Gli impatti del coronavirus su Apple: possibili ritardi sui nuovi iPhone

Giuseppe Tripodi

Gli impatti del nuovo coronavirus continuano a pesare sull’industria tecnologica: un numero crescente di aziende si sta ritirando dal MWC 2020, mentre adesso sorgono nuovi dubbi sulla produzione dei nuovi iPhone.

Oggi, infatti, avrebbero dovuto riaprire la stabilimento di Shenzhen di Foxconn, uno dei più importanti nella produzione dei prossimi iPhone 12. Nonostante ci siano alcuni comunicati che sostengano il contrario, sembra confermato che la fabbrica non riaprirà oggi: tra gli altri, lo ha riferito Reuters, che riferisce che  il governo cinese avrebbe impedito a Foxconn di riaprire i battenti, nonostante l’azienda avesse richiesto di poter riprendere la produzione.

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Anche un report di Nikkei di ieri conferma che le autorità cinesei hanno impedito la riapertura, poiché la struttura non sarebbe pronta per garantire la sicurezza dei dipendenti: in particolare, le preoccupazioni riguarderebbero la scarsa aerazione di ristoranti e dormitori dove vivono i lavoratori.

Una sorte del tutto simile riguarda lo stabilimento di Zhengzhou, principale centro dove vengono assemblati i prossimi iPhone SE 2 / iPhone 9, che dovrebbero essere lanciati a marzo. Le attività della fabbrica sarebbero dovute riprendere il 2 febbraio; successivamente, la riapertura era stata rinviata di una settimana, ossia ad oggi (10 febbraio).

Tuttavia, il noto analista Ming-Chi Kuo ha inviato una nota agli investitori in cui comunica che la fabbrica resterà chiusa almeno per un’altra settimana, aumentando la probabilità che le quantità di iPhone prodotti sarà sensibilmente inferiore rispetto alla richiesta di Apple (si parla almeno di un 10% in meno).

Infine, secondo l’analista, anche la riapertura della fabbrica di Pegatron a Kushan sarà rimandata: si parla del 17 febbraio, ma d’altra parte i rinvii vanno di settimana in settimana.

L’unico stabilimento che ha ripreso la produzione è la fabbrica Pegatron di Shanghai, un altro dei più importanti stabilimenti per la produzione di iPhone: tuttavia, è davvero difficile pensare che questo possa bastare per evitare ritardi sui nuovi smartphone della mela.

Via: Reuters, 9to5Mac, Nikkei