7 giorni con iPhone XR ed Apple Watch 4: se non li hai entrambi, godi solo a metà (video)

Nicola Ligas -

Prosegue 7 giorni con, la nostra rubrica che spazia da un sito all’altro, con una prova settimanale dei dispositivi più disparati. In questo caso doppia prova, visto che le settimane (di vacanza) sono state due, e le ho trascorse in compagnia di iPhone XR ed Apple Watch 4.

Passare ad iPhone è… facile!Passare ad iOS da Android è stato in realtà un salto meno quantico del previsto. Ho riletto un mio vecchio editoriale del 2015, nel quale raccontavo come non mi fossi trovato bene con iPhone 6, in particolare in tema di condivisione dei contenuti e di notifiche, due aspetti che nel corso del tempo sono stati affinati (soprattutto il primo) al punto che adesso non sono più per me un problema. Anzi, ho molto apprezzato il fatto di poter scegliere quali app siano o meno presenti nel menu di condivisione, una cosa che vorrei anche su Android. Meno pratico il fatto che detto menu sia a scorrimento orizzontale, perché potrebbe costringervi a qualche swipe di troppo, o che, dopo aver condiviso un certo elemento, rimaniate nell’app di partenza, e non in quella alla quale avete inviato il contenuto.

Certo, l’impostazione grafica e quindi anche funzionale di iOS è abbastanza diversa da quella di Android. Non amo l’assenza di un app drawer, e la home di iPhone resta molto poco personalizzabile rispetto ad Android, con solo 4 elementi al massimo sulla dock, per esempio. Mancano poi i widget, o meglio sono tutti raggruppati in un’unica pagina sulla estrema sinistra della home. Sono però differenze cui bene o male ci si abitua, o comunque soggettive, visto che anche alcuni famosi produttori Android hanno scelto di abbandonare il drawer per le applicazioni come impostazione predefinita.

Non mi dilungherò poi troppo sul discorso delle gesture, visto che ne ho in pratica già parlato ieri. Aggiungo solo che ho trovato comodo dividere lo swipe-down in due parti: se effettuato dal lato sinistro dello schermo troviamo le notifiche, se effettuato da quello destro avremo invece il centro di controllo, con i vari toggle per le funzioni di sistema, compresi 4 personalizzabili. È un buon modo per non sovraffollare il pannello notifiche, considerando anche la grafica ed il lettering di iOS, più spaziosi di quelli su Android. Peccato che manchi un modo per avviare rapidamente la fotocamera da schermo spento. Il doppio tap sul tasto di accensione/volume, ormai presente su quasi tutti gli Android, è molto comodo.

Come vedete comunque mi sto concentrando per lo più sui dettagli. Dettagli che del resto distinguono tra loro anche i vari produttori Android, che personalizzano il sistema operativo ciascuno secondo il proprio gusto. In sostanza, passare oggi ad iOS è quasi “trasparente”, nel senso che le stesse app che usavate su Android le troverete anche su iPhone, e le funzionalità più comuni ci sono tutte.

Ovviamente al centro dell’esperienza non ci possono essere i servizi di Google. La barra di ricerca persistente non esiste, e l’assistente di default è Siri (ma con un po’ di escamotage potete anche usare Assistant tramite attivazione vocale). Le app di Google però ci sono tutte ed offrono bene o male le stesse funzionalità presenti su Android, pur con qualche distinguo. A questo proposito, dedicherò un video a parte alle differenze tra app Google su Android ed app Google su iOS, perché avrebbe allungato troppo il filmato qui sotto. Il succo è che comunque l’ecosistema di app Google funziona benissimo anche su iPhone (in alcuni casi pure meglio), per quanto i servizi di Google in generale non siano mai la prima scelta né così immediatamente accessibili (ricerca su tutti) come su Android.

Potrei stare per ore a parlare dei tanti dettagli che distinguono iOS da Android, ma il punto è proprio questo: ormai i due sistemi operativi sono più che maturi, si sono “ispirati” l’uno all’altro più volte, ed il passaggio da Android ad iOS (e viceversa) difficilmente può essere “traumatico”; tutto ciò al netto di legittimi ed insindacabili gusti personali. Dove Apple vince nettamente (oltre ai tablet, che meriterebbero tutto un discorso a parte), è con Apple Watch.

Ogni utente iPhone dovrebbe provare un Apple Watch. Poi, probabilmente, lo comprerebbe.Parafrasando un noto slogan commerciale, se hai iPhone e non Apple Watch, godi solo a metà. E sia chiaro che di smartwatch Wear OS ne ho provati diversi, ma nessuno mi ha regalato la fluidità e l’immediatezza di Apple Watch. È come avere un diverso tipo di smartphone al polso. Sì perché uno smartwatch non deve imitare lo smartphone, ma al contempo deve offrire un’esperienza consistente con quest’ultimo, perché in buona parte è una sua estensione.

