zelanda, Irlanda, Svezia, Nigeria e Turchia.

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