L’Antitrust bacchetta ancora TIM, Vodafone e Wind Tre per aver negato l’utilizzo di conti europei per i pagamenti

Vincenzo Ronca

Sembra non volere concludersi la vicenda che dallo scorso si trascina e vede coinvolti tre tra i maggiori operatori telefonici italiani e l’Antitrust, rappresentato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

La vicenda ha come protagonista la negazione da parte di TIM, Vodafone e Wind Tre di conti con IBAN europeo e non italiano per il pagamento dei servizi sottoscritti dai clienti italiani presso gli stessi operatori. Già ad aprile 2019 i tre operatori sono stati sostanzialmente ritenuti “colpevoli” dall’Antitrust italiana per la vicenda: Vodafone e Wind sono state sanzionate mentre TIM è stata solo richiamata in cambio del rispetto degli obblighi entro giugno 2019. Nelle ultime ore sempre l’Antitrust ha aperto un nuovo procedimento nei confronti degli stessi operatori.

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Secondo l’articolo 9 del Regolamento UE n. 260/2012, gli operatori telefonici devono permettere ai proprio clienti di domiciliare il proprio abbonamento di telefonia fissa o mobile presso un conto corrente bancario della zona SEPA. Dopo la prima sanzione di aprile 2019, Vodafone aveva annunciato l’adeguamento alla norma lo scorso luglio 2019, così come TIM ha fatto lo stesso a giugno 2019.

Tuttavia, diverse segnalazioni sono pervenute all’Antitrust dopo questi periodi: alcuni clienti Vodafone si sono visti rifiutare la possibilità di domiciliare il proprio abbonamento di linea mobile su un conto europeo a settembre 2019, lo stesso dicasi per alcuni clienti TIM e Wind Tre. Dunque l’Antitrust è giunta alla conclusione che i tre operatori hanno reiterato la condotta illecita.

Per questi motivi sono stati aperti dei nuovi procedimenti nei confronti dei tre operatori, dureranno un massimo di 120 giorni e potrebbero concludersi con una sanzione amministrativa che può variare tra i 10.000€ e i 5 milioni di euro. Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

Via: Mondomobileweb