Mi sento quindi di appoggiare la scelta di Apple, che non ha voluto scimmiottare gli orologi tradizionali con un quadrante circolare. Uno smartwatch non è un orologio, deve offrire molti più contenuti della semplice ora; e come siamo abituati, tutti noi, a leggere contenuti sui dispositivi digitali? Con uno schermo squadrato. Grazie alla corona circolare, che fa un ottimo lavoro nel fingersi analogica (la vibrazione è pressoché perfetta, in generale), scorrere i contenuti è facilissimo, e la forma dello schermo permette di sfruttarlo a pieno per riempirlo di informazioni, mentre con gli smartwatch circolari alla fin fine viene usata solo una porzione ridotta o comunque c’è un “taglio” di contenuti dovuto appunto alla stondatura del display.

Ma il form-factor, per quanto importante, è solo uno dei tanti aspetti che mi hanno fatto apprezzare Apple Watch. WatchOS scorre sempre liscio in pressoché ogni situazione, ha una gran quantità di watch face, tutte estremamente personalizzabili, e soprattutto si usa bene direttamente dal polso, senza grosse interazioni con lo smartphone. La corona circolare è quel tasto anti-panico che un tempo avevano anche gli iPhone, e la sua interazione con le app è molto naturale. Le notifiche sono discrete ma comunque sensibili. Interattive quanto basta, e con un sistema di scrittura a schermo davvero molto efficace (ma potete anche dettare la risposta o scegliere dei preset).

E poi tutta la parte di fitness/salute è fatta egregiamente; niente a che vedere coi problemi di Google Fit. L’app attività cercherà ogni giorno di farvi completare i fatidici “3 cerchi” in ogni modo, presentandoli come una sfida con voi stessi ed anche con gli amici. Apple Watch vi ricorderà di alzarvi, di prendervi un minuto di pausa per concentrarvi sul vostro respiro, e soprattutto monitorerà costantemente il vostro cuore.

Al lancio della funzione ECG ci furono vari dubbi e polemiche in merito, ma Apple Watch chiarisce sempre, più volte, che in caso di dubbio è da un medico che dovrete andare. Perché inserire una funzione simile allora? Perché le malattie cardiovascolari sono tra le principali cause di morte al mondo. Apple Watch difficilmente potrebbe diagnosticare il cancro, ma se riuscisse a rendere qualche suo utente consapevole di avere un problema cardiaco latente, avrebbe già fatto più di quanto si potrebbe chiedergli.

La vera forza del dispositivo di Apple è la sua identità Apple Watch non è un semplice accumulo di notifiche, che per altro io, essendo in vacanza, ho usato anche relativamente poco. Questo mi ha permesso, lasciandolo in modalità aereo sul comodino la notte, di farci sempre due giorni di utilizzo, cosa che non sarebbe stata possibile con un uso più intenso e con le notifiche da ogni app presente su iPhone. Eppure, nonostante questo, ho iniziato a seguire i suoi consigli in tema di fitness, ho chiesto saltuariamente a Siri di aiutarmi (simpatica la gesture che permette di iniziare subito a parlare senza dover “urlare” una hotword, dopo aver portato lo smartwatch ad altezza bocca), ho fatto dozzine di ECG che poi ho girato all’amico cardiologo per un riscontro, e ho risposto al volo a tutte le notifiche più importanti, sempre con efficacia. Ah sì, e poi mi sono fatto leggere l’ora da Topolino, con somma invidia di tutti i bambini presenti nei dintorni.

LE PUNTATE PRECEDENTI:

  • FabrizioC

    Avvio veloce fotocamera: su iPhone pre X, sollevando il telefono accende lo schermo, con swipe verso sinistra si attiva la fotocomera

    • anche su iphone xr, ma non è la stessa cosa di avere un doppio clic che funzioni sempre, schermo spento o meno. Sia chiaro, è una piccolezza, ma una volta che ti abitui è un peccato farne a meno.

      • FabrizioC

        Eh già… su iOS col doppio click sul pulsante si paga… troppo comodo (purtoppo)

  • Gianluca Recalcati

    come posso passare da android a iossenza perdere niente.
    si dice tipo perderei le chat di WhatsApp!!!!

    • Le chat di WhatsApp sono una delle poche cose che perderesti, anche se ci sono un po’ di workaround in merito

    • barranaiek

      Usa l’app wazzap migrator

  • lore_rock

    Wow, ho letto cose che pensavo di considerare soltanto io!
    Ad esempio il menù di condivisone su ios13 é cambiato con scorrimento verticale che quindi riempie tutta la pagina diminuendo gli swipe e presentando una schermata molto più chiara e ricca, quando ho provato la beta mi sono soffermato ad analizzare questa cosa e ho trovato che avesse assolutamente senso così rispetto a ios12 e precedenti.
    Altro discorso in cui mi trovi d’accordo é il form factor di Apple Watch, inizialmente lo trovavo orribile, poi in principio ne ho constatato la scelta logica (ribadita anche da Ive a suo tempo) e successivamente ne ho apprezzato anche il lato estetico:
    É subito riconoscibile, non ha interruzioni come gli orologi tradizionali (che hanno il cinturino staccato dalla cassa), NON FINGE di essere un orologio meccanico, é perfettamente in linea con i design di tutti gli altri prodotti Apple