L'AGCOM chiama, TIM risponde. Ecco i 3 impegni presi dall'operatore contro i servizi VAS

L'AGCOM chiama, TIM risponde. Ecco i 3 impegni presi dall'operatore contro i servizi VAS
Giovanni Bortolan
Giovanni Bortolan

Come diretta conseguenza del procedimento sanzionatorio n.12/20/DTC, l'AGCOM ha reso noto l'impegno di TIM nell'evitare le attivazioni senza esplicito consenso dei servizi VAS, ovvero i servizi premium a sovrapprezzo. Come infatti già successo in occasione dei trascorsi analoghi di Vodafone e Fastweb, TIM ha potuto presentare una proposta preliminare di impegni (tre per la precisione) da prendere per arrivare a tale obiettivo.

Il primo impegno preso dall’operatore riguardo i servizi VAS consiste nell’introdurre entro il mese di novembre 2020 il cosiddetto barring, ossia un blocco di default su tutte le nuove SIM di tutti i servizi VAS di provider terzi (ad esclusione dei servizi bancari e di quelli per il mobile ticketing, per il trasporto pubblico, per i parcheggi ed il voting), barring per altro già attivabile su ogni numero, ma solo su richiesta esplicita dell'utente.

Il secondo impegno riguarda invece l'impiego generalizzato del meccanismo OTP.

Sempre entro il mese di novembre, l'operatore si impegna ad introdurre un nuovo meccanismo di attivazione dei servizi VAS che passa necessariamente per il consenso esplicito del cliente tramite triplice operazione: completa digitazione del proprio numero di telefono, inserimento in pagina TIM di un codice OTP ricevuto tramite SMS e pressione del pulsante di conferma.

Il terzo e ultimo impegno riguarda invece l'avvio di una campagna di comunicazione a scopo informativo, da svolgere su più canali (MyTIM, sito web, SMS e altro).

Attraverso questa campagna l'operatore fornirà diverse direttive in merito ad eventuali lacune di nozioni o reclami degli utenti. Una sorta di vademecum digitale che guiderà l'utente ad un utilizzo (e soprattutto non utilizzo) consapevole dei servizi VAS.

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