Gli smartphone sono diventati noiosi? (opinione)

Gli smartphone sono diventati noiosi? (opinione)
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Uno dei commenti più ricorrenti sul sito, sui social, su YouTube e probabilmente anche altrove, nel corso degli ultimi anni, verte intorno a quanto siano diventati noiosi gli smartphone. Da una parte lo capisco: il pubblico vuole sempre di più, vuole il brivido, vuole la novità; d'altro canto, una volta che hai inventato la ruota, non puoi cambiarle forma, al massimo la puoi arrotondare di più.

È proprio per questo motivo che più volte, in passato (se non avete visto il mio video di agosto 2019 su Galaxy S II dovete per forza rimediare!), ho posto l'accento su quanta innovazione ci sia stata tra gli smartphone degli albori e quelli attuali; perché in effetti è così eccome! Se prendete uno smartphone di 10 anni fa e lo paragonate ad uno di adesso, le differenze sono notevoli e sotto ogni punto di vista, tanto che è anche inutile stare ulteriormente a sottolinearle.

Eppure, ultimamente, anche le mie convinzioni hanno vacillato, ed un po' di noia si è fatta strada in me, ed ora vi spiego perché.

Nel video qui sopra ho analizzato la questione più nel dettaglio, ma volendo riassumere il tutto brevemente ci sono tre punti fondamentali che mi hanno portato a queste considerazioni.

La predominanza delle fotocamere.

Ormai il vero elemento che distingue un nuovo top di gamma, dal modello precedente, sono per lo più solo le fotocamere. Da una parte abbiamo raggiunto vette impensabili, che ci permettono non solo di scattare ma anche di zoomare con una confidenza pazzesca, se pensate alle dimensioni del mezzo che state usando.

Dall'altra tutto ciò ha introdotto delle complicazioni, sia a livello strutturale (ormai i "camera bump" sono una normalità cui ci siamo abituati) che software, tali da farmi dubitare che tutti gli utenti sappiano davvero sfruttare il potenziale di queste mille fotocamere. Senza contare il fatto che, con quello che costano ormai certi modelli, ce la compri eccome una buona fotocamera!

È un paragone forzato, è vero, ma il senso è che in tutto il resto siamo arrivati un po' ad un plateau tale che l'unico campo nel quale è ancora possibile stupire è quello fotografico, e allora tutti si buttano lì. E a chi le foto non interessano poi così tanto? Ma poi stiamo davvero parlando di smartphone o di fotocamere?

Per di più, col passare del tempo, anche il concetto stesso di "top di gamma" è diventato nebuloso. Prima c'era un modello di punta all'anno, ogni azienda aveva il suo, tanto che ne conoscevi già il nome prima ancora che uscisse. Adesso ce ne sono anche 4 (o più) di smartphone che condividono lo stesso nome, ma sono separati solo da un pro/plus/ultra/max/FE/SE o qualsiasi altro suffisso vi venga in mente. E di nuovo, il principale elemento che li distingue l'uno dall'altro, al netto delle dimensioni e di poco altro, è sempre e solo la fotocamera.

E se nel mondo iPhone questo ha introdotto un senso di varietà che in passato mancava, in quello Android è servito per lo più ad alzare il prezzo ben oltre il muro dei mille euro, relegando nella fascia sottostante un mare magnum di smartphone in cui fascia alta e media si mescolano in un modo che probabilmente, per l'utente meno smaliziato, è solo confusionario, e di certo non contribuisce a far percepire un grande passo in avanti di anno in anno. Anche i processori, nel mondo Android, adesso sono "sub-top", giusto per amalgamare meglio il tutto.

Il futuro è ancora lontano

Possiedo uno smartphone pieghevole ormai da sei mesi, e dopo averlo ormai usato a lungo mi sono convinto di due cose, cioè che questa tecnologia sarà il futuro, e che quel futuro non è ancora così prossimo.

Al di là del fatto che sono davvero troppo cari, al punto che solo un ridottissima nicchia di utenti li prenderà davvero in considerazione per un possibile acquisto, hanno anche limiti tecnici ancora molto importanti. Dalle dimensioni al peso, che rendono inutilizzabili la maggior parte degli accessori tradizionali (anche un banale supporto da auto, tanto per fare un esempio) e complicano in generale la vita quotidiana con un pieghevole, alla delicatezza intrinseca di quello schermo curvo, che al tatto sembra molto più cheap rispetto a qualsiasi cosa siate abituati.

