Il futuro a 5G è dannoso per la nostra salute? Sembra di no: ecco perché

Vincenzo Ronca -

Le reti 5G sono sempre più destinate a popolare il nostro futuro tecnologico e, come spesso accade quando si preannuncia un cambiamento rilevante, una buona parte di noi si chiede se sarà dannoso per la nostra salute. Molte associazioni e alcuni parlamentari si sono mobilitati in questo senso e l’Istituto Superiore di Sanità è stato chiamato in causa per fare chiarezza.

Il fronte scettico nei confronti del 5G basa alcune delle sue convinzioni su due studi, uno condotto dall’Istituto Ramazzini e l’altro dal National Toxicology Program statunitense. Le conclusioni sono simili: esponendo dei ratti sin dalla nascita a campi elettromagnetici che si trovano sulle stesse frequenze delle reti 2G e 3G, è stato determinato un aumento del potenziale rischio di tumore. Gli stessi studi hanno però concluso che non si può trasporre l’effetto avvenuto sui ratti agli esseri umani.

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Inoltre, il fronte contrario al 5G riconosce come aggravante il fatto che le nuove reti useranno delle celle più piccole ma più numerose sul territorio, rispetto a quanto avviene con le reti attualmente operative. Le reti 5G useranno anche delle frequenze più elevate rispetto alle attuali reti, questo si traduce in una lunghezza d’onda più piccola che a sua volta comporta una penetrazione del campo minore: questo significa una penetrazione minore anche nei confronti dell’organismo umano.

Questo è uno dei punti a favore di chi afferma che il 5G non è dannoso per la salute. Inoltre, gli studi sopra citati hanno chiarito che le potenze dei campi usati nelle fasi sperimentali sui topi erano di gran lunga superiori a quelle usate generate dalle antenne di telecomunicazioni. In generale, l’esposizione a campi elettromagnetici genera un riscaldamento della materia investita dal campo ma non è stato stabilito se questo tipo di riscaldamento sia cancerogeno.

Le linee guida internazionali stabiliscono che un uso prolungato dei telefoni cellulari è “possibilmente cancerogeno“, definizione che si trova al livello più basso di pericolosità. In sostanza, non esistono evidenze scientifiche per dire che le reti 5G sono pericolose per la nostra salute anzi, quelle finora pervenute suggeriscono che il grado di pericolosità è minore rispetto al contesto attuale. Fateci sapere anche la vostra attraverso i commenti qui in basso.

Fonte: La Repubblica