L’efficacia delle app di contact tracing: migliaia di vite salvate in Inghilterra e Galles

Vincenzo Ronca

Con la pandemia di COVID-19 ci siamo ritrovati a confrontarci con un nuova tipologia di app: quelle di contact tracing, arrivata anche da noi a livello nazionale come Immuni. La novità è stata accolta con opinioni contrastanti dalle nostre parti, soprattutto in merito alle ingiustificate preoccupazioni sulla privacy e sull’efficacia.

L’ultimo studio condotto dall’Alan Turing Institute e dalla Oxford University risponde proprio a questo secondo punto: il quadro generale è chiaro e afferma che l’app di contact tracing ha salvato migliaia di vite in Inghilterra e Galles, corrispondenti a circa 6.000. I più attenti cominceranno a chiedersi come è stato possibile aver fatto questa stima, andiamo a vederlo insieme.

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I ricercatori hanno stimato il numero di casi basandosi sulla loro incidenza in rapporto al numero di contatti diretti a rischio con persone infette. L’app di contact tracing inglese ha inviato 1,7 milioni di notifiche, per la maggior parte raccomandazioni ad isolarsi, agli oltre 21 milioni di utenti che l’hanno scaricata. Il numero di casi evitati, in seguito all’isolamento indotto, ammonterebbe a circa 600.000. Considerando il tasso di mortalità del COVID-19 arrotondato per difetto, circa 6.000 vite umane sarebbero state salvate semplicemente installando un’app e seguendo le sue raccomandazioni.

Inoltre, i ricercatori hanno riscontrato una forte e positiva correlazione tra il tasso di utilizzo dell’app, che nei paesi citati varia tra il 15% e il 45% in base alla regione geografica, e il numero di casi riscontrati nella stessa area.

Per fornire un altro punto di vista, i ricercatori hanno anche calcolato che ogni punto percentuale di incremento degli utenti dell’app di contact tracing è stato in grado di ridurre il numero di casi del 2,3%. Il lavoro svolto dai ricercatori è stato anche “ostacolato” dalle misure di protezione della privacy implementate nell’app: senza di esse sarebbe stato infatti possibile determinare la posizione geografiche degli utenti notificati e determinare in modo più accurato l’efficacia della stessa app.

Via: 9to5MacFonte: The Financial Times
  • ale

    ancora a parlare di immuni… che non funziona, scritto chiaramente nelle recensioni da più utenti che hanno contratto covid e non sono state mandate le segnalazioni….

    • Intendi recensioni tipo questa?

      “Devo riconoscere, nonostante fossi uno di quelli in cui vedeva un utilità in questa applicazione che è totalmente inutile. L’ho scaricata al giorno 1, non mi ha mai mandato una notifica, e persone vicine a me, amici cari e al lavoro purtroppo sono stati positivi. Ora o nessuno di loro aveva l’app, o…”

      Mettono una stella perché non hanno mai ricevuto notifiche, non sapendo se le persone positive avessero avuto effettivamente l’applicazione funzionante o se avessero segnalato ad un operatore sanitario il loro codice univoco per attivare il contact tracing?

      O ancora:

      “Totalmente inutile.. Se non si interviene con immissione esterna da server centrale, di informazioni relative alle positività, non si ottiene lo scopo poiché ho verificato personalmente che non ti avvisa se il positivo non immette il dato sulla sua situazione di salute “Motu proprio” Il mio collega …”

      Ancora:

      “Inutile. Mio marito è risultato positivo al covid, abbiamo provato in tutti i modi a segnalare la positività a Immunj ma è IMPOSSIBILE RICEVERE IL CODICE CUN NECESSARIO A FARLO! Siete ridocoli! E poi vi domandate perché non si riesce a bloccare la catena dei contagi? Vergogna!!”

      Il codice è dentro l’app, viene assegnato automaticamente quando si installa.

      L’app funziona, se poi operatori sanitari e utenti non sanno come usarla la colpa non è di Immuni né tanto meno dei protocolli di contact tracing messi in piedi da Google da Apple.