L'asta per il 5G è conclusa: Vodafone e TIM prendono la maggior parte delle frequenze, ma anche Iliad fa molto bene

Il nuovo operatore ha ricevuto un "trattamento di favore" per un blocco 700 MHz in quanto nuovo entrante, Wind Tre si è accontentata di un blocco da 3.700 MHz e uno da 26 GHz.
L'asta per il 5G è conclusa: Vodafone e TIM prendono la maggior parte delle frequenze, ma anche Iliad fa molto bene
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

Ieri, 2 ottobre, si è conclusa l'asta per l'assegnazione delle frequenze 5G, iniziata il 13 settembre e continuata per ben 14 giornate, in una competizione che ha visto gli operatori contendersi le bande a suon di cospicui rilanci. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso i dati relativi alla procedura: le offerte per le bande messe a disposizione hanno raggiunto un ammontare di oltre 6 miliardi di euro (6.550.422.258€), superando di oltre 4 miliardi la cifra minima fissata nella Legge di Bilancio.

Già dalle prime giornate è stato evidente che l'asta avrebbe portato introiti molto elevati nelle casse dello Stato, e d'alronde questo non stupisce neanche troppo: in Italia il settore delle telecomunicazioni è decisamente florido e ci si aspettava una competizione serrata tra le aziende di telefonia che hanno partecipato.

I blocchi messi all'asta dal MISE si suddividevano in base alle frequenze: 5 lotti per la banda 700 MHz FDD, 4 lotti per la banda 3.700 MHz e 5 lotti per la banda 26 GHz. A questi, si aggiungono 3 lotti per le frequenze 700 SDL (Supplemental Down Link, molto meno interessanti rispetto a tutte le altre) per cui nessun operatore ha presentato offerte. Hanno partecipato all'asta 7 società, ossia Vodafone, TIM, Iliad, Wind Tre, Fastweb, Open Fiber e Linkem, ma le ultime due non si sono aggiudicate alcun blocco.

Le offerte per i blocchi da 700 MHz si erano concluse già dal secondo giorno: questa è notoriamente la "migliore" banda, poiché i 700 MHz spiccano per una maggiore penetrazione, permettono di ottenere una diffusione capillare della rete e sono ideali per l'Internet of things. I lotti per queste frequenze sono stati vinti da Vodafone, TIM e Iliad; quest'ultima, ha ottenuto il blocco da 10 MHz che le era stato riservato con la delibera 231/18/CONS di AGCOM, in quanto nuovo entrante nel mercato italiano.

Nella fascia dei 3.700 MHz, Telecom e Vodafone si sono aggiudicate i due blocchi più importanti da 80 MHz, mentre Wind Tre e Iliad hanno vinto gli altri due blocchi da 20 MHz. Infine, nella banda da 26 GHz, tutte le cinque società che hanno presentato offerte (Telecom, Vodafone, Iliad, Wind Tre e Fastweb) si sono aggiudicate un blocco, con una spesa sostanzialmente simile (una media di 32,5 milioni di euro).

Riassumendo, ecco come sono state suddivise le frequenze 5G in Italia:

Frequenze 5G Banda 700 MHz FDD

  • 700 MHz blocco riservato (10 MHz) Iliad (676.472.792€)
  • 700 MHz blocco generico (5 MHz) Vodafone (345.000.000€)
  • 700 MHz blocco generico (5 MHz) TIM (340.100.000€)
  • 700 MHz blocco generico (5 MHz) TIM (340.100.000€)
  • 700 MHz blocco generico (5 MHz) Vodafone (338.236.396€)

Frequenze 5G Banda 3.700 MHz

  • 3.700 MHz blocco specifico (80 MHz) TIM (1.694.000.000€)
  • 3.700 MHz blocco generico (80 MHz) Vodafone (1.685.000.000€)
  • 3.700 MHz blocco generico (20 MHz) Wind Tre (483.920.000€)
  • 3.700 MHz blocco generico (20 MHz) Iliad (483.900.000€)

Frequenze 5G Banda 26 GHz

  • 26 GHz blocco generico TIM  (33.020.000€)
  • 26 GHz blocco generico Iliad (32.900.000€)
  • 26 GHz blocco generico Fastweb (32.600.000€)
  • 26 GHz blocco generico Wind Tre (32.586.535€)
  • 26 GHz blocco generico Vodafone (32.586.535€)

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