Va bene Castlevania: Symphony of the Night per Android e iOS, ma ne vogliamo di più!

Giorgio Palmieri

Di Castlevania ne vorremmo altri, ne vorremmo di nuovi, ma quando Konami rilascia a sorpresa lo storico Symphony of the Night per PS1 su Android e iOS, proprio quando su Netflix ribolle la terza stagione della serie animata, l’obiettività inizia a vacillare ed entrano in gioco i ricordi. Certo, qualcuno potrebbe giustamente controbattere che, di collezioni e riproposizioni, Konami ne abbia tirati fin troppi, in un periodo nel quale si sente il forte bisogno che la serie di Castlevania prosegua, vada avanti, come già hanno fatto moltissime saghe storiche.

Tuttavia, non siamo i soli a sostenere che Symphony of the Night sia uno dei migliori capitoli del filone draculesco, oltre che il più importante, quello che più di tutti ha definito il genere metroidvania, declinato ormai in una marea di salse, specie nell’industria indipendente. In questa incarnazione, la serie di Dracula ha infatti abbracciato totalmente l’esplorazione come non aveva mai fatto prima, anche se in alcuni episodi, come nel (opinabilissimo) secondo, si potevano già saggiare le sfumature più avventurose e meno lineari verso cui si stava dirigendo. Koji Igarashi è una delle figure vitali di questa deriva, che è poi la mente del seguito spirituale sviluppato al di fuori di Konami, cioè il recente Bloodstained: Ritual of the Night, del quale abbiamo parlato con toni più che positivi.

La società nipponica quindi ha ben pensato di rilanciare lo storico capitolo sulle piattaforme mobili in una trasposizione semplice e dritta al punto: comandi tattili virtuali, supporto ai controller di terze parti, funzionalità per alleggerire il peso della difficoltà, tutto ad un prezzo da buona colazione al bar, cioè 3,49€, sia sul Play Store che sul negozio digitale di Apple. Nessun acquisto esterno, nessun annuncio pubblicitario, nulla di nulla. Insomma, un ottimo compromesso, specie nell’affollato panorama mobile, dove l’utenza non è abituata a pagare, o meglio, a pagare una tantum.

L’interfaccia rinnovata, per avvalersi dello schermo tattile, si comporta bene da un punto di vista estetico, ma all’atto pratico delude le aspettative. Due sono le problematiche principali: l’impossibilità di modificare la posizione e l’ampiezza dei bottoni, piaga ricorrente nei porting per dispositivi mobili, e poi la reattività deficitaria. La risposta dei pulsanti richiede infatti una certa precisione nella pressione, altrimenti il gioco semplicemente non la leggerà. L’abitudine aiuta a goderselo, ma la comodità doveva essere materia di primaria importanza nella schematizzazione dei controlli, in virtù della precisione, quasi millimetrica, che chiede un gioco del genere.

Per dire, non è possibile nemmeno rimappare i tasti del controller, segno di un porting realizzato per contenere i costi al massimo. Questo non significa che sia mal realizzato, anzi: c’è un comodo salvataggio automatico che cerca di salvaguardare i progressi al volo, la lingua italiana compare tra quelle disponibili e, tutto sommato, a parte l’obsoleto rapporto a 4:3 con tanto di bande riempitive, la pixel art continua a reggere bene nonostante l’età. Sono stati implementati anche gli obiettivi, per una completezza ancora maggiore del pacchetto.

Tirando le somme, siamo contenti che Castlevania: Symphony of the Night sia finalmente disponibile su Android e iOS, malgrado i limiti a cui deve sottostare. Il costo contenuto aiuta senz’altro a solleticare il palato di più curiosi possibili, nella speranza che Konami possa portare la saga presso nuovi orizzonti che attendiamo da troppo, troppo tempo.