Apple rilascia iOS 13.7 e integra nel sistema le notifiche di esposizione al Covid-19

Roberto Artigiani - Aiutando i paesi che non le avevano implementate: in Italia invece non cambierà nulla e si continuerà ad usare Immuni.

A partire da oggi è disponibile una nuova versione di iOS che, come anticipato la scorsa settimana, introduce a livello di sistema la notifica di esposizione per il Covid-19. iOS 13.7 non risulta ancora disponibile, ma Apple ha dichiarato che raggiungerà gli utenti nel corso delle prossime ore. La principale novità introdotta riguarda quella che è stata definita “fase 2” nell’implementazione del contact tracing.

La prima fase infatti si è realizzata con il rilascio da parte di Apple e Google, delle API Exposure Notification che in sostanza gettavano le fondamenta del sistema, mettendo a disposizione gli strumenti necessari agli Stati che volevano creare un’app per tracciare i contatti degli utenti e gestire così la diffusione del coronavirus.

Oggi, con questo rilascio, si completa la seconda fase che di fatto implementa a livello di sistema operativo le notifiche di esposizione prima delegate ad applicazioni esterne. In altre parole è stato molto semplificato il carico di lavoro necessario alle autorità per attivare il contact tracing. Il nuovo sistema si chiama “Exposure Notifications Express” e si fa carico di praticamente tutte le operazioni lasciando agli organi sanitari la gestione dell’operatività.

In altre parole per attivare un sistema di contact tracing ora non serve realizzare un’app da far scaricare alla popolazione (Immuni, nel nostro caso), è sufficiente che le autorità forniscano un file config con nome, logo, criteri di attivazione delle notifiche, informazioni e protocolli da mostrare all’utente in caso di esposizione e l’OS farà tutto il resto. Ovviamente, in linea con la volontà di proteggere al massimo la privacy degli utenti, il sistema rimarrà disabilitato di default e dovrà essere attivato manualmente.

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Per farlo, dopo aver installato iOS 13.7, sarà sufficiente abilitare un’opzione nelle impostazioni e accettare le condizioni fissate dalle autorità locali. Volendo, si può anche chiedere di essere avvisati con una notifica push quando nel proprio Paese viene adottato l’Exposure Notifications Express. Ad ogni modo tutte le misure a tutela della privacy previste per le API rimarranno valide anche per il nuovo sistema: non vengono raccolti i dati sulla posizione, il software non condivide l’identità dell’utente con nessun altro, i controlli avvengono in locale sul dispositivo ed eventualmente solo l’utente può decidere se segnalare o no la positività al virus.

Per gli Stati che hanno già creato un’app e per gli utenti che l’hanno installata invece non cambia nulla, tutto può continuare a funzionare come prima. La differenza è che ora Google e Apple si sono fatti carico del funzionamento del sistema e quindi si spera che questa riduzione delle barriere renda più facile l’adozione e la diffusione del sistema di contact tracing nei paesi che non hanno avuto sino ad ora le risorse o le competenze per sviluppare un sistema separato (ma che sfrutti sempre le API Google e Apple).

Infine, per chi aveva seguito attentamente gli sviluppi in precedenza, facciamo notare che Apple e Google avevano dichiarato che con questa fase alcune incombenze sarebbero rimaste nelle mani delle autorità locali. Ora invece scopriamo che si stanno già facendo carico di tutte le attività e non saranno quindi necessari ulteriori rilasci per rendere completamente operativa la funzione a livello di sistema.