La portabilità in uscita da Spusu è davvero unica nel suo genere: ecco perché

Edoardo Carlo Ceretti

Spusu è uno degli ultimi operatori virtuali ad aver fatto il suo ingresso nell’agguerritissimo mercato della telefonia mobile italiana. Sebbene inizialmente in molti abbiano criticato il rapporto quantità-prezzo delle sue prime offerte, più di recente ha già corretto il tiro con una promozione più vantaggiosa, ma soprattutto ha diverse frecce al suo arco per distinguersi da tutti gli altri rivali. Su tutti, la Riserva di traffico dati, ma anche il sistema di portabilità in uscita da Spusu è senza precedenti in Italia.

Per portabilità in uscita si intende il processo di passaggio (in questo caso da Spusu) verso un altro operatore, portando con sé il proprio numero. Fin qui, siamo sempre stati abituati a considerare terminato il rapporto con l’operatore da cui ce ne stiamo andando nel momento esatto in cui la vecchia SIM si disattiva, indizio inequivocabile dell’avvenuta portabilità. Con Spusu invece, c’è una possibilità in più.

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L’operatore austriaco infatti, dà la possibilità, a coloro che sono in procinto di diventare ex clienti, di mantenere attiva la SIM, assegnandole una numerazione alternativa. In altre parole, si avrà facoltà di rimanere clienti Spusu, mantenendo attiva la stessa offerta (Riserva compresa) e lo stesso credito residuo, su una nuova numerazione, portando invece il proprio numero presso un altro operatore.

Ovviamente, ci troviamo di fronte ad una opportunità in più, chi non fosse interessato a mantenere attiva la SIM Spusu e la relativa offerta, potrà confermarne la disattivazione, come da sempre accade con la portabilità in uscita. In caso contrario, si potrà avere a disposizione una seconda numerazione, con la comodità (e il risparmio) di non dover acquistare un’ulteriore SIM.

Via: Mondomobileweb
  • Revolt

    La si vuole far passare come una “nuova generosa funzione” concessa alla clientela. In realtà le risposte ufficiali date dal servizio clienti parlano di “disservizio su alcune utenze”, con tanto di scuse. Chiamasi pertanto Furberia di chi sperava di fare affari e bei numeri, arginando forse l’unico vero modo con cui si perdono le utenze, ossia la portabilità in uscita. La regola basilare dice che se un utente cambia gestore, si aspetta che il contratto con il vecchio sia chiuso piuttosto che rimanere attivo a sua insaputa (addebiti compresi sul cc), senza un briciolo di informazione nelle condizioni di contratto. Se aggiungiamo anche il fatto che questi “signori” chiedevano illegalmente di caricare la sim ogni 3 mesi, pena la perdita del numero (la legge invece parla di 24 mesi) e se mettiamo che per i pagamenti cercano la carta di credito o l’addebito SEPA sul cc, nonostante siano sbucati dal nulla e non permettano la revoca delle autorizzazioni perché non aderiscono al sistema SEDA, allora tutte queste “cosette” messe insieme rendono un’immagine tutt’altro che da gestore generoso “dal cuore grande”. La nuova frontiera dei mariuoli è sempre in continua evoluzione.

    • Anthos

      Ottima risposta

    • Scotch700

      Anche io la pensavo come te, ma poi ripensandoci, è comprensibile l’atteggiamento del servizio clienti, se la gente lamenta un disservizio è normale che chieda scusa, poi però si saranno resi anche conto che c’era gente interessata a mantenere la sim attiva anche dopo la portabilità… ed è così che nascono nuove idee, da un banalissimo errore tecnico.
      Non sarà stata nemmeno una furberia, (non credo se lo possano permettere) magari il fatto di disattivare le sim dopo la portabilità è solo una cosa comune da noi e non è “legge” mentre in Austria non sarà così comune. Sarà che io sono un fan delle startup, ma secondo me si è trattato solo di “ingenui” errori dell’inizio.

  • e9355

    E certo, all’inizio la cosa non era così idilliaca, anche dopo la MNP ci si ritrovava la sorpresa dell’addebito pensando che la SIM Spusu si sarebbe disattivata. Bella idea di aumentare il numero dei clienti e nello stesso tempo incassare. Per il resto ha spiegato alla perfezione l’amico nel messaggio precedente.

  • D’addetta Vincenzo

    Be’ diciamo che questa cosa è è originalissima!

  • Akashi Rider

    E come la mettiamo con le regole stabilite dall’accordo quadro se il cliente ha già fatto contestuale richiesta di trasferimento del credito? Furbi quelli di SPUSU, tanto il Recipient non sa quanto credito aveva. Così oltre a non pagare il TCR si mantengono in cassa un credito che è di fatto virtuale.