Qualcomm presenta il futuro nel campo del riconoscimento delle impronte digitali

Filippo Morgante -

La pandemia ci ha fatto riscoprire l’amore per lo sblocco dei nostri dispositivi tramite le impronte digitali, restano però alcune criticità nell’uso di questo sistema. Il nuovo lettore di impronte Qualcomm 3D Sonic Sensor Gen 2 si propone di risolverle. L’uso delle onde ultrasoniche gli permette di offrire una migliore esperienza utente, scansionando in 3D ogni singolo poro delle vostre dita per ricrearne un modello di confronto il più fedele possibile.

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Con il nuovo sensore di Qualcomm sarà ora possibile scansionare le impronte digitali anche attraverso superfici solide come vetro e metallo, e addirittura anche quando queste sono bagnate. Tutto avverrà ad una velocità del 50% maggiore rispetto al Qualcomm 3D Sonic Sensor Gen 1. Le misure sono un altro punto di forza della nuova generazione, che può contare su un’area di sblocco di 64 mm quadrati (8×8 mm) contro i precedenti 36 (4×9 mm), con un aumento della superficie disponibile del 77% e della raccolta di dati biometrici di 1,7 volte. A chiudere il pacchetto è l’incredibile spessore del dispositivo, che grazie ai suoi 0,2 mm permetterà ai produttori di trovargli spazio più facilmente all’interno degli smartphone.

La prima generazione di sensori Qualcomm 3D Sonic ha avuto l’onore di essere utilizzata su molti smartphone di punta, tra cui le serie Samsung Galaxy S10, Note10, S20 e Note20. Staremo a vedere quali produttori adotteranno questo modello aggiornato, che sarà disponibile già nei prossimi mesi.