10 aziende di telefonia europee che non ci sono più

Emanuele Cisotti - O che ci sono ma non producono più telefoni.

Il mondo della telefonia mobile è cambiato tantissimo dall’avvento degli smartphone, con la comparsa di nuovi attori (come Apple, HTC o Huawei) e rendendo la vita più difficile a chi c’era già, come Motorola, Nokia, Samsung o LG. Sono tantissime le aziende scomparse negli anni dal mondo della telefonia, ma sono veramente tante in percentuale quelle scomparse che avevano sede nel nostro continente.

Abbiamo quindi voluto rendere omaggio a 10 di queste aziende. Sono 10 aziende europee che non producono più smartphone/cellulari o non sono più in attività. Ad oggi infatti sono pochissime gli attori europei o parzialmente europei ancora in attività in questo ambito. Abbiamo Wiko, Nokia/HMB Global e Alcatel, di proprietà Nokia e in concessione a TCL.

Abbiamo quindi scelto di ricordare 10 aziende europee che non sono più sul mercato degli smartphone, scegliendo quelle più interessanti. Purtroppo ce ne sarebbero anche altre.

Siemens 🇩🇪

La storica azienda tedesca non è certo morta, anzi. Siemens AG è viva e vegeta, ha oltre 380.000 dipendenti nel mondo ed è quotata su due mercati azionari. Nonostante questo non produce telefoni cellulari ormai da molto tempo. Il primo dispositivo commerciale fu il Siemens C11 nel 1998, l’ultimo il Siemens AL21 nel 2005. Siemens non è mai arrivata al glorioso periodo degli smartphone e non ha quindi potuto mai produrre uno smartphone touch di nuova generazione, motivo per il quale alcuni dei nostri lettori potrebbero non aver mai visto in vita loro un telefono Siemens.

La serie di prodotti che ricordiamo con più affetto è sicuramente la serie 35, di cui faceva parte C35, M35, A35 e S35. In tanti ricorderanno il famoso spot di C35 dove il telefono veniva fatto ruotare nelle mani. Impossibile da fare nella vita vera. Non l’abbiamo trovato ma in compenso abbiamo trovato quello inquietante del Siemens C45.

Siemens lanciò anche una serie di dispositivi dalle forme stravaganti, come un portacipria o una collana, dal nome Xelibri, per contrastare Nokia sul mercato dei dispositivi esclusivi.

Telit 🇮🇹

Un’altra azienda che era molto famosa nel momento del boom dei telefoni cellulari, sopratutto fra i giovani, era Telit, azienda italiana con sede a Londra. La spanna di vita di Telit come azienda di telefonia è stata quasi la stessa di Siemens: dal 1999 al 2006. E proprio come Siemens, anche Telit è ancora un’azienda molto prolifica, benché in campi molto diversi, in questo caso le comunicazioni wireless fra macchinari industriali come si legge sul sito.

Nel 2005 aveva lanciato anche uno smartphone con Windows Mobile ma era in realtà particolarmente famosa per i suoi dispositivi dalle forme più bizzarre.

Foto centrale da hardreset.info

Ericsson 🇸🇪

Prima che Ericsson passasse una fase di grande successo (anche questo temporaneo) accoppiata alla giapponese Sony, aveva nei vari listini dei negozi e degli operatori in gran numero di telefoni cellulari. Come le due aziende precedenti anche Ericsson è ancora in circolazione e in salute, ma non produce cellulari ormai da molti anni. Il periodo per cui ha prodotto telefoni è simile alle aziende precedenti, ma spostata un po’ nel passato. Ericsson infatti ha lanciato sul mercato il suo GH 218 nel 1994 e il suo ultimo telefono è arrivato nel 2001. Era il famoso R600. Tutti i dispositivi successivi sono usciti con il brand Sony Ericsson. I due telefoni più famosi di Ericsson? Indubbiamente T28s e T10: due cellulari con sportellino che hanno fatto la storia nel mercato dei dispositivi eleganti.

Sagem 🇫🇷

L’azienda francese Sagem è stata senza dubbio una delle aziende più prolifiche in questa lista. Ha iniziato a produrre telefoni nel 1997 e ha terminato la sua attività come costruttore nel 2010 con uno smartphone touchscreen per Puma. Il suo ultimo telefono Sagem è invece del 2008. Nella nostra memoria non è mai stato associato come un brand di particolare rilievo, ma indubbiamente la grande quantità di dispositivi realizzati e i suoi prezzi contenuti hanno fatto la sua fortuna. L’azienda nell’ultima parte della sua storia ha poi venduto i suoi dispositivi in India con il nome di Bleu. L’azienda oggi realizza sistemi di telecomunicazione e sistemi di difesa.

Vertu 🇬🇧

L’azienda Vertu è stata operativa dal 1998 al 2017. Era stata fondata da Nokia e il suo focus erano i prodotti di lusso. I suoi telefoni e smartphone erano impreziositi con materiali estremamente costosi, come diamanti, oro o pelle e spesso avevano prezzi di vendita superiori ai 10.000€. L’azienda è andata in liquidazione, ma opera ancora nella sua versione francese. Sul sito internet però si trovano ancora solo i vecchi modelli e non sembra che altri ne verranno realizzati.

