Ancora informazioni su come sarà il 6G e anche il 7G

Emanuele Cisotti

Spesso online è facile leggere frasi che inviterebbero le aziende di telecomunicazioni a fare bene con le tecnologie che hanno, prima di pensare al futuro, ma è anche ovvio che queste stesse aziende di telecomunicazioni, e ancor di più chi produce tecnologia, deve iniziare a pensare oggi al futuro, visto che realizzare una nuova tecnologia con degli standard richiede molti anni e processi estremamente lunghi.

Oggi stiamo assistendo ad una rapida diffusione del 5G in Europa (guardate la copertura in Italia per esempio), ma chi lavora nel mondo degli standard tecnologici sta già iniziando a pensare a come sarà il 6G e anche addirittura parlare già di 7G. Ne avevamo già parlato e dev’essere chiaro fin da subito che ancora una risposta definitiva su come saranno le reti di sesta generazione non c’è, figuriamoci quindi quelle di settima.

Lo scenario che però sembra starsi delineando è quello di una rete unica creata però da più tecnologie e frequenze wireless. In parte è quello che sta già succedendo con il 5G con le reti Sub6 per coprire grandi distanze e quelle millimetriche per le altissime velocità a breve distanza. Il 6G dovrebbe ampliare questo concetto e da più parti si sta pensando di portare il 6G nello spazio con i satelliti usando frequenze nell’ordine del THz e che potrebbero potenzialmente aumentare la capacità di rete di due ordini di grandezza. La Cina si è mobilitata lanciando nello spazio il suo primo satellite 6G per capire se questa sia la strada giusta e quale potrebbe essere una corretta implementazione.

Al tempo stesso il 6G si muoverà anche verso picocelle ancora più piccole di quelle del 5G millimetrico (definite sub-mmWave), per quanto riguarda la trasmissione a breve distanze.

E si parla anche di 7G, anche se ovviamente solo in termini teorici e filosofici. Non avendo una definizione precisa di cosa sarà il 6G, è difficile farsi un’idea chiara del 7G, ma chi ne parla pensa soprattutto a una connessione ininterrotta in tutto il globo, grazie ad una rete di satelliti che possa tener connessa l’intera umanità. Sembra fantascienza, ma è quello che probabilmente i nostri bisnonni dicevano della tecnologia a cui abbiamo accesso noi oggi.