Il 5G come l’elettricità: sarà alla base delle nostre vite, non potremo farne a meno

Giuseppe Tripodi - Il 5G sarà una rivoluzione e spalancherà le porte al cloud computing: ecco perché i prossimi 10 anni saranno un salto in avanti da fantascienza.

Immaginate come sarebbe vivere senza elettricità: niente luci, niente elettrodomestici, niente di niente. Ecco, tra una decina d’anni, l’idea di tornare a vivere con le attuali reti 4G potrebbe sembrarci altrettanto alienante: perché il 5G sarà una rivoluzione, al pari dell’elettricità. Non lo dico io, ma Cristiano Amon, presidente di Qualcomm.

È così che il dirigente ha parlato del prossimo standard per reti mobili durante una conferenza tenutasi al Mobile World Congress, a cui partecipavano anche Pete Lau (CEO di OnePlus) e Marc Allera (CEO dell’operatore EE) e Marisa S. Viveros (dirigente IBM).

Passeggiando per la fiera con Giorgio e commentanto le potenzialità del 5G, riflettevamo su quanto fosse difficile raccontare a chi non se ne intende quanto e perché il nuovo standard di connettività sarà così rivoluzionario. Credo che il paragone con l’elettricità sia particolarmente azzeccato: grazie al 5G, tutto ciò che adesso avviene all’interno dei nostri smartphone e dei nostri computer si sposterà in cloud, su server sparsi in giro per il mondo. La luce non verrà più dal petrolio che brucia all’interno di una vetusta lampada a cherosene, ma da una lampadina che ottiene energia grazie ad una centrale che si trova chissà dove.

Tutti ricordiamo il passaggio dal 3G al 4G, avvenuto una decina di anni fa: sì, adesso le nostre reti mobili vanno più veloci del 2011, ma non è cambiato poi così tanto. Gli smartphone scaricano dati più velocemente e i film in streaming sono la norma anche da mobile, ma non sono cambiate (troppo) le nostre abitudini e non è cambiato (troppo) il mercato.

Con il 5G sarà tutto diverso: non si tratterà solo di velocità infinitamente più elevata e (soprattutto) latenza praticamente azzerata, ma di tutto ciò che questo renderà possibile. Ma diamo comunque un termine di paragone: mentre scrivo questo articolo, ho eseguito un test di velocità della mia rete qui a Barcellona: va a 55 Mbps, un risultato tutto sommato dignitoso. Ieri, durante un brindisi per celebrare l’inizio dell’epoca del 5G, Cristiano Amon di Qualcomm ha eseguito uno speedtest su rete 5G: 4,61 Gbps, pari a 4610 Mbps.

Una velocità centuplicata rispetto agli standard attuali.

Cristiano Amon (Qualcomm) svela il risultato dello speed test su rete 5G

Questo non solo porterà ad avere istantaneamente tutto ciò che vogliamo sui nostri smartphone, ma spalancherà le porte al cloud computing: le operazioni di calcolo ed elaborazione che attualmente vengono svolte dai processori dei nostri dispositivi verranno invece elaborate da server sparsi per il mondo. La rete sarà talmente veloce da permetterci di superare la necessità di avere dei componenti avanzati che si trovano fisicamente sui nostri device.

Uno dei primi cambiamenti percepibili sarà nel settore dei videgiochi: abbiamo già assistito a diverse esperienze di cloud gaming (vedi Nvidia GeForce Now), ma con risultati molto altalenanti. Al contrario, col 5G giocare in streaming sarà perfettamente normale: la potenza di calcolo necessaria per eseguire i giochi di ultima generazione non si troverà più sui nostri dispositivi, ma sul cloud. Per questo, come spiegava anche Allera di EE, vedremo nascere sempre più abbonamenti in stile Netflix per i videogiochi; Cristiano Amon (Qualcomm) si spinge persino oltre, sostenendo che nei prossimi anni la velocità del 5G potrebbe persino sancire la morte delle console.

A tal proposito, Pete Lau (OnePlus) commenta che le negli smartphone del futuro le performance e la memoria interna non saranno più così importanti: certo, avremo sempre maggior capacità di archiviazione, ma foto e dati saranno conservati in cloud e i GB passeranno in secondo piano rispetto alla velocità delle reti.

Tutto ciò senza considerare come il 5G rivoluzionerà il mondo dell’intelligenza artificiale: verranno caricati molti più dati e molto più velocemente, e possiamo solo immaginare quali saranno le implicazioni. Guida autonoma sempre più efficace, riconoscimento facciale sempre più impeccabile, videochiamate e videoconferenze sempre impeccabili, smart city in cui tutto è dotato di sensori e interconnesso.

Un’altra delle applicazioni più interessanti del 5G sarà nell’Internet of things: ci saranno sempre più elettrodomestici connessi alla rete che comunicano istantaneamente tra loro e sarà impensabile non avere un controllo remoto su qualsiasi cosa, dal frigo al divano (e no, non riesco ancora ad immaginare a cosa servirà un divano smart, ma sono sicuro che ci sarà).

Ma la verità è che nessuno può davvero prevedere cosa nascerà dalle enormi potenzialità del 5G, così come nessuno poteva prevedere WhatsApp o Uber agli albori di internet. Perché le nuove reti rappresentano letteralmente il futuro: adesso possiamo solo immaginarlo, a scriverlo ci penseranno gli sviluppatori di domani.

Quel che è certo è che il 5G sarà come l’elettricità: “invisibile” e fondamentale, indispensabile per ogni aspetto della nostra vita. Come ha detto Pete Lau, tra dieci anni ci guarderemo indietro e resteremo sconvolti di quante rivoluzioni saranno state possibili grazie al 5G.

  • Bronx

    Credo che il futuro sia davvero avere in cloud l intero sistema operativo così le necessità di risorse degli smartphone saranno schermo poca memoria meno batteria una fotocamera e via.

    • Pol Pastrello

      E senza rete, in un bunker, ti attacchi! 😉

      • guineja

        Eh si

    • AntonioSM77

      Hai estremizzato un tantinello. Diciamo che potrebbero essere in cloud dati applicazione e dati utente. E che la memoria dello smartphone potrà essere inferiore perché il dato, non appena possibile, viene subito salvato in cloud e cancellato dalla memoria del telefono.
      Quello che prospetti tu potrà un giorno esistere a livello di PC fisso (cosa che già si realizza su reti locali con i thin client), ma per il mobile non lo vedo realizzabile in quanto la copertura difficilmente sarà del 100%.

  • Crissi

    E la tutela della privacy??? Non so perché, ma con quella mole di dati tutti in rete la vedo nera… 🥺🥺🥺