NGM 🇮🇹

L’azienda toscana NGM è stata estremamente popolare nel nostro paese. È stata la prima ad aver sfondato nel mondo dei dual SIM e per tanti anni è stata un vero punto di riferimento per questi telefoni. È nata nel 2003 e risulta ancora attiva, anche se non produce nuovi smartphone da molti anni e l’ultimo prodotto realizzato ad oggi è una smartband. È stato sponsor della Fiorentina A.C. ed è ancora sponsor di altri team sportivi come l’NGM Firenze Pallanuoto. Nel 2018 ha passato una brutta crisi, ma dal quel momento non ci sono novità concrete da parte dell’azienda, che però come detto risulta ancora attiva. La nostra speranza è che possa ripartire in futuro anche con gli smartphone.

BQ 🇪🇸

BQ è un’azienda spagnola estremamente promettente che aveva iniziato a lanciare smartphone Android solo nel 2015 e che era stata molto attiva nel proporre dispositivi estremamente competitivi. L’ultimo smartphone realizzato risale però al 2018 e quindi ci sentiamo di poter inserire abbastanza tranquillamente BQ in questa lista, nella speranza che possa tornare in futuro (come per tutti gli altri brand menzionati). L’azienda era poi particolarmente attiva anche nel mondo dell’educazione, della robotica e nella stampa 3D.

Jolla 🇫🇮

L’azienda finlandese Jolla è stata indubbiamente una delle stelle mancate della telefonia mobile. L’azienda era l’unica in questa lista che ha tentato di promuovere un sistema operativo diverso da quelli già in commercio, in questo caso Sailfish OS. L’azienda è ancora attiva con questo sistema operativo, ma non vengono più rilasciati smartphone da molti anni. Ad oggi sul sito è però possibile acquistare il sistema operativo per installarlo su Sony Xperia X, Xperia 10 e Xperia XA2. Peccato che l’azienda non abbia proseguito per la sua strada, invece che delegare ad altri la produzione di smartphone. Per capirsi anche il progetto trappola del Turing Phone era basato su questo OS.

Archos 🇫🇷

L’azienda francese Archos è stata a lungo attiva nel mondo degli smartphone e sopratutto dei tablet Android. Ha realizzato in passato anche prodotti diversi, come qualche prodotto di domotica e per le criptovalute. È però da un anno che non lancia sul mercato nuovi smartphone e l’ultimo dispositivo presentato è stato cancellato. L’azienda sembra ancora in piedi ma anche l’ultimo smartphone a listino non è acquistabile sul sito ufficiale.

Stonex 🇮🇹

Siamo abbastanza sicuri che almeno la metà di voi abbia aperto questo articolo per sapere se Stonex era stata inclusa in questa lista. Indubbiamente Stonex è stata una interessante parentesi nella telefonia mobile italiana, purtroppo terminata rapidamente dopo un primo smartphone, Stonex One, non propriamente brillante e dopo tante critiche ricevute per varie promesse non mantenute sul prodotto e il suo software. Stonex ha proseguito brevemente la sua vita con una action cam per poi chiudere i battenti. La divisione di prodotti di precisione, che esisteva anche prima dello smartphone, è invece ancora attiva senza intoppi. Se volete saperne di più su Stonex e Stonex One non potete perdervi il nostro approfondimento.

  • alessandro

    Siemens, Ericsson, Sagem, Telit… Grandi marchi, caduti in disgrazia per via della fortissima concorrenza sudcoreana. La progettazione e la produzione erano europee. Addirittura Telit aveva una fabbrica nel nord Italia, dove veniva prodotto il meraviglioso G80, frutto della matita di Giugiaro. Siemens ed Ericsson credo non abbiano bisogno di presentazioni, essendo state le prime aziende europee a commercializzare terminali, prima ancora di Nokia. Tra le due sicuramente Siemens fece la fine peggiore, venendo acquisita da quei balord1 della BenQ che gestirono in maniera pessima l’immenso patrimonio della Siemens Mobile in termini di ricerca e sviluppo, tant’è che la BenQ-Siemens fallì dopo 1 anno esatto di attività. Ma della fine di Siemens potremmo parlare ore ed ore… (ci sono prototipi di Siemens con schermo touch risalenti al 2006 nonché prototipi di quello che sarebbe dovuto essere l’S85, secondo la numerazione classica del produttore tedesco). Diversamente accadde per Ericsson, che si fuse alla pari con Sony, e sfornò terminali che ancora oggi ricordiamo con immenso piacere, come ad esempio il T610, P800, K700, K750… In Sony Ericsson trovarono il binomio perfetto: software Ericsson e parte multimediale Sony. Però, purtroppo, una cattiva gestione nel biennio 2009-2010 e una spietata concorrenza posero fine a tutto ciò e Sony acquistò “l’acquistabile” di Ericsson. Sagem fece il botto con il myX-5, il meno costoso tra i cellulari con schermo a colori del 2002, che non rinunciava però alle suonerie polifoniche ed agli infrarossi. Sagem diventò in pochi anni il 5° produttore europeo, oltre ad essere il primo in Francia. Anche qui la cattiva gestione, soprattutto a livello di progettazione, mandò in fumo tutto quello che di buono era stato fatto: terminali di fascia alta come l’elegantissimo myX-8 oppure uno dei primi cellulari con fotocamera integrata, il myX-6. Probabilmente in molti si ricorderanno il myW-8 (di cui possiedo il gemello myV-85 oltre a tantissimi altri Sagem), con molta probabilità il peggior Sagem di tutti i tempi, che segnò il declino inevitabile del marchio francese. Se posso fare un appunto, tra l’elenco dei produttori manca un altro grande produttore, ovvero Philips.

