Magic Keyboard: l’anello mancante tra iPad e MacBook? | Opinione

Giuseppe Tripodi -

Le superfici touch non devono essere verticali. Vanno benissimo per fare scena con una demo, ma dopo un breve periodo di tempo ci si affatica e, dopo un utilizzo prolungato, ti sembra che ti si stacchi il braccio. Non funziona, è ergonomicamente terribile.

Questa è una libera traduzione di quel che diceva Steve Jobs in merito al touchscreen sui MacBook: non funzionano. È per questo che Apple non ha mai realizzato un portatile con display touch: perché toccare un pannello verticale non è mai davvero utile.

Dopo anni dalla morte di Steve Jobs, posso dire di trovarmi ancora d’accordo con lui sulla questione, al punto che mi è capitato anche di discuterne animatamente con colleghi, che mi facevano notare che in alcuni contesti è comodo poter cliccare direttamente lo schermo. E sinceramente non lo metto in dubbio, sono sicuro che ci saranno occasioni in cui un tap è più immediato di muovere un cursore col trackpad, ma in linea generale rimango dell’idea che, considerando anche i costi di produzione, posso continuare a fare a meno del touch sul portatile che uso principalmente per lavoro. Ossia che uso principalmente per leggere e scrivere.

Il problema, qualora non ve ne foste ancora accorti, è che nessuno è più tanto sicuro di cosa sia un computer portatile. A cosa serve, un computer portatile.

Nessuno è più tanto sicuro di cosa sia un computer portatile

Ad esempio, se partiamo dall’assunto che ognuno possa definire computer portatile quello strumento tecnologico che gli permette di compiere il proprio lavoro, allora per me – e per chiunque faccia un lavoro d’ufficio – un tablet convertibile è un computer portatile. Voglio dire, per me un qualsiasi Microsoft Surface di ultima generazione andrà meglio del portatile-medio-gamma-ignoto in offerta nell cesto del centro commerciale. Eppure il Surface sarebbe tecnicamente un tablet, mentre l’altro è un portatile, e lo sa pure mia nonna. E allora capire cosa sia un computer, cosa sia un portatile, diventa quasi una questione di semantica.

E di questo se n’è accorta anche Apple, che sono anni che ce la mena con spot come What’s a computer? o il più recente slogan Your next computer is not a computer. Prendetevi un minuto per guardare la pubblicità, prima di proseguire nella lettura.

Qual è il messaggio di questo spot? Cos’è che Apple sceglie di mostrare, di iPad Pro? Certo, mostra anche giochi e intrattenimento, ma ci sono un paio di secondi che vogliono trasmettere un messaggio chiaro: produttività, lavoro.

Nell’ordine:

  • a 00:13 Apple ci dice che il processore è più veloce di quello della maggior parte dei PC portatili
  • a 00:16 incalza la dose, mostrandoci una sessione di montaggio video
  • a 00:17, un secondo dopo, dà il colpo finale, con quella che sembra una modellazione 3D

Tutto questo ci viene mostrato all’inizio, quando l’attenzione è massima e la musica è ancora incalzante: fate caso a come il ritmo della canzone scenda quando Apple vuole sottolineare l’ovvio, ossia che ovviamente questo iPad Pro va bene anche per giocare e scattare foto (non a caso, il crescendo della musica risale quando si parla di Realtà Aumentata, un argomento molto caro ad Apple).

E poi c’è un’intera sezione dello spot dedicata alla Magic Keyboard: circa 11 secondi per farci vedere quanto sia comodo scrivere e, soprattutto, quanto sia comodo cliccare , evidenziare e usare le gesture con il nuovo trackpad. Se ci pensate, considerando una durata totale di 76 secondi, utilizzare 11 secondi per pubblicizzare quello che effettivamente è un accessorio del prodotto in questione, è tantissimo.

Cos’è che vuole dirci Apple, quindi? Beh, secondo me più o meno quel che ho detto nel titolo: che la Magic Keyboard è l’anello di congiunzione tra iPad e MacBook.

Ci sono voluti anni, anni in cui la concorrenza ha innovato e sperimentato, ma alla fine anche Apple l’ha capito: non si può più tracciare una linea netta tra tablet e laptop, non si può pretendere di promuovere l’iPad come se fosse un portatile senza dotarlo di un sistema di puntamento degno di questo nome.

Si parla da anni della possibile convergenza di iOS (o meglio, iPadOS) e macOS: e non è necessario che io mi soffermi troppo a ricordare Project Catalyst, le novità introdotte con iPadOS o il supporto a mouse e trackpad, la direzione è abbastanza evidente.

Certo, passeranno ancora anni prima che ci possa essere una vera convergenza e ha ragione Dieter Bonn di TheVerge quando dice che iPadOS è (ancora) troppo limitato per sostituire davvero un laptop, ma la Magic Keyoboard è un passo importante verso questa direzione.

Penso che una svolta importante potrebbe darla la Realtà Aumentata: quando non sarà più solo un modo per vedere le poltrone Ikea nel nostro salotto ma avrà reali applicazioni lavorative, sarà importante avere uno strumento che supporti i massimi standard in termini di AR ma che sia anche dotato di tastiera e trackpad decenti.

Ma soprattutto, penso ancora che Steve Jobs avesse ragione: il touch sui pannelli verticali dei laptop non ha molto senso. Il problema, però, è che oggi i nostri strumenti di lavoro, i nostri dispositivi Pro, non si usano più solo in verticale.