Gli effetti del coronavirus sul mercato degli smartphone: spedizioni in calo, con la Cina giù del 40%

Enrico Paccusse Il 2020 non sarà l'anno della rinascita

Si dice che la fortuna sia cieca, ma che la sfortuna ci veda benissimo. Dopo un 2019 che per la Cina è stato travagliato a causa della guerra commerciale condotta con gli Stati Uniti, il 2020 è iniziato con l’esplosione del coronavirus in tutto il paese.

Un’epidemia che sta lentamente raggiungendo varie parti del mondo (l’Italia è il terzo paese per casi diagnosticati, nostro malgrado) e che avrà serie conseguenze su ogni ambito dell’economia, sia per una diminuzione dei consumi generalizzata, sia per l’importanza che la Cina ricopre nei processi produttivi di molte aziende internazionali.

Apple è stata una delle prime a uscire allo scoperto dichiarando che avrebbe mancato i propri obiettivi di fatturato per il primo trimestre dell’anno, e altre aziende hanno seguito a ruota. Ciò che emerge è un quadro non felice per il mercato degli smartphone.

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Basti pensare che IDC prevede una diminuzione del 40% delle spedizioni di smartphone nel paese cinese, e del 10% a livello mondiale, per i primi 6 mesi dell’anno rispetto al 2019 (che già non aveva fatto faville).

La seconda parte dell’anno, ammesso che l’espansione del virus venga placata, dovrebbe poi riportare un po’ di luce. Nel complesso, IDC ha previsto per il 2020 un declino del 2,3%, con circa 1,3 miliardi di dispositivi spediti. Un dato che sarebbe molto positivo, tutto considerato.

Per quanto riguarda il 2021, la speranza attorno al 5G fa prevedere un ritorno alla crescita, con una previsione del +6,3% su base annuale. La variabile più importante rimane però soltanto una, e risponde al nome di coronavirus.

Fonte: IDC