Signal, l’app di messaggistica del papà di WhatsApp, vuole battere il fratello maggiore

Matteo Bottin

Di Signal, l’app di messaggistica super-sicura, abbiamo già parlato. Si tratta di una applicazione nella quale tutte le comunicazioni sono crittografate per offrire la massima sicurezza. Nemmeno i server contengono alcun metadato, ostacolando anche l’implementazione di alcune interessanti funzionalità. Nonostante ciò, i numeri stanno crescendo molto rapidamente.

Secondo quanto indicato dal Play Store, Signal è stato scaricato più di 10 milioni di volte. Considerando poi che il fondatore Moxie Marlinspike ha comunicato che il 40% degli utenti di Signal è su iOS, i numeri iniziano a diventare importanti. Certo, nulla a che vedere con WhatsApp (nemmeno Telegram, che ha superato i 100 milioni di download), ma è un inizio.

Il tutto però si ricollega a WhatsApp, dato che il suo ex-proprietario, Brian Acton, nel 2018 ha portato una montagna di fondi sul progetto (50$ di dollari) permettendo al’azienda di aumentare i dipendenti da 3 a 20. Un salto notevole.

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L’aumento di personale ha permesso l’inserimento di funzioni basilari ma, nel contesto della privacy, difficili da implementare. Per esempio, è stata aggiunta la possibilità agli amministratori dei gruppi di eliminare e aggiungere membri, cosa non facile se si pensa che i server non hanno la più pallida idea di chi faccia parte (o meno) del gruppo.

Ma nonostante gli ostacoli Brian Acton è positivo: vuole rendere Signal grande tanto quanto WhatsApp, la sua prima creatura. È sicuro di poter dare una mano a raggiungere l’obiettivo. Certo, ci sono ancora alcuni punti da limare, ma pare essere sulla buona strada. Se volete dare una mano a Brian, seguite i badge qui sotto.

Via: Android Police