La pubblicità è davvero in arrivo su WhatsApp, ma forse non sarà troppo invasiva

Nicola Ligas

WhatsApp avrà pubblicità al suo interno a partire dal primo trimestre del 2019. A confermarlo in via definitiva è Luca Colombo, country director di Facebook Italia. Questa volta quindi non si tratta di uno dei tanti rumor che nel corso degli anni hanno associato WhatsApp e pubblicità, ma piuttosto di una precisa strategia dell’azienda che controlla l’app di messaggistica più popolare al mondo. Facebook sta cercando infatti da tempo di rendere WhatsApp allettante anche per le imprese, ed il lancio di WhatsApp Business è solo un tassello del puzzle.

La pubblicità arriverà solo nello Stato di WhatsApp (potete anche chiamarle “storie”), almeno inizialmente. Colombo ha infatti escluso che le normali chat possano ricevere dei banner pubblicitari, anche se Facebook sta comunque studiando nuovi modi per mettere in comunicazione aziende ed utenti, “ma evitando tassativamente fenomeni di spamming o di intrusione“. Pensate ad esempio ai tanti avvisi che già oggigiorno ricevete via SMS: l’idea sembra quella di provare a portarli su WhatsApp, ma in maniera appunto non invasiva.

Considerando i numeri snocciolati dal social network, è facile capire il perché di tanto interesse in materia:

  • Facebook: 2,2 miliardi di utenti al mese e 300 milioni di Storie al giorno.
  • Instagram: 1 miliardo di utenti e 400 milioni Storie al giorno
  • Whatspp: 1,5 miliardi di utenti e 450 milioni di Storie al giorno.

Ci saranno senz’altro delle sovrapposizioni tra un social e l’altro, ma parliamo comunque di miliardi di utenti e centinaia di milioni di Storie, nel mondo. In Italia, Facebook vanta invece stabilmente 31 milioni di utenti al mese e 25 milioni al giorno (di cui 24 milioni da mobile), Instagram invece si ferma a 14 milioni di utenti al mese, ma è in crescita. Peccato non conoscere le cifre precise di WhatsApp, ma non è difficile intuire che l’ordine di grandezza sia comunque di decine di milioni.

Tutto questo per dire che con un bacino di utenti del genere, era solo una questione di tempo. Non ci resta che sperare che Facebook faccia tutto “nel modo giusto”.

Via: Repubblica.it