Apple e Google aggiornano le API per il contact tracing: Immuni potrà dialogare con le altre app globali

Roberto Artigiani

A distanza di qualche mese dal rilascio ufficiale Google e Apple tornano a collaborare per aggiornare le API alla base delle app di contact tracing, il sistema che permette di segnalare la vicinanza con qualcuno poi risultato positivo al Covid-19. Questo sistema, chiamato ENS (Exposure Notifications System), ha ricevuto un corposo intervento che può essere riassunto in cinque novità fondamentali:

  • supporto all’interoperabilità tra le app realizzate da diversi Paesi
  • implementazione di maggiori controlli per gli utenti sulle notifiche (toggle per attivarle/disattivarle)
  • maggiore flessibilità da parte delle autorità nello stabilire il livello di rischio associato all’esposizione
  • calibrazione aggiornata per il Bluetooth di centinaia di dispositivi in tutto il mondo
  • nuovi strumenti di debug per gli sviluppatori

A tutto ciò va aggiunto che Google ha adattato le API in vista dell’avvento di Android 11, nello specifico con la nuova versione del robottino verde sarà possibile utilizzare Immuni & co. senza necessariamente abilitare la geolocalizzazione. Ad ogni modo le notifiche rimangono disabilitate di default.

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In tutto ciò finora Immuni ha raggiunto solamente 4,6 milioni di utenti nel nostro Paese e il ministro dell’Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Paola Pisano, e quello per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, si sono recentemente spese per invitare ancora una volta i cittadini italiani a scaricare Immuni. Proprio grazie all’app infatti è stato possibile contenere due nuovi focolai e avvertire un centinaio di persone per la possibile esposizione.

Dagli Stati Uniti invece arrivano critiche al sistema messo in piedi in Europa, colpevole secondo un’analisi pubblicata su Reuters, di troppe restrizioni per via della Privacy. L’approccio decentralizzato, seguito per proteggere i dati degli utenti, avrebbe reso inefficace le app di contact tracing. In Svizzera per esempio l’Ufficio federale della sanità pubblica ha ufficialmente dichiarato che “l’efficacia è difficile da misurare a causa della ‘privacy by design’”, mentre in Germania l’Agenzia federale per il controllo delle malattie non sa dire quante persone abbiano ricevuto le notifiche. Discorso diverso in Irlanda dove il governo ha puntato sul controllo end-to-end dei flussi di dati ed è quindi in grado di calcolare quante persone caricano il risultato dei test positivi al Covid-19.

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Via: CorComFonte: Google