I millennial sono i più legati all’identità online, ma dovrebbero essere più attenti a proteggerla

Vezio Ceniccola

I millennial sono drogati di smartphone? È questa la domanda a cui ha cercato di dare risposta la nuova indagine condotta da Acronis, società che si occupa di protezione informatica e soluzioni cloud. I risultati ottenuti dai sondaggi e dalle interviste realizzate nell’ambito di questo progetto sono molto interessanti e ci forniscono uno spaccato reale di quello che pensano i giovanissimi, in particolar modo sugli aspetti legati alla vita digitale.

Come ci si potrebbe facilmente aspettare, sono proprio i più giovani a legare indissolubilmente vita reale e vita digitale. I millenial condividono in media 900 foto all’anno sui social, in particolare Instagram (52%) e Snapchat (47%), e danno una grandissima importanza a quello che succede nelle proprie reti di amici digitali: il 37% degli intervistati ritiene “molto alto” il valore della propria identità online, addirittura il 14% si spinge a dire che rappresenti “tutta la propria vita“.

Tali dati dimostrano come la protezione di quest’identità stia diventando fondamentale per una buona fetta di utenti. Molti di questi utilizza smartphone e tablet non solo per la la socializzazione, ma anche per il lavoro e per la comunicazione professionale. Perdere lo smartphone, dunque, è un fatto grave: il 75% degli intervistati dice che si è sentito sconvolto (19%) o turbato (56%) quando ha perso il proprio dispositivo e i relativi dati contenuti all’interno.

Siamo dunque di fronte ad una vera e propria dipendenza dal mondo digitale? La risposta non è così scontata. Se il 32% dei partecipanti al sondaggio controlla lo smartphone più di 31 volte al giorno, il restante 68% lo fa da una a tre volte all’ora, un dato abbastanza normale e di certo non preoccupante.

Quello che, invece, appare meno incoraggiante è l’attenzione alla protezione dei dati. Tra i milleanial, il 18% non usa alcun metodo di autenticazione, col rischio di fornire tutti i dati a qualsiasi malintenzionato si possa appropriare del dispositivo. Meglio va col resto degli utenti: il 64% utilizza una password di protezione, il 19% usa anche il riconocimento facciale.

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Il nostro consiglio, come da tradizione, è quello di utilizzare la massima prudenza sia per quanto riguarda gli strumenti online che la protezione dei dati. Utilizzare in modo prudente i social è certamente un fattore da tenere sempre presente, mentre attivare una password o un altro metodo di autenticazione sullo smartphone è praticamente obbligatorio nel 2018, visto che tutti i modelli più recenti presentano vari modi per farlo.