Rimodulazioni bloccate per sei mesi? Ecco cosa dice il disegno di legge

Rimodulazioni bloccate per sei mesi? Ecco cosa dice il disegno di legge
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

Nelle giornate di ieri e oggi, 3 e 4 luglio, gli operatori di telefonia italiani (TIM, Vodafone, Iliad, Wind Tre e Fastweb) sono stati convocati al Senato per delle audizioni in merito al disegno di legge n. 1105, che andrebbe a modificare il precedente decreto legge del gennaio 2017 per favorire una maggiore trasparenza tariffaria. Oltre a maggior chiarezza sui costi, la nuova legge prevederebbe prezzi bloccati per i primi sei mesi, senza possibilità di esser soggetti a rimodulazioni.

In particolare, la prima modifica introdurrebbe quanto segue:

“Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche non possono modificare le condizioni giuridiche ed economiche dell’offerta prima che siano trascorsi sei mesi dalla stipula del contratto, in ogni caso senza aggravio di costi o peggioramento delle condizioni economiche applicate nei confronti del consumatore”.

Come si può leggere, il disegno di legge non riguarda solo gli operatori di telefonia, ma anche PayTV e altri settori potenzialmente interessati.  Nel caso in cui la legge venisse approvata, quindi, per gli operatori sarebbe impossibile eseguire rimodulazioni per i primi sei mesi dopo l'attivazione.

Oltre questo, ci sarebbero anche altri punti che obbligherebbero gli operatori a fornire informative chiare in merito al costo finale di una promozione:

“la medesima Autorità [riferimento all’AGCOM] garantisce altresì che gli operatori dei servizi di telefonia mobile assicurino la piena trasparenza delle offerte e dei messaggi pubblicitari di cui al comma 2, garantendo una comunicazione semplice ed essenziale che faciliti al consumatore la comprensione della tariffa e del prezzo complessivo, relativo ai servizi acquistati mediante sottoscrizione del contratto di attivazione”.

[...]

“L’offerta commerciale dei prezzi dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l’offerta, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.

A tal fine sono vietati le offerte e i messaggi pubblicitari e informativi di tariffe e servizi proposti dagli operatori che contengono l’indicazione del prezzo finale privo, in tutto o in parte, degli oneri complessivi derivanti dall’attivazione o dall’utilizzo dei servizi di traffico voce, dati, messaggistica istantanea e dei servizi ancillari di cui al comma 2.1”.

Nel caso in cui il disegno di legge venisse approvato così com'è, se la segreteria telefonica viene attivata di default e ha un costo, questo deve essere indicato nel prezzo finale (anche se, ad esempio, la promozione è gratis per il primo mese). Allo stesso modo, andrebbero indicati chiaramente le eventuali spese per passare ad altro operatore o qualasiai altro costo "nascosto" che può influire sulla spesa finale.

Precisiamo che attualmente si tratta solo di un disegno di legge e che ci vorrà del tempo per discutere ed eventualmente approvare un simile testo. In ogni caso, non mancheremo di tenervi aggiornati sugli sviluppi.

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