La produzione degli smartphone è in forte calo del 16,5%, o del 13%, o del’11% o del 10%

Giovanni Bortolan - I risultati statistici dei vari organi competenti non sembrano poi così tanto allineati.

L’ultima ricerca di TrendForce sta delineando un panorama piuttosto grigio per il futuro degli smartphone, con significative percentuali in negativo nonostante la lenta ripresa a regime delle catene di montaggio e di fornitura dei componenti.

Come riportato da Reuters, la produzione mondiale di smartphone potrebbe diminuire del ben -16,5% rispetto allo scorso anno, che tradotto in cifre equivale a “solamente” 287 milioni di dispositivi venduti. Samsung e Apple manterranno le loro rispettive posizioni nella classifica, ma perderanno comunque un po’ di terreno in favore dei rivali cinesi, specialmente per via della pressione che questi ultimi esercitano sui mercati del sud-est Asiatico e del territorio Indiano.

Ciò che accade solitamente quando si verifica una flessione in negativo della produzione di tale entità, è una carenza di dispositivi per i consumatori che intendono comprare o cambiare smartphone. Tuttavia, le attuali misure di tutela dei cittadini, come lockdown o restrizioni varie, hanno costretto molti produttori a chiudere temporaneamente gran parte dei punti vendita al dettaglio.

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Ciò potrebbe potenzialmente tradursi in una conseguente diminuzione della domanda, celando agli occhi di tutti i veri effetti che la pandemia ha avuto sui ritmi produttivi delle aziende più famose nel settore. Il prossimo passo in questa faccenda è quello di attendere l’annuncio dei guadagni relativi al primo periodo dell’anno da parte dei produttori, attesi in linea generale per le prossime settimane.

Aggiornamento01/05/2020

Nelle ultime ore sono arrivate delle ulteriori conferme in merito alla vicenda trattata. Oltre a TrendForce il fenomeno di diminuzione complessivo delle vendite è stato analizzato anche da Canalys, IDC e Strategy Analytics. Le cifre, secondo questi ultimi report, sarebbero addirittura peggiori. Le stime relative al numero di smartphone spediti si attesterebbero attorno ai 270 milioni di dispositivi, ben 17 milioni in meno rispetto alla cifra indicata da TrendForce. I primi 5 produttori del settore rimangono (nell’ordine) Samsung, Huawei, Apple, Xiaomi e Vivo; a sorprendere sono queste ultime due, le uniche a registrare una significativa crescita: +9% per Xiaomi e +3% per Vivo, in grado di aumentare così le proprie vendite ed assicurarsi così il quinto posto in classifica.

I ritmi di questa crisi sembrano dettati dalla Cina, prima nazione ad essere fortemente colpita dal virus. Il brusco calo della richiesta coincide infatti con l’inizio della pandemia in territorio orientale, poi diffuso in tutto il pianeta. A dimostrazione di ciò, il mese di marzo è stato caratterizzato da una timida crescita della richiesta in Cina, complice appunto il fatto che la situazione lì sia in via di “risoluzione”.

Via: AndroidcentralFonte: Reuters, Canalys, IDC, Strategy Analytics