Facebook ha chiuso la sua controversa app per ricerche di marketing su iOS

Giuseppe Tripodi - In cambio di gift card da 20$, chiedeva l'accesso a tutto il traffico dati dell'iPhone. Il programma è ancora disponibile su Android.

Facebook ha annunciato che interromperà un controverso programma di ricerca di marketing che violava le linee guida di iOS, in seguito ad un report di TechCrunch pubblicato ieri che spiegava il funzionamento del software.

Secondo quanto riferito, il social network selezionava giovani di età compresa tra i 13 e i 35 anni e offriva loro gift card mensili da 20$ per installare una VPN che ridirezionava tutto il traffico verso i server di Facebook; ovviamente, in questo modo l’azienda di Zuckerberg otteneva una mole enorme di dati, che venivano analizzati per ragioni di marketing. Secondo quanto riferito, il programma dovrebbe essere ancora disponibile per Android.

Screenshot del programma di ricerca di Facebook su iOS, via TechCrunch

Questo tipo di monitoraggio delle attività degli utenti ricorda molto quello di Onavo: un servizio VPN di Facebook che, sostanzialmente, prometteva di proteggere l’utente dalle minacce del web, in cambio di dati personali da utilizzare per ricerca. Onavo VPN era stato rimosso dall’App Store in seguito alla richiesta di Apple, che aveva sancito che quel genere di tracciamento dei dati viola le linee guida della compagnia.

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In seguito, Facebook aveva ottenuto lo stesso risultato senza passare dall’App Store, richiedendo agli utenti di installare un certificato HTTPS che permetteva il monitoraggio del traffico web. Utilizzando un certificato HTTPS, potenzialmente Facebook aveva accesso non solo alla cronologia dei siti visitati, ma anche a tutti i dati che normalmente dovrebbero essere criptati prima di essere inviati in rete (inclusi messaggi, numeri di telefono, password, etc).

Dopo il report di TechCrunch, anche il programma in questione verrà terminato, poiché viola le norme di iOS.

La società di Zuckerberg non ha negato nulla sul funzionamento del software, ma ha precisato che non c’era nulla di segreto e che solo una piccola percentuale degli utenti coinvolti erano adolescenti. Un portavoce ha infatti dichiarato a TechCrunch:

Sono state ignorate quesioni essenziali in merito a questo programma di ricerca. Al contrario di quanto indicato dai primi report, non c’era nulla di “segreto” in merito; si chiamava letteralmente Facebook Research App. Non “spiava” nessuno, poiché tutte le persone che vi partecipavano avevano seguito un chiaro processo di iscrizione ed erano pagate per partecipare. Infine, meno del 5% delle persone che hanno scelto di partecipare al programma di ricerca erano adolescenti, e tutti avevano fornito il consenso dei genitori.

Infine, Facebook ha negato che l’app volesse rimpiazzare Onavo, ma non ha risposto in merito alle somiglianze del codice con quest’ultima.

Illustrazione di James Bareham via TheVerge

Via: TheVerge