    • Vero!

    • ho ancora un philips genie in un cassetto, assieme a un motorola 8400, un ericson nonricordoquale e altri… 😛

      • Vespasianix

        Presente. In effetti l’assenza di Philips è una cantonata. Avevo la serie azalis, il 238 mi pare, con autonomia reale di 3 giorni circa. Bri tempi…
        poi la serie fisio.

  • Angel

    La Archos ha un messaggio in Inglese quando si va nella sezione negozio del suo sito, dove dice che non può spedire più niente perché il loro magazzino è chiuso a causa del virus. Quindi bisogna vedere cosa succederà tra qualche mese.

    • Vero. Però comunque a listino non c’è più nulla di nuovo da oltre un anno.

  • Ciaoiphone4

    Siemens c35, il mio primo cellulare, regalato alla Comunione, quando avevo 8 anni. Non lo volevo neanche il cellulare, ma un parente che lavorava in negozi di cellulari aveva deciso di regalarmelo.

  • Faby Rossi

    Sono rimasto sorpreso soprattutto per ngm ed archos che pensavo ancora attive e mi pare di aver visto in guro qualche loro smartphone 🤔

    • Le aziende esistono, ma non ci sono nuovi smartphone da molto.

  • Thundek Mine

    Ho aperto l’articolo per stonex, Ciso mi hai preso in pieno 🙂

  • DOME ROCK

    Siemens C35. Pensare che tolsi il 3210 per prenderlo. 🤦🏻‍♂️😅

  • Randolph Carter™

    Che ciarpame i cellulari NGM ed i tablet Archos! Mamma mia che ciarpame…

  • sasu85

    BQ è stata acquistata a fine autunno 2019 da una azienda vietnamita (Vsmart) e purtroppo non produce più smartphone per l’europa.
    Ha lanciato un prodotto per la Spagna ma non è riuscita a restare nel cuore degli spagnoli.
    Peccato.

    • Geppo Il Folle

      Scrivo da un Aquaris x pro. Grande sola di marketing bq, ma smartphones indistruttibili. Pagato uno sproposito ma nulla da dire, in tre anni mai un problema. Ci avevo creduto, purtroppo di fatto hanno chiuso. Vsmart è solo uno specchietto per allodole.

    • Shiba

      Un vero peccato. Scelsi bq principalmente perché mi lasciava ampio margine di modifica sul sistema operativo senza invalidare la garanzia, ma tanto alla gente importa solo di scrollare la gnocca su Instagram e infatti non sono durati 🙁

  • davide

    avreste potuto citare come telefono storico che fece la fortuna di alcatel il one touch easy dual band! mio primo telefono ☺️ a quei tempi tutti i giovani avevano quello e i più ricconi il 3210 e poi dopo il 3330 😇 bei tempi quelli degli squilli e delle summer card e crismas card 😁 primi abbozzi di whatapp azzarderei! con i 160 caratteri e mille mila abrevizioni che purtroppo ancora oggi spesso tendiamo a usare

    • Una Alcatel, sebbene non proprio la stessa, esiste ancora.

  • Daniele Giangreco

    Avete dimenticato i BlackBerry e i Microsoft Lumia

    • Da quando sono aziende europee?

  • Sandro

    Riguardo la Siemens credo sarebbe stato doveroso citare l’S10, il primo telefono con display a colori (il mio primo cellulare peraltro), erano solo 4 colori ma davano molta soddisfazione per l’epoca e facevano un certo effetto a chi lo vedeva.

    Inoltre tra le marche di un certo peso che facevano cellulari nei tempi andati c’era anche la NEC.

  • NGM non dovrebbe essere in lista visto che non produceva telefoni, ma si limitava a rimarchiare ciarpame cinese

    • Acciaio Rapido

      Tutti rimarchiavano made in cestino cinese, per questo hanno fatto la fine che hanno fatto(come produttori di dispositivi radiomobili)

  • Pietro

    Avevo due telefoni non citati, un bosch e un fantastico philips genie

  • Psyco98

    Scopro ora che NGM era toscana!
    E vorrei ricordare al mondo quanto fossero fighi i nomi archos.

  • Forse sarebbe stato il caso di sottolineare meglio che la Ericsson è stata per diverso tempo il leader mondiale nella produzione di cellulari, sul podio insieme a Nokia e Motorola… rispetto alle quali, tra l’altro, gode tuttora di migliore salute, anche se non è più operativa in questo campo.
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