Il Regno Unito bandisce Huawei dalla sua rete 5G: le possibili ragioni e la replica dell’azienda

Nicola Ligas -

Con una inversione di rotta rispetto a quanto dichiarato in precedenza, il governo guidato da Boris Johnson ha annunciato che, in data 31 dicembre 2020, rescinderà l’appalto che lo legava ad Huawei per la fornitura di infrastrutture di rete 5G.

Come osserva Repubblica, la motivazione ufficiale è che le sanzioni USA avrebbero reso le infrastrutture 5G di Huawei molto più a rischio, nel senso che non potendo più collaborare con alcune aziende, Huawei potrebbe ottenere materiali da fornitori considerati pericolosi da Londra. A forzare la mano a Johnson però, oltre alle pressioni interne del suo stesso partito, potrebbero essere stati i rapporti Cina – Hong Kong. L’ex colonia britannica è infatti ai ferri corti col governo cinese, tanto che il governo britannico si era già dichiarato disponibile ad accogliere fino a tre milioni di “esuli” di Hong Kong.

La data del 31 dicembre prossimo comunque non è casuale, dato che coincide con l’abbandono dell’unione doganale e del mercato comune dell’Unione europea da parte del Regno Unito, che difficilmente era nella posizione per inimicarsi il governo Trump in questo passaggio delicato per la propria economia. Lo smantellamento della rete di Huawei non avverrà però dall’oggi al domani: si parla infatti del 2027. Ed in ogni caso, la decisione di revoca a Huawei avrà un costo per il Regno Unito sia in termini monetari (ancora tutto da quantificare) che di ritardo nello sviluppo del 5G (le stime parlano di almeno un anno, dal 2027 al 2028).

Proprio su questo ritardo e sull’appiattimento del mercato fa leva la replica di Huawei, che chiude rivolgendosi proprio all’Italia, affinché mantenga criteri “obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori”.

La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove, e non ad alcuna violazione da parte di Huawei. In tal modo, il governo degli Stati Uniti potrebbe ridurre la varietà dell’offerta nel mercato dei fornitori, danneggiando l’economia digitale europea e minando la sovranità digitale dell’Europa, che include la libertà di scegliere i propri fornitori. Ciò mette anche a repentaglio la cooperazione globale, con un conseguente innalzamento dei prezzi e un’inferiore qualità per i consumatori. Huawei continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per fornire ai propri clienti i migliori servizi e soluzioni e ridurre al minimo l’impatto delle sanzioni statunitensi.

Ci aspettiamo che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato. Confermiamo la nostra piena volontà di collaborazione con le autorità italiane e i nostri clienti per raggiungere i più alti standard di sicurezza IT in Italia e fornire le migliori soluzioni tecnologiche