Rapporto Centro Economia Digitale: secondo voi quanti messaggi di WhatsApp vengono inviati al minuto?

Matteo Bottin E quante foto vengono postate su Facebook e Instagram? Questi e tanti altri dati

Oggi il Centro Economia Digitale (Ced) ha presentato un rapporto sul digitale contenente tutta una serie di dati interessantissimi riguardo un “minuto digitale medio“. Non solo WhatsApp e Facebook, ma anche altre parti del mondo digitale, come ricerche di Google, LinkedIn, Skype e molto altro.

Cercando di riassumere tutti i dati, in un minuto vengono:

  • Spedite 156 milioni di email
  • Inviati 29 milioni di messaggi su WhatsApp
  • Postate 243 mila foto su Facebook
  • Postati 65 mila scatti su Instagram
  • Pubblicati 350 mila tweet (ovviamente su Twitter)
  • Aggiunti 210 mila snap su Snapchat
  • Ascoltate 1,5 milioni di canzoni su Spotify
  • Viste 87 mila ore di video su Netflix
  • Visti 16 mila video su Vimeo
  • Caricate 400 ore di filmati su YouTube
  • Effettuate 3,8 milioni di ricerche su Google
  • Eseguiti 2 milioni di minuti di chiamate su Skype
  • Registrati 120 nuovi account LinkedIn
  • Creati 25 mila post su Tumblr
  • Abbinate 18 mila coppie su Tinder

Ma il report non contiene solo statistiche riguardo il “minuto digitale”: mostra lo stato preoccupante dell’Italia nel mondo informatico. Se già l’Europa è tagliata fuori dalle 20 aziende internet con più capitalizzazione, tra i 28 paesi del vecchio continente l’Italia è al 25° posto.

E questo 25° posto riguarda il Desi 2018, ovvero l’indicatore che la Commissione Europea usa per misurare il livello di attuazione dell’Agenda Digitale delle nazioni europee. Se guardiamo la digitalizzazione dei servizi pubblici siamo al 19° posto, per la digitalizzazione delle aziende al 20°, per il capitale umano e le competenze siamo al 25° posto, per la connettività siamo al 26° posto, per l’uso di internet da parte dei cittadini addirittura al 27°.

Secondo il Ced il problema è principalmente politico: il digitale non fa parte di un programma politico standard, ma fa parte di un mondo a sé. Cosa ne pensate?

“Il problema è la governance di questo processo. Il digitale non è un tema tecnologico, di business o di comunicazione, e non è un punto in un’agenda politica, ma un’agenda politica a se stante. È un errore parlare del digitale mettendolo al pari di altre sfide, come la complessità burocratica dello Stato, la lentezza del sistema giudiziario e la diseguaglianza economica. Perché risolvendo la sfida del digitale riusciremmo a semplificare tutte le altre sfide. Secondo noi non ha senso dare vita oggi a un Ministero del Digitale, perché il tema deve essere promosso direttamente dalla Presidenza del Consiglio. […] Il tempo per pensare al digitale è finito: il futuro appartiene a chi decide oggi”.

Rosario Cerra, presidente del Centro Economia Digitale