E possono sembrare piccolezze dette così, ma quando poi riprendi in mano uno smartphone tradizionale, ti accorgi che quel qualcosa in più che ti dà il foldable non sempre vale la differenza in "scomodità" generale (anche solo aprirli può non essere sempre agevole, tanto che, se hai uno schermo esterno, spesso ti ritroverai ad usare molto più quello), meno che meno nel prezzo. E ci vorranno ancora anni perché la tecnologia riesca a superare questi limiti. Pensate a quanto tempo è passato tra quando abbiamo sentito parlare dei primi schermi pieghevoli, e quando finalmente sono arrivati in commercio: ce ne vorrà probabilmente altrettanto prima che dispositivi simili possano diventare a tutti gli effetti mainstream.

La morale di fondo è che di per sé i foldable sono tutto fuorché noiosi, ma al momento sono e saranno ancora a lungo troppo di nicchia per poter influenzare positivamente l'opinione pubblica. Sono una non-noia "di lusso", ed anche con i suoi svantaggi.

L'appiattimento del mercato (e delle nostre vite)

Non mi soffermerò a lungo su questo punto, perché è il più banale. Vi basta leggere articoli come questo, per constatare l'ovvio, cioè che il mercato smartphone è sempre più appannaggio di pochi.

Apple da una parte, Samsung dall'altra, qualche outsider di lusso (senz'altro Xiaomi ed il gruppo BBK, con Oppo e Vivo - che però macinano numeri soprattutto in oriente), e poi "gli altri", che nella maggior parte dei report non vengono nemmeno citati per nome (con la sola eccezione di Huawei per constatarne l'ovvio calo in seguito alle sanzioni USA: una sorta di sconfitta a tavolino, che di per sé è alquanto triste).

Meno concorrenza, di solito, significa solo due cose: prezzi più alti e meno varietà. E da qui la noia, che è quasi inevitabile.

Per di più c'è un'aggravante importante dovuta alla pandemia, che ormai da quasi un anno ha costretto la maggior parte di noi ad una vita molto più sedentaria di prima, che in parte influisce anche sull'utilità stessa degli smartphone. Cosa ve ne fate infatti di uno smartphone, quando magari in casa avete tablet, notebook, desktop, smart display, smart TV e chi più ne ha più ne metta?

Gli smartphone sono nati per accompagnarci fuori casa, non al suo interno. Del resto, cosa ve ne fate di uno zoom periscopico tra le mura domestiche? O di un tablet che si piega e diventa uno smartphone, quando a fianco a voi avete schermi ben più grandi? Semplicemente li userete di meno, o comunque non al pieno delle loro potenzialità; e da qui altra noia.

È una fase transitoria, come tutte le fasi. Così come gli smartphone hanno soppiantato i cellulari, così saranno a loro volta fagocitati da ciò che verrà. Oppure no. Magari faranno come i notebook, che sempre notebook sono da quarant'anni a questa parte. Ciò che è certo è che avremo sempre nuovi gadget per non annoiarci, ma che al contempo ci lamenteremo comunque. Perché certe cose, di sicuro, non cambieranno mai.

Apple iPhone 12 Pro Max

Apple iPhone 12 Pro Max

  • Display 6,7" 1284 x 2778 PX
  • Fotocamera 12 MPX ƒ/1.6
  • Frontale 12 MPX ƒ/2.2
  • CPU esa 3.1 GHz
  • RAM 6 GB
  • Memoria Interna 128 / 256 / 512 GB Espandibile
  • Batteria 3687 mAh
  • iOS
Samsung Galaxy S21 Ultra

Samsung Galaxy S21 Ultra

  • Display 6,8" QHD+ / 1440 x 3200 PX
  • Fotocamera 108 MPX ƒ/1.8
  • Frontale 40 MPX ƒ/2.2
  • CPU octa 2.9 GHz
  • RAM 12 GB
  • Memoria Interna 128 / 256 GB Espandibile
  • Batteria 5000 mAh
  • Android 11

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