Uno sguardo al futuro del 5G (con l’Italia in prima linea)

Emanuele Cisotti -

Certo: i processori ed i lettori di impronte digitali ultrasonici sono interessanti perché sono tangibili e subito “quantificabili” in termini di numeri. Ma se c’è qualcosa che davvero cambierà il nostro futuro e il nostro modo di vivere è il 5G.

Cristiano Amon, presidente di Qualcomm, durante l’annuale Snapdragon Summit, ha voluto dare una sua visione dello stato del 5G e di quali siano le prospettive future a breve termine. Lo ha fatto iniziando da una mappa del mondo che mostra quale sarà lo stato della diffusione del 5G nel 2020, colorando di bianco le nazioni che hanno o avranno il 5G Sub-6 e quali quelle che hanno sia il Sub-6 che le mmWave, ovvero le altissime frequenze che garantiscono velocità molto più alte, ma che hanno bisogno di una copertura massiva per quanto riguarda le antenne.

A seguire è stata mostrata una mappa che mostra lo sviluppo del 2021 (o poco più).  Tantissime nazioni a quel punto avranno anche le frequenze delle mmWave attive e tante altre accenderanno le Sub-6 per la prima volta. In questo ambito l’Italia è in prima linea e per il 2021 si prevede l’accensione delle prime reti mmWave, andando quindi ad unirsi ad una cerchia “elitaria” di nazioni (USA, Russia, Giappone, Cile, Brasile, Australia, Taiwan, Corea del Sud, Germania e Inghilterra).

La spiegazione del perché questo tipo di sviluppo è fondamentale lo ha spiegato poco dopo: è importante partire dalle frequenze più basse, quelle vicine al 4G, per creare un substrato di connessione “intercambiabile” 4G/5G che possa garantire grande copertura e senza la necessità di liberare banda spegnendo le antenne precedenti. In questo caso si parla di DSS, ovvero Dynamic Spectrum Sharing. Si passa poi alle frequenze intermedie, quelle Sub-6 (ovvero sotto i 6 GHz) che possono mettere in comunicazione 5G dispositivi di vario tipo (come le auto con le strade o interi stadi) e che sono fondamentali sopratutto per le reti 5G locali. E infine lo strato fondamentale delle onde millimetriche, ovvero mmWave che garantiscono velocità alte e capillarità nella copertura.

L’importanza delle mmWave è stata testata sul campo e si sono raggiunti risultati migliori del previsto: velocità fino a 10 volte più veloci dell’LTE, oltre 1GBps di velocità a vista (ovvero senza ostacoli nel mezzo) e oltre 200 Mbps con ostacoli fra antenna e ricevitore. Si tratta quindi di un avanzamento del 5G per gradi con la partenza dall’integrazione del 4G/5G, poi con le reti standalone (che non necessitano del 4G per registrarsi alla rete) e infine con l’aggregazione delle bande, come già succede ora con il 4G, permettendo di utilizzare frequenze 5G di diverso tipo per “sommare” le velocità di trasmissione.

In sostanza un futuro roseo per il 5G, con un’evoluzione rapida (anche grazie agli ottimi risultati sul campo) e con adesso una visione più chiara di quale sarà il futuro di questa tecnologia a breve termine, dopo una fase iniziale un po’ caotica dove le aziende sapevano che il 5G sarebbe stato il futuro, ma non come e con quale processo di crescita.